Inchiesta vaccini. Dall’OMS al Global Vaccine Summit segnali rassicuranti. Mentre il Tribunale di Rimini condanna il Ministero della Salute per danno da vaccino

vacciniContinua l’inchiesta vaccini di NapoliTime ed ancora restano senza risposte le questioni che abbiamo sollevato. Vaccini si o vaccini no. È questa la domanda che si pongono i genitori confusi dalle contraddizioni espresse dalle istituzioni. Se è vero che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) afferma la necessità di una maggiore diffusione dei vaccini per salvare otre 20 milioni di persone entro il 2020, è altrettanto vero che un tribunale italiano ha riconosciuto il danno da vaccino ad un bambino autistico.

Lunedì 27 maggio si è conclusa la 66° Assemblea Mondiale della Sanità, che si svolge annualmente a Ginevra e che rappresenta il maggior organo decisionale dell’OMS. Quasi 2000 delegati hanno chiuso i lavori con l’impegno di rispettare gli accordi assunti sulle nuove misure di sanità pubblica, garantendo a tutte le persone, in tutto il mondo, maggiori benefici per la salute. Tra gli argomenti trattati in Assemblea, ha avuto una forte risonanza, il Piano d’azione globale dei vaccini, sostenuto e ribadito dal voto unanime dei 194 Stati membri e che ha come obiettivo prevenire milioni di morti entro il 2020 con l’attuazione della distribuzione equa dei vaccini per ogni individuo in tutte le comunità, rafforzando l’immunizzazione di routine.

Durante il Global Vaccine Summit, svoltosi ad Abu Dhabi esattamente un mese fa, si ponevano le basi per l’approvazione definitiva di tutti i punti del Global Vaccine Action Plan, il cui progetto è stato intrapreso dai 194 Paesi a maggio dell’anno scorso. La principale discussione al Summit si è incentrata sull’obiettivo prefissato di raggiungere una copertura vaccinale minima del 90% per le principali malattie per i bambini di tutto il mondo con l’introduzione di nuovi vaccini in grado di coprire un numero crescente di patologie, per salvare, entro il 2020, secondo le stime degli esperti, almeno 20 milioni di persone, abitanti principalmente in Paesi in via di sviluppo.

Ad aprile, nel corso dell’ottava edizione della European Immunization Week (Settimana europea per le vaccinazioni), l’OMS ricordava i dati delle morti infantili per cause prevenibili con una semplice vaccinazione. Nel mondo muoiono ogni anno un milione e mezzo di bambini e il vecchio Continente non è esente dalle perdite bianche, in Europa, infatti, sono quasi 700mila le persone che  non hanno accesso alle immunizzazioni di base.

Le cause principali di morte infantili per le mancate vaccinazioni, sono nel 40% dei casi dovute al morbillo, seguito dall’hemofilus influentiae, dalla pertosse e dal tetano neonatale. Nel 2012 l’Italia ha avuto il triste primato europeo con 682 casi di morbillo letale. L’aumento esponenziale dello stesso morbillo, che avrebbe dovuto in realtà essere eradicato dall’Europa entro il 2015, è il sintomo, secondo l’OMS, di una disattenzione e sottovalutazione della pericolosità delle malattie esantematiche degli operatori e un allarmismo ingiustificato dei genitori che si lasciano influenzare dalle notizie false lette sul web.

Sono molte le paure dei genitori che devono far vaccinare i propri piccoli, spesso costretti a dover fare una scelta senza le dovute e corrette informazioni. Si è molto discusso, anche su NapoliTime, sulle reazioni avverse ai vaccini, pericolosi al punto di indurre l’autismo nei bambini che hanno un sistema immunitario immaturo. “Molti neonati presentano una immaturità particolare del loro sistema immunitario che dura fino a 12-18 mesi e che viene chiamata ipogammaglobulinemia transitoriase in questo periodo il bambino viene vaccinato, corre un elevato rischio di subire danni da vaccino, mentre, se si attende che il suo sistema immunitario maturi, il rischio si riduce”. È una delle 12 motivazioni sulla pericolosità dei vaccini contenuta nell’intervista di NapoliTime al dottor Roberto Gava, proposta nell’ambito della nostra inchiesta sui vaccini. (vai all’articolo)

L’intento di NapoliTime è quello di fornire ai tanti genitori preoccupati ma principalmente disinformati, quelle informazioni sui possibili effetti collaterali nella somministrazione dei vaccini ai più piccoli, che spesso vengono sottaciute. Unico obiettivo è  informare perché ogni genitore abbia la possibilità di fare una scelta consapevole e responsabile per i propri figli.

