Quanto vale la vita di un bambino? A Scafati arrestato un ginecologo per compravendita di esseri umani

bimboNapoli, 9 maggio – È di appena 25 mila euro il valore di un bimbo appena nato. È questa, infatti, la somma intascata dalla giovane mamma, all’epoca del parto minorenne, per vendere il suo neonato, con la stessa disinvoltura della compravendita di un’auto, di una bicicletta o del pesce al mercato.

Andrea Cozzolino, il ginecologo che ha curato l’affare, è stato arrestato dalla polizia nella giornata di mercoledì a Scafati in provincia di Salerno. L’accusa grave che gli viene rivolta è di aver convinto la minorenne a sbarazzarsi del bambino vendendolo ad una coppia contattata dallo stesso ginecologo, per la somma di 25 mila euro. Parliamo di un bambino che oggi ha circa un anno e mezzo, in quanto, questo sporco affare, è avvenuto nell’ottobre del 2011. Un bambino a cui è stata strappata la madre per due volte, sia dalla sua mamma naturale quando è venuto al mondo, sia oggi, strappato ad una pseudo madre adottiva, che è comunque l’unica che conosce come mamma.

Elio Miranda e Carmela Giordano, la coppia che avrebbe commissionato la compravendita, residenti in provincia di Salerno, dovranno presentarsi alla Polizia Giudiziaria per rispondere dei fatti a loro imputati, presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta, la città da dove sono partite le indagini che hanno portato poi all’arresto del ginecologo scafatese, Cozzolino, condotte dalla squadra mobile della Questura di Caserta.

Tutta la vicenda è stata smascherata dalla stessa madre naturale, con una denuncia ad un centro anti-violenza di Santa Maria Capua Vetere, dopo essersi accorta che il bambino risultava sullo stato di famiglia dei suoi genitori e che quindi non era stato riconosciuto legalmente dalla coppia come figlio, presupposto promesso, invece, nei termini dell’accordo con il ginecologo. La giovane madre, disposta a vendere il suo stesso figlio solo per risolvere una situazione economica precaria, che si è sentita di raccontare la verità solo nel momento in cui sapeva di non avere scelta, perché per il suo comune di residenza risultava legalmente madre di un bambino, è indagata per violazione della legge sull’adozione e l’affidamento dei minori.

La storia nasce da un tentativo di aborto oltre i termini previsti dalla legge, infatti, il ginecologo arrestato, pare fosse noto per effettuare questi trattamenti illegali, per il quale aveva chiesto alla minorenne la cifra di 6 mila euro. Il ginecologo svolgeva la sua attività nelle cliniche convenzionate S. Anna di Caserta e Santa Lucia di San Giuseppe Vesuviano in provincia di Napoli. Difronte alla costatazione di non poter pagare quella cifra, Cozzolino avrebbe proposto alla giovane la soluzione della vendita. Fortunatamente, tutti i partecipanti di questa ignobile compravendita, sono stati incastrati grazie alla comunicazione dei dati anagrafici del neonato, al comune di residenza della madre naturale, da parte della direzione della clinica Santa Lucia, estranea alla compravendita, dove era avvenuto il parto.

Ora, l’unico a pagare, è un bambino piccolo, portato in una casa famiglia per il suo bene, ma che è stato allontanato dalla sua vita, privato dei suoi giochi, dei volti delle uniche persone da cui ha ricevuto amore, privato dei profumi dolci della sua casa. Forse avrebbe tante cose da dire, se solo lo ascoltassero, ma è l’unico invece che non può difendersi e deve, a malincuore, lasciare che siano gli altri a farlo per lui, restituendogli una famiglia degna di questo titolo.

 

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