Si celebra oggi la 19^ Giornata Internazionale della Famiglia

giornata-della-famigliaNapoli 15 maggio – Oggi si celebra la 19° Giornata Internazionale della Famiglia proclamata dall’assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1994.

In Italia, la giornata è promossa dal Forum delle associazioni familiari che quest’anno dedica alla questione delle giovani famiglie e del lavoro giovanile un doppio evento pubblico che coinvolge le Istituzioni, le parti sociali e imprenditoriali su quella che è una vera e propria emergenza sociale, oltre che lavorativa ed economica.

Ma cos’è oggi la famiglia? Ha ancora senso parlarne? 

Un nucleo dove ruotano vite, sentimenti, legami, dove i figli succederanno ai genitori portando eredità culturali ed affettive dove non importa il sesso dei genitori, ma il collante che tiene tutti uniti. La posizione del Vaticano resta su canoni di famiglia tradizionali, sebbene le aperture di governi europei alle coppie omosessuali vadano verso una nuova concezione di famiglia.

Questa istituzione è stata legiferata fin dall’epoca romana tanto da essere definita seminarium rei publicae, ovvero vivaio di cittadini responsabili. Storicamente si è passati dalla famiglia patriarcale, nella quale convivevano varie generazioni e legami parentali come nonni, zii, genitori, figli, nipoti per giungere ad una famiglia nucleare, quella moderna, composta esclusivamente da genitori e figli spesso unici.

In essa si condensano e riflettono i problemi sociali di ogni epoca storica in quanto i componenti della famiglia appartengono a varie fasce d’età come bambini, adulti, anziani.

Oggi, il ruolo degli anziani all’interno della famiglia sta diventando strategico a causa della crisi che in Italia stenta a trovare soluzioni. La loro seppur misera pensione talvolta è ossigeno puro per le casse familiari sempre più assottigliate da oneri fiscali ed entrate difficoltose, se non nulle. La gestione dell’anziano disabile ha visto l’entrata in scena del ruolo della badante straniera, per impossibilità o volontà di accudirlo da parte dei familiari.

I figli costituiscono il biglietto da visita della famiglia, richiedendo un impegno affettivo ed educativo intensissimo, oltre che a lungo termine. Per poter sviluppare tutti gli aspetti della propria personalità, per acquisire la necessaria autostima, i figli non hanno solo bisogno di amore, ma di vivere in un contesto familiare consolidato.

La famiglia si sta trasformando anche nei momenti tradizionali di riunione, come i pasti principali della giornata, dove ritmi ed impegni di lavoro impediscono questo momento tanto importante di condivisione al suo interno. Questo sfibramento delle relazioni influisce sui giovani che suppliscono con l’ausilio delle nuove tecnologie la mancanza di contatto con i genitori, isolandosi nel mondo virtuale come surrogato della famiglia privata.

La difficoltà lavorativa dei nostri giorni influisce sulla formazione di nuove famiglie, costringendo le nuove generazioni a ritardare l’età della formazione della propria, oppure a crearla nell’ambito di quella di origine, con tutte le conseguenze della coabitazione.

In questo panorama il ruolo della donna si è trasformato, cercando di conciliare lavoro, figli e gestione familiare, partecipando e talvolta subendo le modificazioni della società, ma rimanendo il perno sul quale ruota tutta l’organizzazione familiare. Sempre la donna, ancora oggi, subisce violenza all’interno del proprio nucleo familiare, confermato dai recenti fatti di cronaca che registrano come il femminicidio sia una piaga ancora da debellare.

La famiglia è il microcosmo che costituisce le fondamenta della società odierna, dalla quale nascono nuovi esseri umani e dove è affidata la formazione dei nuovi cittadini del futuro.

Ci sono ancora molte lacune in materia legislativa, ma dovrebbe essere compito delle Istituzioni garantire sostegno e servizi che permettano un livello sostenibile di vivibilità ai nuclei familiari per potersi sentire parte di una società civile.

L’unico ruolo fondamentale, il solo che può riassumersi nella famiglia è la sua scuola dell’amore, elevandolo o distorcendolo, ma in ogni caso vissuto e tramandato.

 

 

 

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