Equitalia, stop a riscossioni coattive in circa seimila Comuni

equitaliaNapoli, 18 Maggio – È ufficiale, Equitalia, la società pubblica che per anni si è occupata della riscossione delle imposte e dei tributi, anche per conto dei Comuni, è ad un passo dal dire addio alle sue innumerevoli funzioni e rischia seriamente di lasciare scoperto un ruolo assai importante per molte amministrazioni.

Per circa seimila Comuni non si farà cassa sulle multe, sui tributi e sulle imposte mancate, previste per i prossimi trenta giorni. Il decreto sviluppo del 2011, all’indomani delle numerose richieste da parte dei cittadini di limitare il suo ruolo da esattrice, ha stabilito di dare un freno alle pratiche già avviate e di bloccare, laddove possibile, buona parte dell’incasso delle multe già iscritte a ruolo.

La notizia è stata colta come una vera e propria manna dal cielo dai soliti evasori ma non è certo positiva per quei Comuni alle prese con i tagli di bilancio per la spendig review. Dal 1° Luglio prossimo – ovvero il giorno in cui Equitalia dovrà definitivamente terminare l’attività di riscossione di imposte e tributi – le amministrazioni locali dovranno farsi carico dei problemi e delle innumerevoli conseguenze che ne seguiranno.

Al momento, sembrano scarse le possibilità di rimpiazzo in tempi brevi anche perché non solo sono rimasti scoperti ruoli e funzioni fondamentali che esercitava da tempo la società, ma cosa ancora più grave, esistono al momento pochissime possibilità da parte di comuni ed enti locali che consentano di provvedere alla riscossione dei trubuti in maniera del tutto autonoma e senza alcuna società che ne faccia da tramite.

E intanto, mentre il Paese si spacca a metà tra pareri discordanti, resta sicuramente incalcolabile il danno che ne deriverà per l’economia nazionale nei prossimi mesi. Da una parte c’è chi sta pensando di essersi finalmente liberato dagli stress continui della fiscalità e dall’altra resta l’immobilità e la forte preoccupazione sopratutto per le amministrazioni che, messe ancora una volta di fronte a questioni che richiedono sforzi organizzativi, sembrano ferme ed impassibili rispetto alla grande complessità del problema che si preannuncia di difficile risoluzione se il governo centrale non decide di intervenire prima possibile.

FOTO: tratta da vocenuova.tv

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