Un quesito che riproponiamo è: “Perché i genitori non vengono messi in condizione di scegliere davvero, informandoli in sede di vaccinazione, per iscritto, con dati e statistiche, circa i rischi di danni neurologici e altro in seguito a reazione da vaccino?” (vai all’articolo)

Per rispondere alle domande dei tanti genitori sempre più allarmati, il Siti, la Società Italiana di Igiene, ha aperto il portale VaccinarSi (www.vaccinarsi.org). Il presidente del Siti, Michele Conversano, ha commentato affermando che “I vaccini sono vittime del loro stesso successo. Qualche decennio fa nessuno si sarebbe sognato di non vaccinare i figli contro la polio, perché in Italia c’erano molte vittime della malattia. Ora che la patologia è sparita grazie alle vaccinazioni si pensa che non sia più necessario immunizzarsi, ma malattie sconfitte possono tornare”.

Eppure non si può non considerare la sentenza espressa dal Giudice Lucio Ardigò del Tribunale di Rimini, il 15 marzo 2012, che ha condannato il Ministero della Salute a corrispondere un indennizzo per un totale di 174 mila euro a favore della famiglia Bocca, perché ha “accertato che è stato danneggiato da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazione profilassi trivalente MPR”. Nel 2004, Valentino Bocca ha ricevuto, come da prassi, secondo l’obbligo vaccinale del SSN italiano, all’età di 15 mesi, il vaccino trivalente, morbillo, parotite e rosolia, MPR. Dalla sentenza si apprende che “lo stesso giorno insorgevano sintomi preoccupanti, mentre tra il 2004 e il 2005, manifestava segni di grave disagio psico-fisico, fino alla data del 31/08/2007 in cui avveniva il riconoscimento della invalidità totale e permanente al 100%” con la diagnosi di autismo.

Con il Global vaccine action plan, l’OMS riafferma il principio di priorità dell’immunizzazione e la necessità di far comprendere il valore dei vaccini inteso come un diritto e una responsabilità. L’intento è di riacquistare fiducia nei benefici della vaccinazione estesa ad ogni persona, coinvolgendo e sensibilizzando l’opinione pubblica e gli stessi organi Governativi dei vari Paesi nel mondo, in considerazione della percentuale di persone non vaccinate e sotto vaccinate, secondo cui, proprio la mancanza di fiducia è stato il fattore che ha influenzato la loro decisione. L’OMS ribadisce anche l’impegno di utilizzare vaccini di assicurata qualità, incentivando la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo per massimizzare i benefici della vaccinazione.

Ma nel Global vaccine action plan, nulla è scritto sul diritto di ogni individuo di ricevere tutte le informazioni necessarie prima di sottoporsi ad una vaccinazione. L’OMS cerca di riconquistare fiducia assicurando innovazione tecnologica e qualità dei vaccini, ma mancano le risposte alle domande più importanti.

L’OMS richiama l’attenzione sulla necessità di garantire ai Paesi a basso e medio reddito le risorse necessarie per l’accessibilità di ogni persona ai vaccini, sostenendo anche la diffusione delle nuove tecnologie in merito. Il Piano per il decennio dei vaccini, seguendo le linee guida per la realizzazione degli impegni verso la Strategia Globale per la Salute di donne e bambini, sarà costantemente monitorato per riferire i progressi raggiunti.

Il Piano d’azione globale dei vaccini (GVAP) è il risultato del Gruppo consultivo strategico di esperti (SAGE) attraverso la concertazione globale di 142 Paesi e 297 organizzazioni nel mondo, con il sostegno dell’OMS e dell’Unicef. Si chiede alle Nazioni un impegno finanziario, la partecipazione della politica, delle organizzazioni della società civile, del mondo accademico e delle società professionali, con il supporto dei produttori di vaccini.

Il Direttore Generale Margaret Chan, nel discorso conclusivo dell’Assemblea, ha spigato anche la sua preoccupazione sulla diffusione di nuovi virus “Guardando la situazione mondiale complessiva, la mia più grande preoccupazione in questo momento è il nuovo coronavirus. Abbiamo capito troppo poco su questo virus, visto contro la grandezza della sua potenziale minaccia. Il nuovo coronavirus non è un problema che ogni singolo paese colpito può tenere per sé o gestire da solo. Il nuovo coronavirus è una minaccia per il mondo intero”.

FOTO: tratta da bambini.corriere.it

 

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