Isochimica di Avellino, un mostro che ha già ucciso dieci operai, ora sotto sequestro

isochimicaNapoli, 4 giugno – La Procura di Avellino ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza dell’intera area in cui è situato lo stabilimento dell’ex Isochimica, l’azienda di Elio Graziano che per conto delle Ferrovie dello Stato era addetta alla scoibentazione dei vagoni e carrozze ferroviarie. Ieri ad apporre i sigilli è intervenuto il Corpo Forestale dello Stato di Avellino con il supporto della Polizia giudiziaria che ha consegnato 24 avvisi di garanzia.

Se non ci scappa il morto non si interviene e soprattutto non si previene il disastro. Eppure di vite spezzate ce ne sono state dieci, semplici lavoratori, padri di famiglia, morti per aver inalato fibre di amianto sul posto di lavoro. Il sequestro dell’area apre un nuovo capitolo sulle brutte vicende di disastro ambientale in concomitanza con la sentenza della Corte d’Appello di Torino per il caso Eternit, il cui caso giudiziario farà storia per tutti i processi sull’amianto che hanno causato tumore e seminato morte.

Tra gli indagati anche Elio Graziano e i due dirigenti Pasquale De Luca e Vincenzo Izzo. “Avrebbero disperso, depositato e sotterrato, in maniera incontrollata ed in ingente quantità, amianto in gran parte del tipo crocidolite nel corso della lavorazione di circa 2.276 tonnellate di amianto. Operando un illecito smaltimento di rifiuti contenenti amianto friabile e con modalità neppure idonee ad impedire l’aerodispersione delle relative fibre”, è quanto si apprende dalla procura di Avellino.

La svolta è stata data confrontando i dati delle ultime verifiche degli oltre 500 cubi di cemento-amianto friabile illecitamente smaltiti dal 1983 al 1988, per il quale illecito è stata verificata la correlazione con la morte dei dieci operai della Isochimica e delle malattie contratte dai residenti della zona circostante.

Nei 24 avvisi di garanzia disposti dal procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, sono contestate diverse accuse, dal disastro ambientale doloso alla cooperazione colposa in disastro ambientale e rifiuto di atti d’ufficio. Sotto accusa tutta la giunta del comune di Avellino del 2005, tra cui lo stesso sindaco Giuseppe Galasso, alcuni medici dell’Asl e gli amministratori di alcune società che avrebbero dovuto bonificare e mettere in sicurezza l’area dello stabilimento di Pianodardine. Indagato anche Leonida Gabrieli, il curatore fallimentare dell’Isochimica.

A Elio Graziani, responsabile della gestione della società Isochimica Spa, che si occupava della lavorazione e rimozione dell’amianto, la procura gli imputa l’accusa di essere responsabile nella diffusione di polveri di amianto cosiddetta friabile, nell’esercizio dell’attività d’impresa e nella gestione dello stabilimento, e lo avrebbe fatto in modo indiscriminato senza l’ausilio di sistemi di aspirazione e di abbattimento delle polveri sul posto di lavoro.

la Procura ha fatto sapere che l’indagine sarà condotta anche per accertare i reati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e lesioni in danno di altri lavoratori, nonché in ordine alla fattispecie del reato di rimozione ed omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

FOTO: tratta da urbanpost.it

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