Tra un rimpasto ed un altro De Magistris ci riprova

rimpasto-luigi_de_magistrisNapoli, 22 maggio – Rimpasto è fatto. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha comunicato, in sala giunta a palazzo San Giacomo, i nuovi assessori che lo accompagneranno fino alla fine del suo mandato di primo cittadino del capoluogo campano, o almeno è quello che si spera, visti i precedenti.

De Magistris ha fatto attendere non poco questo rimpasto, deciso e annunciato già a marzo, con la promessa di comunicare le sue volontà e i nuovi volti subito dopo Pasqua, ma qualche impedimento, o qualche incomprensione, lo avranno rallentato. In fondo, non deve essere facile rivoluzionare per l’ennesima volta in due anni il proprio staff di fiducia.

Sono cinque i neo assessori che prenderanno parte alla vita amministrativa comunale. Il sindaco ha presentato Mario Calabrese, affidandogli il ruolo di assessore alle Infrastrutture e Lavori pubblici, Nino Daniele, che si occuperà della cultura e del Turismo, Alessandro Fucito, assessore al Patrimonio, Francesco Moxedano, all’assessorato al Personale e infine Roberta Gaeta assegnata al Welfare.

De Magistris ha inoltre chiarito che la delega alla mobilità è formalmente affidata nelle sue mani ma di fatto se ne occuperà l’ex assessore Anna Donati che “resterà a collaborare a titolo gratuito con questa amministrazione – ha inoltre spiegato che questa decisione è il “segno della volontà di portare avanti, al netto delle correzioni, il progetto di mobilità sostenibile che è da sostenere e implementare”.

Poche ore prima della comunicazione ufficiale del sindaco a Palazzo di città, l’aria della giunta comunale si è surriscaldata per le polemiche e le accuse rivolte agli assenti, tra cui lo stesso sindaco, che hanno costretto a far saltare, per mancanza del numero legale, la seduta del Consiglio comunale che era stata convocata per la verifica degli indirizzi programmatici di mandato per i prossimi tre anni di amministrazione De Magistris.

A compiere il proprio dovere in aula in via Verdi, questa mattina erano presenti solo 19 consiglieri e l’opposizione non ha esitato a commentare l’accaduto e l’attesa del rimpasto come “un’operazione per spartirsi le poltrone”.

Il vicesindaco Tommaso Sodano, ha cercato di arginare le polemiche facendosi portavoce della volontà del sindaco e dei motivi dei cambiamenti in corso, a margine del consiglio ha dichiarato: “È normale, che in una squadra che comincia a governare una città complessa come Napoli, senza risorse, ad un certo punto si faccia una verifica, che si cambi passo e che si cambino anche delle persone, poi sul piano umano posso dire che ho lavorato benissimo con tutti i colleghi”. Sodano ammette che ci sono delle difficoltà di dialogo, ma commenta dicendo che ciò è dipeso dal fatto che “Dopo due anni, sicuramente si paga anche l’assenza di quelli che erano i partiti storici di un tempo, ed è un’esperienza rivoluzionaria anche per questo”.

Per Sodano la scelta del rimpasto è da intendere in considerazione di una politica locale vincente ma che “deve confrontarsi e avere la capacità di ascolto con la città per potersi rigenerare e rilanciare continuamente”.

Le opinioni di Sodano, fedelissimo di De Magistris, evidentemente non sono state condivise dal quinto assessore che ha lasciato libera la poltrona, dimettendosi dal proprio mandato. Appena due giorni fa è giunta la notizia delle dimissioni dell’assessore al Personale del comune di Napoli, Bernardino Tuccillo, il quinto assessore, appunto, a gettare la spugna in soli due anni dall’insediamento di De Magistris come sindaco di Napoli.

In ordine temporale ad aver lasciato l’incarico di assessore del comune napoletano, si sono susseguiti Giuseppe Narducci, assessore alla Legalità, Riccardo Realfonzo, assessore al Bilancio, sollevato dall’incarico per decisione del sindaco. Alberto Lucarelli ai Beni comuni e Sergio D’Angelo alle Politiche sociali, si sono dimessi in conseguenza della decisione di candidarsi alle elezioni politiche nelle liste di Rivoluzione civile.

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