Sono gay, e sogno un trattamento migliore in un Paese di cui essere fiera

manoPassion Time, lettere alla Redazione

Scrivo questa lettera perché ho la necessità di urlare al mondo tutto quello che non riesco più a tollerare, nella speranza di essere ascoltata e di essere la portavoce di tante donne e uomini che sentono come me il bisogno di dire basta.  

Io sono una donna a cui piacciono le donne e non mi sono mai vergognata a dirlo e a dimostrarlo. Sono semplicemente una donna che ama. La mia sessualità non mi ha mai turbato, non ho mai pensato di dover spiegare a chicchessia con chi vado a letto e tanto meno mi e mai interessato sapere cosa fanno gli altri tra le mura domestiche. Siamo tutti semplicemente persone con anima e cuore che condividono con altre persone la propria vita. Ho sempre vissuto le mie storia d’amore candidamente, alla luce del sole, felice e spensierata di vivere a pieno tutta la mia vita. Non ho mai sentito il giudizio degli altri su di me, forse neanche me ne sono mai accorta perché non mi interessava. Quando qualche ragazzo per strada guardava me e la mia compagna, semplicemente, mi sentivo orgogliosa di essere al suo fianco e fortunata ad averla accanto a me. Mi rendo conto di essere stata anche fortunata ad avere avuto una famiglia che mi ha sempre dimostrato fiducia amandomi e apprezzandomi per quella che sono realmente, per il mio modo di essere nel mondo e per il mondo. Ho avuto una famiglia che mi ha insegnato il rispetto dell’essere umano, la compassione per chi è o si sente emarginato, a godere della bellezza della vita con tutte le sue sfumature, assaporando ogni momento di gioia e anche di dolore. Forse, ingenuamente, ho creduto per tanto tempo, che tutti i miei principi fossero scontati anche per tutto il mondo intorno a me.

Quando ero ragazza pensavo a inebriarmi con ogni emozione, mi bastavano il suo profumo, l’odore della cucina, le coccole sul divano davanti al camino la sera, insomma, bastavamo noi due insieme, il mondo poteva anche capovolgersi, lo Stato poteva anche ignorarci, ma noi sapevamo di essere una famiglia. Ma poi la realtà ti sbatte in faccia tutto il marcio, tutto ciò che non puoi fare non puoi avere, non puoi dire. È stato inutile e sciocco sentirsi al di sopra di ogni giudizio, pensando di poter fare a meno dell’approvazione del mondo e di non aver bisogno delle briciole dello Stato, perché la tua famiglia non ha bisogno di loro. Ti rendi conto, invece, che la tua famiglia non ha nessun diritto e che sei discriminataI miei sogni di donna sono gli stessi di ogni donna, ho sempre desiderato avere la mia famiglia e vivere la mia vita al fianco della persona che amo. Ho sempre ignorato anche tutto ciò che sentivo proclamare dalla Chiesa sull’istituzione della famiglia fondata tra uomo e donna perché nel mio cuore so che Dio è amore e ciò che conta è testimoniare con la propria vita amore al mondo, senza tanti convenevoli. 

Mai come in questo momento sento ancora più forte il desiderio di rendere ufficiale il mio legame con la mia compagna, sogno di sposarla. Qualche volta le ho detto: perché non ce ne andiamo in Spagna? Ma la mia vita è qui, in Italia, è la mia Patria, ma mi spezza il cuore capire che io per l’Italia non conto nulla, che non sono una cittadina con gli stessi diritti di ogni cittadino di questo Paese. Sogno che in uno Stato di diritto come l’Italia, un giorno potrò sposare la mia compagna; sogno che venga emanata una legge contro l’omofobia, per punire severamente la discriminazione sessuale; sogno che i bambini vengano educati con rispetto per ogni individuo della società e che magari nelle scuole si insegni un po più di amore e comprensione; sogno di essere una cittadina, un’essere umano, una donna, una compagna fiera di questa Italia.

Roberta S.

Carissima Roberta, di getto ho letto la tua lettera ricca di passione e di amore per la compagna di cui ci scrivi. Straordinario il tuo desiderio: essere fiera dell’Italia la terra natia dove ancora oggi esistono diritti civili negati ed intollerabili discriminazioni. In Europa, ma non solo, molte Nazioni si stanno aprendo ed allineando affinché siano riconosciute e garantite le coppie gay, mentre la posizione del nostro Paese è, come al solito, quella di fanalino di coda, spesso spento.

Siamo tutti in attesa che qualcosa cambi in meglio e ci faccia compiere il salto, per questo, voglio risponderti con una concreta speranza che sembra si stia profilando all’orizzonte. I tuoi scritti sono arrivati in Redazione mentre il governo Letta si stava formando, e nessuno di noi, forse neanche il nuovo Premier, in quel momento sapeva delle intenzioni del neo ministro Josefa Idem titolare del Ministero delle Pari Opportunità e dello Sport.

La campionessa mondiale olimpica, a distanza di pochi giorno dal giuramento, ha tirato fuori tutta la sua grinta annunciando un provvedimento in favore delle coppie gay.

