Bagnolifutura. Il Parco dello Sport nell’area dell’ex-Italsider: miraggio da 61 milioni di euro

parco-dello-sportDa oltre due anni Napoli ha un Parco dello Sport che lentamente ed inesorabilmente si sta disfacendo alle intemperie. Un Parco delle meraviglie di 24 ettari, ai piedi del costone di Posillipo, mai inaugurato e mai reso fruibile dalla cittadinanza, ora che l’area dell’ex-Italsider è sottoposta a sequestro giudiziario per una bonifica mai ultimata.

Sul sito di Bagnolifutura la descrizione del progetto. Doveva essere, si legge, “un complesso sportivo unico a Napoli per estensione, tipologia delle attrezzature e qualità progettuale”. Un luogo dove poter “praticare calcetto, calciotto, tennis, pallavolo, basket, atletica leggera, pattinaggio, tiro con l’arco”, ed “anche correre, passeggiare o andare in bicicletta”, con “uno specchio d’acqua per il modellismo nautico, campi di bocce, spazi gioco per bambini, una pista per roller blade e uno skate park, un chiosco bar e parcheggi”.

Il cantiere è chiuso da anni, da settembre 2010 per l’esattezza, mancavano i soldi per pagare la ditta che aveva eseguito i lavori. Dal 2010 ad oggi l’oasi verde della città di Napoli, dedicata allo sport, è abbandonata e vandalizzata.

Sempre sul sito di Bagnolifutura si legge “il progetto definitivo è stato redatto dal raggruppamento temporaneo di professionisti con capogruppo Pica Ciamarra Associati International; la progettazione esecutiva ed i lavori sono stati assegnati all’Associazione Temporanea d’imprese DECA, ITER, Della Morte”.

Per un costo di 24 milioni di euro al netto dei ribassi di gara. Un importo che aveva subito una brusca impennata “a seguito di una variante derivante dal ritrovamento nel sottosuolo, durante la bonifica, di maggiori quantità di materiale contenente amianto (MCA), il costo definitivo dell’intervento è incrementato a circa 37 milioni di euro. Il cantiere è stato aperto il 28 febbraio 2007”. Doveva essere completato nel 2010 ma la Regione Campania aveva interrotto l’erogazione dei finanziamenti e quindi i lavori erano stati fermati.

Era il maggio del 2012, quando il Sindaco De Magistris annunciava con orgoglio il suo cronoprogramma: a giugno sarà consegnata la Porta del Parco, a settembre l’acquario tematico del Turtle Point, a fine anno il Parco dello Sport. A novembre 2012 il Parco dello Sport era stato inserito nel pacchetto di beni per la ricapitalizzazione di Bagnolifutura.

Il 27 luglio, l’inaugurazione della Porta del Parco, dopo che il suo predecessore, Rosa Russo Iervolino aveva già inaugurato in precedenza l’Auditorium della Porta del Parco. “La Regione e Bagnolifutura hanno firmato il protocollo per il Parco. Si è rimesso in moto un meccanismo. Abbiamo riesumato un cadavere”.

Questo quanto affermato da De Magistris in quell’occasione, in una video-intervista presente su NapoliTime.it. E sugli impianti sportivi affermava: “Erano morti. C’era il rischio che qui moriva tutto, li abbiamo ripresi e a dicembre saranno aperti, perciò sono contento del lavoro di squadra che abbiamo fatto con il CDA di Bagnolifutura ed il Comune. Un grande lavoro di squadra”.

Non abbiamo avuto nemmeno il tempo per una passeggiata in quei campi, ora l’abbandono regna sovrano e le strutture hanno già l’aria di qualcosa di vecchio. Noi di NapoliTime abbiamo avuto la possibilità di un sopralluogo nell’ormai lontano Maggio 2012.

Da allora solo promesse cadute nel vuoto. E’di questi giorni il sigillo della magistratura alle aree dell’ex-Italisider per disastro ambientale. Per l’area, dicono gli inquirenti, sussiste il “pericolo ambientale derivante dall’accertato interramento di una cospicua quantità di morchie” (un derivato del petrolio, ndr).

Ed il progetto di riqualificazione di Bagnoli ha ora il sapore amaro di una grande sconfitta.

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