Ortaggi al toluene e grano all’amianto a Caivano. Il commento di Antonio Marfella per NapoliTime

campo caivanoNapoli, 26 maggio – È ancora Caivano lo scenario dello scempio di una malavita senza scrupoli, che avvelena terreni agricoli destinati alla coltivazione di ortaggi, nascondendo nel suolo rifiuti pericolosissimi per la salute.

Si tratta dell’ennesimo ritrovamento delle prove dello sversamento illecito di rifiuti tossici. Dopo il caso del campo di cavolfiori avvelenato, di qualche mese fa, adesso è la volta di un campo coltivato a broccoli, che è stato sequestrato ieri dalla Guardia Forestale a Caivano, a nord di Napoli.

La forestale ha messo sotto sequestro un’area di circa 20 mila metri quadrati, in cui c’è stato il ritrovamento shock di un pozzo usato per l’irrigazione, inquinato con sostanze cancerogene come il manganese, floruri e addirittura un idrocarburo della classe degli alchilbenzeni, il toluene.

Questa sostanza, usata come solvente nelle lavorazioni industriali, è altamente corrosivo e viene conservato in recipienti di vetro in quanto è in grado di sciogliere anche la plastica. Da una rapida ricerca su Internet, leggiamo: “Il toluene danneggia i nervi, i reni e probabilmente anche il fegato. L’inalazione dei suoi vapori produce sintomi di stanchezza, nausea, confusione, disturbi alla coordinazione dei movimenti e può portare alla perdita di coscienza. Un contatto regolare può produrre un’intossicazione dagli effetti euforizzanti. I vapori di toluene hanno un effetto narcotico a carico degli organi respiratori”.

Il Comandante Provinciale del Corpo Forestale di Napoli, Sergio Costa, ha lasciato intendere che al sequestro del campo di broccoli, si susseguiranno molto probabilmente altri: “Ci sta venendo il serio dubbio che non sia un caso isolato – analizzando la dinamica del ritrovamento, il Generale Costa spiega che si è potuti giungere – attraverso un’analisi investigativa – utilizzando l’archivio delle foto – che abbiamo fatto dall’alto dei nostri aerei e dei nostri elicotteri, che ci hanno dimostrato dei movimenti anomali di terra e di colorazione sul territorio”. La forestale sospetta che sotto i terreni sequestrati siano stati nascosti oltre 30 mila metri cubi di rifiuti tossici industriali, per questi motivi si sta procedendo alla verifica, oltre che del campo posto sotto sequestro, anche della falda acquifera dell’area circostante.

L’operazione ha permesso di individuare anche un altro terreno, circondato da coltivazioni di grano, in cui erano stati abbandonate lastre di amianto ed un altro ancora in cui sono stati ritrovati rifiuti speciali pericolosi, pronti per essere coperti da terra e coltivata, Il proprietario del fondo, un medico di Caivano è stato denunciato ed è indagato dalla Procura di Napoli.

Antonio Marfella, Tossicologo-Oncologo all’Istituto Nazionale per la Cura dei Tumori Pascale di Napoli, che si batte per la tutela della salute pubblica insieme con L’ISDE, medici per l’ambiente, ha così commentato il sequestro di Caivano a noi di NapoliTime: “Il ritrovamento anche del toluene nei campi coltivati di Caivano, rende la situazione di disastro ambientale da rifiuti industriali in campania sempre più grave. Risulta ormai chiarissimo, e i dati dei medici di famiglia di Caivano lo dimostrano in modo veramente drammatico, che alcune zone della Campania sono state e continuano ad esserlo ogni giorno, discarica industriale di rifiuti tossici industriali prodotti da fabbriche che operano ogni giorno e sempre di più, in regime di evasione fiscale. Se non si opera concretamente non già con un semplice contrasto militare sostanzialmente inutile, ma operando con metodo e costanza per combattere l’evasione fiscale e fare emergere le innumerevoli fabbriche abusive che operano e che sversano e bruciano ogni giorno, Terra dei Fuochi non si spegnerà mai e i campani, in alcuni territori, ormai di fatto trasformati in discariche di tossici industriali senza regole, da quei territori potranno solo evacuare, come hanno già fatto i parenti dei militari USA che incautamente, avevano affittato case in quelle che ormai possiamo definire a pieno titolo discariche industriali non a norma”.

FOTO: tratta da ANSA

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