“I gay”, ci tiene a precisare il ministro, “non sono cittadini di serie B. E non importa come si chiamerà questa unione, se solo civile o matrimonio, l’importante è il contenuto”.

Il ministro, ha inoltre sottolineato che presenterà un disegno di legge per le unioni civili. “Perché non deve importare se uno ha scelto di condividere la vita con una donna o con un uomo, se una persona è gay, lesbica o eterosessuale. La cosa fondamentale è che tutti i cittadini devono avere gli stessi diritti, senza distinzione di sesso”.

Chissà se i tuoi sogni, comuni a tanti italiani che come te si sono sentiti da sempre ignorati e calpestati, diventeranno realtà? Sicuramente i tempi sono maturi ed uno Stato di diritto come il nostro non può ignorare quello che la società sta chiedendo a gran voce. Ci vuole una rivoluzione culturale è vero, ma se le normative sono a favore la cultura si forma anche sulla quotidianità, vissuta e vista.

6 thoughts on “Sono gay, e sogno un trattamento migliore in un Paese di cui essere fiera

    1. Cara “persona normale”, la ringrazio del commento e colgo l’occasione per ricordarle che la parola Gay è l’acronimo di “Good As You” cioé “uguale a te”.

  1. Roberta S. ??? Chiaramente una lettera falsa per fare uno spot pietoso sui gay a Napoli.
    Il COGNOME e la FOTO FACCIA per favore!
    Non si reclamano diritti nascondendosi !
    A Napoli il problema dei gay non esiste oppure è quello che si fa sesso la sera al buio senza farlo sapere ai genitori, per paura di ritorsioni: a cosa serve una legge della Idem se i gay si nascondono ??
    Parlate dei problemi REALI delle persone REALI e non di ipotesi teoriche…
    Siamo in attesa… sè sè… la novena di Natale…
    CHI sono i GAY nel PD o nella Municipalità o nella redazione di questo giornale? FOTO FACCIA e COGNOMI !!

    1. Carissimo Manlio, la ringrazio del commento.

      Sono assolutamente d’accordo con lei, anche io sono dell’idea che bisogna metterci sempre la faccia e che dichiarare la propria sessualità sia giusto, anzi necessario, sopratutto per se stessi. Ma non per questo il libero sfogo della nostra lettrice deve essere sminuito perché privo del cognome; in Redazione accogliamo gli interventi rispettando il desiderio di chi chiede di non dichiararsi. Non la seguo, anzi le chiedo: come si permette di dire che la lettera è un falso? Le sue sono illazioni gratuite, muova accuse solo se e quando ha le prove di quanto afferma.

      Grazie

  2. Good As You in Inglese significa : Vai bene come Sei… fu usato dal movimento Gay appunto per cercare di ridurre il fenomeno dei suicidi tra omosessuali negli USA e fare partecipare al Gay-Pride quanta più gente possibile visto che le possibilità tra orientamento sessuale, identità di genere, variazioni morfologiche e identità di ruolo sono molte di più dei sei colori dell’arcobaleno usati nella bandiera internazionale dei Gay…

    Non deve seguirmi… basterebbe che iniziasse a seguire il suo proprio pensiero che passa dall’essere d’accordo con me al non avermi capito, fino al dirmi che vuole molestrami inseguendomi o che mi accusa di diffamazione: SI DECIDA !

    I problemi REALI dei GAY, che si nascondono non glieli vengono certo a raccontare, neanche in una lettera anonima, ma siccome i NUMERI della partecipazione ai Gay-Pride in Italia è bassissima sappiamo già che meno di un decimo dei GAY è visibile, mi dice di cosa vuole parlare quella lettera? Del vorrei il diritto al matrimonio, ma tanto resto invisibile e quindi non posso usare quel diritto…in pratica un’aporia.

    Non deve neanche seguire i commenti omofobi: sono lo specchio di una società reale che esiste dall’epoca di San Paolo, nel meridione legalmente da 150 anni, grazie al sistema giudiziario e sanitario che sono ancora COMPLICI dell’omofobia, ma è anche la conseguenza del fascismo, proprio come del comunismo e della democrazia cristiana.

    Non spetta a LEI ma spetta ai GAY che si nascondono! Spetta a LORO capire che solo DICHIARANDOSI GAY e venendo ai gaypride darano voce alla propria realtà e faranno tacere per sempre gli omofobi. Spetta allora alla SUA S. se esistesse… invece di essere un fantasma… comunque, anche se la lettera fosse vera!

    1. Chi sono i gay nel PD? e chi se ne frega non ce lo aggiunge? Se vuole legge la lettera, se non le piace va oltre, commenta, ci dice che non le piace, non la condivide ma esiste, c’è è una realtà e se ne faccia una ragione. Per fortuna non tutti ragionano come lei. E’ semplice e non sarà né lei né un altro gay, ne nessun etero a dirci cosa dobbiamo pubblicare o cosa non dobbiamo pubblicare. Spetta ai gay dichiarasi? ma chi lo mette in discussione! Mi sembrano tante parole in libertà e per cortesia quando commenta non inserisca il link al suo blog. A noi pare solo che vuole farsi un pizzico di pubblicità gratuita. Grazie

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