Linea 2 della Metropolitana di Napoli. I ritardi di questi giorni sono sempre da attribuire al furto di rame?

Cavalleggeri-Aosta-stazione-metroNapoli, 30 maggio – La Linea 2 della Metropolitana di Napoli che congiunge Pozzuoli con Granturco non è nuova a ritardi sugli orari previsti di arrivo alle stazioni (vai all’articolo), ma ultimamente le cause dei disagi sono dovute al fenomeno del furto di rame, almeno questa è la giustificazione proposta dal gestore del servizio metropolitano.

Il rame è divenuto oggetto di attenzione da parte di delinquenti per il suo costo e per la facile reperibilità lungo le linee ferroviarie e nei cavi telefonici ed elettrici. Il fenomeno, esteso in tutta Italia, è in aumento negli ultimi due anni, ed a farne le spese, oltre alle Ferrovie dello Stato ed alle Società interessate, sono i cittadini che devono subire i disagi dovuti ai furti che impediscono la regolare fruibilità del servizio ferroviario.

Il 29 aprile scorso, un ingente quantitativo di rame, circa 7 tonnellate, è stato sequestrato dalla Polizia Ferroviaria della Campania diretta dal vice questore dottor Stefano Valletta che ha sottoposto a controllo due camion di una società dedita alla compravendita di materiali ferrosi pronti a scaricare due grosse quantità di rame in parte sguainato ed in parte ancora provvisto di gomma. Dal controllo sono emerse irregolarità circa la documentazione di accompagnamento della merce e della sua provenienza. Denunciato il proprietario della società ed i due trasportatori per ricettazione, falso e violazione delle leggi ambientali. Il blitz è scaturito in seguito all’operazione volta al contrasto del fenomeno dei furti di rame lungo le tratte ferroviarie Napoli e Caserta da parte della Polizia Ferroviaria.

Il vice questore Valletta spiega: “Le zone più colpite sono le tratte ferroviarie che corrono tra Napoli, Caserta e il basso Lazio. Gli ultimi dati in nostro possesso indicano che, sempre di più e in almeno l’ottanta per cento dei casi, la manovalanza utilizzata per fare i furti è straniera, con un’alta presenza di romeni. Dopo lo sguainamento dei cavi il rame rubato viene venduto, in genere a tre-quattro euro al chilogrammo, ai ricettatori. L’ultimo grosso sequestro effettuato lo abbiamo eseguito a Marcinise in un’area nella quale erano stati depositati cinque quintali di rame ancora inguainato”.

Gli arrestati scontano pochi mesi di carcere poi scompaiono nel nulla. I dati dei carabinieri relativi alla sola provincia di Napoli per il periodo gennaio 2012-febbraio 2013 segnalano 60 arresti compiuti (18 dei soggetti colti in flagranza di reato sono stranieri), 20 denunciati in stato di libertà (nove stranieri) e 4813 chilogrammi di refurtiva recuperata.

Il punto nevralgico dei furti di rame si sta evidenziando lungo la linea Tav e nel cantiere di Afragola dove è in costruzione la nuova stazione Porta di Napoli dei treni ultraveloci qui, bande criminali di provenienza estera e campana, si alternano nella sottrazione dei cavi. Il rame viene poi rivenduto al mercato clandestino che attesta il valore entro i cinque euro al chilo se spellato, cioè senza la guaina di gomma che lo protegge. Il metallo, successivamente fuso in lingotti diventa “pulito” ed è impossibile accertare la provenienza. Solitamente, le operazioni terminano con la spedizione in Cina o Malesia che lo acquistano ad un prezzo che oscilla dai 7 euro per arrivare fino ai 10 euro al chilo, lavorato e rispedito in Europa, Italia compresa, in oggetti e fili di rame.

Ma a distanza di un mese, disagi e ritardi vengono ancora annunciati dagli altoparlanti delle stazioni della Linea 2 della Metropolitana di Napoli a causa del furto di rame. Gli utenti sono rassegnati all’impossibilità di poter organizzare le coincidenze con le altre linee su rotaie e su gomma, che collegano la provincia del capoluogo campano.

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