Pompei vista da Londra, protagonista assoluto della scena al British Museum

pompei-british-museum“Life and death Pompeii and Herculaneum”, la mostra inaugurata al British Museum di Londra lo scorso 28 marzo, in corso fino al 29 settembre, sta registrando il tutto esaurito superando ampiamente le stime iniziali degli organizzatori, pari a 400mila visitatori.

L’evento, sponsorizzato da Goldman Sachs, si è materializzato grazie ad una sinergica collaborazione tra la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei, che ha messo a disposizione duecentocinquanta oggetti, ed il Team stellare del British Museum composto da: Peter Neve, Bettany Hughes, Mary Beard, Rachel de Thame, Giorgio Locatelli, Paul Roberts e Neil MacGregord.

Un successo annunciato dunque, che già dal titolo, “La vita e la morte a Pompei ed Ercolano“, ha svelato la geniale intuizione di far rivivere le cittadine romane concentrandosi sul quotidiano di uomini normali che, intenti nelle loro attività, vennero colti di sorpresa dall’impeto devastante del Vesuvio. Non l’episodio in sé, quindi, quella catastrofe naturale che ha consegnato alla storia interi villaggi, ma il prima, “Vita antica, ma incredibilmente moderna”, spiega Mary Beard, docente di Classici presso l’Università di Cambridge, fin negli aspetti più intimi, passando dalla tensione nel cercare di proteggere i figli ed i propri cari, allo spavento ed orrore quando, nel 79 d.C., un’immensa nuvola di cenere ha oscurato il cielo seppellendo, in ventiquattr’ore, Ercolano, Pompei, Stabia e Oplontis.

Il progetto, studiato nei minimi dettagli rappresenta la più grande mostra organizzata a Londra negli ultimi quarant’anni alla quale sono stati abbinati: un evento cinematografico ad hoc, visibile in numerose sale del Regno Unito, in anteprima mondiale il 18 giugno e, dal 19 giugno, proiettato in tutti i cinema locali per gli studenti; un accattivante libro, di Paul Roberts il curatore della mostra, ed un’applicazione altamente suggestiva per smartphone e tablet. L’imponente operazione di marketing culturale si estende anche attraverso il bookshop del British Museum dove sono in vendita i prodotti tipici campani, eccellenze enogastronimiche del territorio, che completano la creazione di uno straordinario brand.

Ebbene, Pompei, il sito archeologico italiano tra i più famosi al mondo, patrimonio dell’Unesco dal 1997 è oggi protagonista indiscusso a Londra e ciò, pur riempiendoci di orgoglio, mette in luce l’abissale differenza di come nel nostro Paese gestiamo queste ricchezze. Perché, in Italia, dove la storia ha fatto di noi i suoi eredi più fortunati lasciando uno smisurato patrimonio culturale, non sempre la promozione di detto patrimonio, e di pari passo quella turistica, sono in linea con i tempi? La risposta è una sola: abbiamo ancora molto da imparare, speriamo di farlo in tempi brevi. E intanto osserviamo il successo a distanza.

La capitale britannica ci ha dimostrato, come lo aveva già fatto Parigi nel 2012 quando sempre grazie ad un accordo fra Ministero per i Beni e le Attività culturali e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, fu ricostruita una Domus al Museo Maillol, che investire sulla cultura rendendola fruibile e capace di raggiungere un pubblico più vasto possibile, paga e forma un brand creando un legame solido con il consumatore finale. Decisamente, due belle lezioni.

Per saperne di più vai al sito: British Museum

FOTO: tratta da britishmuseum.org

2 thoughts on “Pompei vista da Londra, protagonista assoluto della scena al British Museum

  1. La mostra “Life and death in Pompeii and Herculaneum” è un evento importante e spero che la Soprintendenza archeologica di Napoli si impegni per farla visitare anche in Italia in quanto andare a Londra non è possibile anche per la crisi economica che stiamo attraversando.

    Il catalogo costa £25 come ho letto sulle pagine web della mostra e penso che potrebbe essere disponibile nelle edicole in quanto rappresenta uno stadio significativo dei studi sulla sociologia romana oltre che dell’archeologia ed anche per la cultura materiale che si coglie dagli oggetti vari che sono esposti in mostra.

    La distanza a livello culturale tra le interpretazioni delle documentazioni archeologiche e le “lettere pompeiane” potrebbe essere ridotta se si considerano tutte le epigrafi compreso anche murales e l’importanza della “Villa dei Papiri” di Ercolano è notevole. Si tratta dell’unica collezione di papiri scoperti in Occidente in prevalenza in lingua greca. Oltre a Filodemo di Gadara il pensiero di Epicuro è ben documentato e importanti sono anche i frammenti in latino. La collezione si conserva presso la Biblioteca Nazionale di Napoli all’interno della “Officina dei Papiri” dove studiosi di tutto il mondo hanno studiato questi papiri.

  2. La ringrazio per il commento, concordo con il suggerimento relativo alla mostra, sarebbe bello che ci fosse un parallelismo in Italia, terra madre di Pompei. Grazie anche per l’interessante informazione riguardante l’Officina dei Papiri.

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