Registro Tumori Campania. La legge regionale è scritta male e la Corte Costituzionale la rimanda al mittente: è illegittima

registro-tumori-fotoNapoli, 5 maggio – La Corte Costituzionale boccia il registro tumori per la popolazione della Regione Campania, è quanto si apprende dalla sentenza di venerdì 3 maggio.

La norma che istituisce il registro, secondo la Corte Costituzionale è illegittima perché viola il piano di rientro previsto per la stessa Regione. Con la sentenza n. 79/2013, la Corte annulla i punti chiave della legge regionale n. 19/2012, che prevedeva, per l’istituzione del registro, nuovi uffici per ulteriori incarichi professionali, atto in netto contrasto con il piano di rientro della spesa sanitaria campania, in quanto la norma regionale avrebbe gravato con nuovi oneri le casse della Regione.

“Ogni intervento che possa aggravare il disavanzo sanitario regionale avrebbe l’effetto di ostacolare l’attuazione del piano di rientro”. È quanto spiegato dalla Corte nella sentenza giunta inaspettata e che lascia l’amaro in bocca a tutti quelli che avevano creduto in un cambiamento di rotta di questa regione in una terra resa arida dall’inquinamento illecito, prolifera di malattie tumorali, di sterilità, di diabete e malformazioni fetali.

La regione Campania è, infatti, la regione italiana in cui si muore di più per tumore e in cui la prospettiva di vita è la più bassa di tutta la penisola. Ci sono molti studiosi che affermano con certezza che questa situazione anomala, non sia altro che la conseguenza dell’inquinamento da rifiuti tossici sversati illegalmente dalla camorra, sotto il naso di tutte le amministrazioni locali e regionali succedutesi, spesso complici di questo male affare. Con l’istituzione del registro tumori campano, molti speravano che ciò potesse essere solo il primo passo per arrivare, invece, a un traguardo importante, ovvero l’avvio di una ricerca, per dimostrare e concordare a livello scientifico, il nesso di causalità tra tumore e inquinamento nelle aree campane. È anche di questo che hanno bisogno gli ammalati di tumore che vivono a ridosso di tutti quei punti nevralgici campani, come il triangolo della morte o la terra dei fuochi, tra la provincia di Napoli e quella di Caserta, utilizzati per i traffici di rifiuti tossici. Queste persone sanno perfettamente il motivo della loro malattia ma, offendendo la loro intelligenza e perspicacia nel constatare l’evidenza dei fatti, non possono dimostrarlo dinanzi un tribunale e non possono chiedere a nessuno un risarcimento per la loro condizione.

La Corte, si attiene alla legge e al rispetto della Costituzione, e per questo,  non ha potuto che prendere visione dell’errore nella scrittura della legge regionale, un errore che costa caro in termini di salute pubblica. Dichiarando l’illegittimità costituzionale delle norme impugnate della legge della regione Campania 10 luglio 2012, n. 19, Istituzione del registro tumori di popolazione della regione, la Corte Costituzionale afferma che “le norme impugnate, prevedendo l’istituzione di nuovi uffici e sopratutto dotandoli di aggiuntive risorse strumentali, umane e finanziarie, si pongono in contrasto con l’obiettivo del rientro nell’equilibrio economico-finanziario perseguito con l’Accordo sul Piano di rientro e con il Piano medesimo”.

C’è da chiedersi come sia stato possibile che nessuno in giunta regionale, all’atto dell’approvazione della legge, abbia tenuto in conto il contrasto tra il rientro della spesa pubblica e l’aggiungersi di nuovi costi, perché s’intendeva istituire nuovi uffici per nuovi professionisti. La Corte sottolinea, infatti, che “lo stesso Commissario ad acta con delibera del 14 settembre 2012 ha ritenuto di dover adottare un’analoga iniziativa, utilizzando però le strutture amministrative esistenti ed il personale in servizio; ed è significativo che abbia anche avuto cura di indicare l’esistenza di una pregressa e vigente copertura finanziaria per il funzionamento degli uffici in questione”.

Da questa incongruenza nascono domande a cui i cittadini della regione Campania meritano risposta. La legge fu approvata all’unanimità, ma oggi si scopre che fu scritta male e quindi non applicabile, ma forse, visti i precedenti sottolineati nella stessa sentenza, chi l’ha scritta lo sapeva bene.

 

One thought on “Registro Tumori Campania. La legge regionale è scritta male e la Corte Costituzionale la rimanda al mittente: è illegittima

  1. secondo me è uno scarica barile. Tutti si vogliano scaricare da questo pasticcio, Nessuno vuole prendersi le responsabilità, ed essere accusato di genocidio.

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