Massimo Bray, il nuovo ministro dei Beni Culturali e del Turismo. Occorrono interventi immediati nel settore

ministro grayUn grande compito, una vera sfida, attende Massimo Bray, oggi ministro dei Beni Culturali e del Turismo giunto alla carica dopo essere diventato deputato, eletto nelle liste del Pd alla Camera, lo scorso febbraio.

In questi mesi, attraverso un blog sull’Huffington Post, il neo ministro ha pubblicato sue considerazioni circa l’imprescindibile unione tra cultura e turismo dimostrando conoscenza del comparto e voglia di trovare soluzioni efficaci.

Intervenire in questo settore non è più una necessità, ma una vera e propria emergenza che si scontra con i tagli agli investimenti pari a 3 miliardi che hanno ridotto la disponibilità finanziaria allo 0,19% del PIL. (Fonte Interno 18)

Il tavolo su cui ha lavorato in precedenza Lorenzo Ornaghi è colmo di quesiti da risolvere partendo dal basso, come la salvaguardia del patrimonio da un punto di vista strutturale, imminenti restauri contro il degrado di capolavori – è il caso Reggia di Caserta , ad esempio – ed interventi a favore delle fondazioni liriche come il Maggio Musicale fiorentino a rischio liquidazione.

Una lista che passa attraverso il mondo dei musei statali, ed i servizi collaterali da rifare. La zavorra del Mibac, Ministero per i beni e le attività culturali, che affonda anche il settore Turismo, è la somma degli squilibri strutturali dell’assenza di piani strategici e della macchina burocratica, altro carico pesante.

Ed in tutto questo, come se fosse poco, ci sono i fondi europei quelli da gestire come i 105 milioni destinati al restauro di Pompei e quelli tornati a Bruxelles: un miliardo e mezzo di euro più altri due che sono sulla strada del ritorno.

Sarà un’impresa, ma il pensiero del ministro, tema ricorrente della sua campagna elettorale, diffuso anche via Twitter attraverso il suo profilo, forse qualche speranza la concede: “Credo che partire dalla Cultura sia il modo migliore per costruire un Paese in cui tutti si riconoscano”.

E proprio la cultura è stata da sempre il filo conduttore del curriculum di Massimo Bray, entrato come redattore responsabile della sezione di storia moderna dell’enciclopedia La Piccola Treccani e divenuto direttore editoriale dell’Istituto nel 1994. La carica di direttore gli appartiene anche nella rivista della Fondazione Italianieuropei di Massimo D’Alema. Massimo Bray è il Presidente del consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, il più grande festival europeo di musica popolare salentina, la pizzica.

Insomma il neo ministro sembra avere tutti i requisiti per riuscire nell’arduo compito, il suo obiettivo è quello di restare in secondo piano, “Si parlerà del ministero e non del ministro”, ha detto lo scorso 4 maggio, durante la visita all’Aquila. E da privato cittadino ha infatti visitato Pompei, il primo maggio, giornata che, nei momenti clou, ha condiviso via Twitter partendo dal viaggio sul treno della Circumvesuviana di cui scrive: “Purtroppo si è fermato all’altezza di Torre del Greco. Arriveremo a Pompei grazie a un passaggio”. “Una signora”, – informa ancora Massimo Bray – “mi ha chiesto se fossi il ministro. Mi ha sorriso e incoraggiato”.

Ed è quello che facciamo anche noi della Redazione di NapoliTime: buon lavoro ministro Bray.

FOTO: tratta da beniculturali.it

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