Ancora una volta un’ “Italia violentata”

donnaTra notizie vere o presunte, smentite della Questura, la violenza sulle donne continua ad essere cronaca quotidiana

Napoli, 5 giugno – Fin dall’ antichità  l’Italia è stata raffigurata come una donna, la cosiddetta  “Italia Turrita”. Corpo prosperoso, caratteri mediterranei come carnagione colorita e capelli scuri. Sul suo capo una stella a cinque punte, lo  “Stellone d’Italia”, che dal Rinascimento  assieme all’abito tricolore, è uno dei simboli della Nazione nonché parte dominante dello stemma della Repubblica. Spesso porta in mano un fascio di spighe che figurano la fertilità, oppure un bastone o una bilancia  che rappresentano il comando e la giustizia.

Tutto ciò suona quasi paradossale visto che in Italia, sempre più frequentemente, il rispetto per le donne sta venendo meno ed aumentano vertiginosamente  i casi di violenza.  Ha solo 23 anni la studentessa universitaria che alle sei di ieri pomeriggio sarebbe stata violentata nell’area universitaria di Via Mezzocannone nel centro storico di Napoli.

L’aggressore, stando a quanto raccontato dalla ragazza, avrebbe sorpreso la sua vittima alle spalle costringendola con un pugnale a seguirlo nell’androne di un palazzo, dove poco dopo  si sarebbe consumata la violenza. Crudeltà vera e propria fino alla fine, dopo aver abusato di lei  l’uomo le avrebbe anche spento una sigaretta sulla mano.

Ancor più assurdo in questa tragica vicenda è pensare  a come sia possibile che nonostante le urla disperate della ragazza, nessuno nel palazzo o nelle abitazioni vicine abbia udito nulla.  Quando l’uomo è andato via,  la ragazza sotto shock si è diretta  a  Piazza del Gesù dove ha subito riferito l’accaduto ad una pattuglia dell’Ufficio prevenzione generale della Questura.

Subito dopo la  vittima è stata condotta all’ospedale  Loreto Mare dove il referto medico avrebbe confermato l’avvenuto stupro. Agli agenti è stato raccontato che il violentatore era calvo e puzzava terribilmente di alcool. Proprio questo particolare  è stato fondamentale per  i poliziotti dell’Upg, i Falchi e gli uomini della Squadra mobile che da subito si sono messi sulle tracce dello stupratore. Poco dopo, un senzatetto  sui 35-40 anni, originario di Torino e corrispondente all’identikit, è stato fermato da due agenti della Squadra mobile in un bar nell’ area dei Decumani dove era seduto in stato confusionale. Condotto in Questura, l’uomo è stato interrogato fino a tarda notte per poi essere rilasciato. La polizia ha ascoltato in qualità di testimoni anche altre persone ma al momento non ci sono ancora  indagati. Intanto la giovane, sconvolta ma in buona salute, è tornata con i genitori nella sua casa di Pianura. Si spera che al più presto le forze dell’ordine riescano ad identificare e arrestare il responsabile.

Oggi a Piedimonte Matese una ragazza di 21 anni, originaria di San Pietrburgo, sarebbe stata narcotizzata e stuprata da due uomini che, dopo averla adescata con la scusa di un passaggio, l’avrebbero condotta in un luogo isolato del Casertano nei pressi di un santuario per poi abusare di lei. La vittima ha denunciato i colpevoli, detenuti attualmente  nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

La smentita della Questura.

Poche ore fa la smentita della notizia della violenza subita dalla studentessa a Napoli.  Da un comunicato della Questura si legge che la violenza in realtà non sarebbe mai avvenuta. La ragazza  avrebbe confessato di aver inventato tutto, tentando in questo modo di allentare la pressione dei familiari che la spronavano a conseguire la laurea al più presto. Una menzogna simile, qualora venisse verificata, non è riprovevole quasi quanto un’effettiva violenza.

Fingere un abuso è anche mancanza di rispetto nei confronti di tutte quelle donne realmente vittime di stupro che trovano la forza di denunciare questo ignobile sopruso.  Sull’ episodio  della falsa aggressione  sta tuttora indagando la Squadra Mobile per avere ulteriori chiarimenti.

 

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