Metro Linea 2, Cavalleggeri d’Aosta

metro cavalleggeri d'aostaLa stazione metropolitana di Cavalleggeri è situata nel rione Cavalleggeri d’Aosta, X municipalità da sempre “terra di passaggio” tra Bagnoli e Fuorigrotta, dove l’unico collegamento era costituito dalla funivia che permetteva ai residenti di raggiungere Posillipo. I più giovani frequentatori di questa stazione non sanno o non ricordano neanche che i due giganti di pietra che si trovano sia a destra che a sinistra dei binari altro non sono che i testimoni di un passato inutile, di un mezzo di trasporto che è stato soppiantato dalla Direttissima – come veniva chiamata una volta la linea metropolitana – da più di mezzo secolo.

La stazione venne costruita nel 1957 e, come buona parte delle fermate metropolitane che collegano Pozzuoli a Piazza Garibaldi, è sopraelevata, vi si accede da due diversi ingressi, entrambi su Viale Cavalleggeri d’Aosta. Se pure sembrano scarsi gli spunti di interesse per una visita del quartiere, non possiamo dimenticare che solo grazie a questa fermata metropolitana si raggiungono, se pur a fatica, l’ASL di Via Giulia, il CUS  e la sede dell’ASIA. I giardinetti che si trovano all’ingresso della stazione (sotto la gestione della RFI, reti ferroviarie italiane ndr) vivono di avversa fortuna poiché, in alcuni periodi vengono curati, le siepi potate e le panchine ritinteggiate,  mentre in altri diventano luogo di bivacco dei vagabondi della zona, con le conseguenze che si possono immaginare.

L’accesso ai binari è costituito da scale e da lunghi corridoi, l’ultima rampa consta di più di 25 scalini che rappresentano non solo una barriera architettonica per qualunque disabile o a deambulazione limitata come che è costretto a muoversi con l’aiuto di grucce o bastoni ortopedici, ma limitano la fruizione del servizio anche agli anziani.

Su circa duecento metri di banchina ci sono solo sei sedili per attendere l’arrivo del convoglio. I tempi di attesa tra una corsa e l’altra, vanno dai dieci minuti canonici fino a raggiungere picchi di un’ora, nei casi più gravi. Sembra inutile anche consultare un orario visto che, troppo spesso sono semplicemente indicativi e vengono puntualmente disattesi a causa dei motivi più svariati, tra questi anche i furti di rame materiale parte integrante del meccanismo, che ne impediscono un regolare funzionamento.

Quando finalmente il treno arriva sul binario, bisogna fare i conti con le proprie ginocchia: quanto saranno in grado di piegarsi per raggiungere il predellino che permette al viaggiatore di issarsi, non di salire, a bordo?

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