A Napoli nascono meno figli. Se il Sindaco se ne accorge in tempo.

Il Dott. Mario Di Costanzo – direttore della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali di Napoli – in un’ intervista rilasciata al quotidiano il Mattino il 6 dicembre 2011 – dal titolo “Deficit di speranza nella città intristita” – esordiva così: “… certo, non è che sia proprio una cosa straordinaria. Praticamente, nella classifica sulla qualità della vita delle città italiane Napoli è passata dal 107° al 105° posto. Diciamo che vale come incoraggiamento. Ma, tra i tanti dati, ce n’è uno che colpisce: a Napoli nascono meno figli. Questo non è solo un dato statistico. E’ il segno della crisi economica: nasce un figlio e il tenore di vita si abbassa del 30%. Ma è anche il segno, come dire?, di un deficit di speranza e si sa che quando viene meno la speranza non è che poi si vada molto lontano …”

Ciò che emerge, in questi dati, è il tenore di vita della popolazione cittadina. La crisi ha ormai investito tutti i settori nazionali, ma Napoli ne risente di più rispetto alle altre città italiane. E’ il lavoro che manca, lo sviluppo tanto decantato dalla nuova amministrazione, ancora è carente. Inoltre si aggiunge l’aumento della criminalità e dell’illegalità diffusa (ndr Corriere del Mezzoggiorno) che frena ogni singola iniziativa sia nel commercio che nell’artigianato. I titolari di piccole e medie imprese riducono il personale, aumentano i casi di cassa integrazione. La moneta non circola, non si fanno investimenti. Questo depone a sfavore proprio per quella fascia più debole di cittadini che hanno atteso con ansia il vento “arancione” del cambiamento. Occorre urgentemente ideare sviluppo ed aumentare con esso l’ occupazione.

La fuga di “cervelli” iniziata da tempo: i giovani laureati preferiscono lasciare la città per inserirsi nelle aziende del Nord che, senza farsi alcuno scrupolo, li sottomette tramite contratti a progetto. Contratti legali, ma quasi sempre senza uno sbocco e senza possibilità di carriera. Un figlio riduce del 30% il tenore di vita di una famiglia. Questo comporta un grave disagio per i genitori che, con mille sacrifici, conducono i loro figli fino alla laurea. Sarebbe utile uno sgravio fiscale per le famiglie napoletane da chiedere al Governo. Utile una politica dei servizi sociali, con l’apertura di nuovi asili nido, che possano facilitare le giovani mamme sul lavoro. Utile uno sportello comunale di informazione per il collocamento. Ancora utile investire in progetti per aree dismesse realizzando parchi, aree a verde, resort e quant’altro possa attirate il turista nazionale ed internazionale.

Investire nello lo sviluppo significa spendere: denaro, idee e tempo. Solo questo farà di Napoli una città esemplare:  nella speranza che il Sindaco De Magistris se ne accorga in tempo.

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