IMU sì, IMU no. Le sorti del paese appese alla tanto discussa tassa sulla casa?

IMU soldiSaranno i cento giorni del Governo Letta a far cambiare rotta all’Italia?

14 maggio – Dopo il Governissimo è ora la volta del programma dei cento giorni a tenere banco in queste ore. Lo ha illustrato il Presidente del Consiglio Enrico Letta, dopo il ritiro della squadra di governo all’abazia di Spineto, tra Firenze e Roma, “per programmare, conoscersi, fare spogliatoio”. Al centro dell’attenzione dei ministri saranno quindi il lavoro, la casa, lo sblocco dell’economia e la riforma della politica.

Ma in primissimo piano, fin dal primo giorno di insediamento del nuovo Governo, c’è sicuramente un nodo ormai divenuto dirimente per le sorti della legislatura, l’Imu, prossimo alla scadenza per il pagamento della rata, e primo argomento discusso dal Consiglio dei ministri di venerdì prossimo.

Come ha spiegato il premier “Nei primi cento giorni vogliamo lavorare a tutto campo – riferendosi sia al – rilancio dell’edilizia – sia alla necessità di varare – la riforma della fiscalità”. Gli altri temi da trattare saranno indiscutibilmente di altrettanta rilevanza dal punto di vista della sensibilità nazionale, ovvero il rinnovo della Cassa integrazione in deroga, e il rilancio dell’economia, facendola ripartire con un “Messaggio concreto, forte, positivo agli italiani che vogliono fare qualcosa per il loro Paese – avvalendosi di – un pacchetto di iniziative, agevolazioni, semplificazioni, sblocchi, sburocratizzazioni, incentivazioni”.

L’introduzione dell’Imu da parte del Governo Monti, ha inciso fortemente, non solo sulla disponibilità economica delle famiglie italiane, ma anche direttamente sull’attività produttiva, colpita dall’imposta sui beni strumentali, come terreni e fabbricati rurali. Come sottolineato da Agrinsieme, il coordinamento formato da Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative agroalimentari, “Il sistema imprenditoriale, in particolare l’agricoltura, ha pagato già abbastanza per l’introduzione di un’imposta iniqua che ha tassato strumenti di produzione e luoghi di lavoro come fossero patrimoni – per questi motivi – sarebbe un atto di giustizia – per le famiglie e per l’economia proveniente dall’agricoltura – la sospensione della rata di giugno dell’Imu”, riferendosi all’ipotesi sbandierata dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Ricordando i 130 milioni di euro incassati con l’Imu, proveniente solo dai terreni agricoli, Agrinsieme insiste che “Bisogna cambiare rotta e ricominciare a sostenere le imprese, altrimenti non ci sarà ripresa né economica né occupazionale”.

Dello stesso avviso anche Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria e il presidente della Coldiretti Sergio Marini, che hanno commentato le dichiarazioni del ministro delle Politiche Agricole e Forestali Nunzia De Girolamo, di sospendere la prima rata Imu delle imprese agricole. “C’è un problema di gettiti – afferma Squinzi – ma sicuramente è prioritario togliere o rischedulare l’Imu sulle attività produttive. Poi si va a cascata, passando alle prime case, perché l’imposta deve impattare su quei beni immobiliari non di diretta fruibilità”. “Se non si interverrà adeguatamente – sostiene, invece, Marini – le imprese agricole saranno costrette ingiustamente a versare a giugno una rata pari a 346 milioni tra terreni e fabbricati strumentali – aggiunge inoltre che ciò è indispensabile – per la ripresa dell’economia”.

La necessità di reperire altrove il gettito atteso dal pagamento dell’Imu, è il perno su cui ruotano tutte le incertezze del Governo in carica che, in realtà, ancora non sembra voler sciogliere il nodo ed esprimere un’opinione univoca e condivisa, creando ansia tra la gente che attende di sapere se a giugno dovrà o meno pagare questa tanto odiata tassa, che non ha rispettato nessun principio di equità sociale, tanto proclamato nel giorno dell’insediamento dell’ex premier, Mario Monti.

La preoccupazione di far fronte al mancato incasso è indubbiamente anche dei comuni, come spiega il presidente dell’Anci, (Associazione Nazionale Comuni Italiani, ndr) durante la trasmissione Omnibus su La7: “La sospensione dell’Imu potrebbe causare in qualche Comune immediatamente una difficoltà di liquidità, quindi è fondamentale che un decreto di sospensione sia accompagnato da un anticipo di cassa – ha aggiunto – se si vuole togliere l’Imu, come Anci vorremo essere coinvolti e capire qual è la direzione di marcia verso cui andare. Abbiamo chiesto con urgenza un incontro con Letta o con Patroni Griffi o con Saccomanni, anche per capire se una volta tolta l’Imu, ci sia come conseguenza un’ulteriore manovra che peserà sulle nostre spalle, dato che i Comuni sono già allo stremo”.

Berlusconi, dal canto suo si prende già il merito di qualcosa che è sì nell’aria, ma dal destino ancora incerto, dichiarando: “Grazie a noi la tredicesima non sarà più sequestrata e la casa non sarà più aggredita e penalizzata. È una bella soddisfazione”.

 

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