L’IVA passa dal 21 al 22%. Preoccupati Cgia, Confcommercio e le famiglie

soldi20 maggio – A partire dal 1° luglio prossimo, l’IVA aumenterà di ben 2 punti percentuali. L’Imposta sul Valore Aggiunto passerà infatti dal 21 al 22%, regalando al Paese l’ennesima grande stangata.

Per quanto riguarda rincari, crescita economica e tassi di produzione, la Confcommercio ha cercato di fare luce su tante questioni ancora irrisolte e ha lasciato trasparire le grandi difficoltà economiche che il Paese sta attraversando negli ultimi periodi. Tanto per cominciare l’ aumento dell’Iva rischia di preoccupare decine di milioni di famiglie le quali – ritrovandosi ancora una volta a sopportare il peso dei troppi fardelli economici che il Paese porta da anni su di sé – arriveranno a versare nelle tasche dello Stato fino a 135 euro all’anno.

Oltre alle attente osservazioni da parte della Confcommercio, interessanti e scrupolose appaiono le considerazioni della Cgia di Mestre che, oltre a sottolineare tutti i possibili danni che tali rincari potranno arrecare al Paese, ha tra l’altro lasciato intendere che qualora il governo non decidesse di sospendere immediatamente il provvedimento, si correrebbe nuovamente di fronte ad una grande difficoltà. Per gli uffici della Cgia, tali aumenti, peseranno sulle tasche dei cittadini fino a “2,1 miliardi di euro nel 2013 e per 4,2 miliardi nel 2014.” Secondo alcuni approfondimenti condotti dalla Cgia è possibile quantificare quasi con certezza l’aggravio fiscale medio per ogni famiglia che oscillerebbe tra gli 87 e i 103 euro circa.

Dalle automobili ai carburanti, dai capi d’abbigliamento all’acquisto dei mobili per la casa. Per ognuno di questi articoli, ormai indispensabili al fabbisogno di tutte le famiglie italiane, si registreranno aumenti record. Sempre secondo la Cgia l’aumento più clamoroso si registrerà proprio su automobili, carburanti e capi di abbigliamento. Per quanto riguarda i generi alimentari, quelli di prima necessità, dove il valore dell’Imposta sul Valore Aggiunto è del 4 o del 10%, l’attuale rincaro non interesserà, almeno fino alla fine del 2013. 

Cosa occorre per far capire al Governo Letta i possibili risvolti negativi per l’Italia dopo l’ennesima stangata economica del 2013? Per quanto concerne l’attuale situazione economica tra aziende in crisi che stanno abbassando ormai da troppo tempo le serrande, il messaggio della Confcommercio giunge forte e chiaro: occorrono segnali decisivi per tutte le aziende in difficoltà.

Foto: tratta da investireoggi.it

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