C’era una volta un Napoli piccolo piccolo

de-laurentiisNapoli, città di colori ed emozioni, tradizioni. Passioni indissolubili che alimentano lo spirito sportivo e la voglia di rivalsa dopo anni di attesa. Il Napoli, in 85 anni di storia calcistica ha messo in bacheca solo pochi, seppur importanti trionfi. Pochi se paragonati alle squadre del nord e pochi per le aspettative di una piazza così importante ed ambiziosa.

Ma partiamo da lontano: era il 1926 ed un industriale napoletano, Giorgio Ascarelli, fonda l’Associazione Calcio Napoli. Trascorrono anni di campionati senza successi. Con al vertice della società l’armatore Achille Lauro, a partire dal 1936, nonostante sforzi economici, non si riesce e vedere la squadra trionfante. Solo nel 1961/62 il Napoli riesce ad ottenere il primo trofeo della storia, la Coppa Italia, partecipandovi dalla serie B.

Nel 1969, quando la società era sull’orlo del fallimento, entra in scena l’ingegnere Corrado Ferlaino in veste di presidente. Nel 1976, il Napoli conquista per la seconda volta la Coppa Italia.

Il periodo più ricco di successi della formazione partenopea è quello a cavallo tra gli anni ottanta e novanta. Nel 1984, dopo trattative estenuanti con il Barcellona, l’ingegnere napoletano riesce a portare in azzurro colui che poi sarà riconosciuto da tutti come il Re del calcio.

Diego Armando Maradona, con la sua inarrivabile classe, guida il Napoli alla riscossa. Con il tecnico Ottavio Bianchi in panchina e l’acquisto di altri giocatori di grande rilevanza, come Salvatore Bagni, Bruno Giordano ed Alessandro Renica, gli azzurri nel 1987, raggiungono il primo tricolore della storia in concomitanza con il successo, per la terza volta, in Coppa Italia.
Gli anni successivi, con una rosa rafforzata dagli arrivi di Careca ed Alemao, confermano il Napoli ai vertici del campionato italiano ed europeo, con la vittoria della Coppa UEFA nel 1989, il secondo scudetto e la Supercoppa italiana nel 1990. Poi il declino.

Dal 1991 la società partenopea non riuscirà più nell’impresa di vincere titoli. La successiva e disastrosa situazione economica costringe la società alla cessione dei pezzi pregiati, quali Zola, Ferrara e F.Cannavaro. Nel 1998 il Napoli retrocede in serie B. Nonostante il successivo avvento in società di personaggi del mondo del business come Giorgio Corbelli e Salvatore Naldi, la città deve assistere alla lenta quanto drammatica decadenza, giunta all’apice con il fallimento nel 2004.

Nello stesso anno, l’imprenditore cinematografico Aurelio de Laurentiis, depositando la cifra di trenta milioni di euro, rileva dalla Curatela Fallimentare del Tribunale di Napoli il titolo sportivo. Ribattezzata “Napoli Soccer “ ed iscritta al campionato di serie C, la squadra azzurra, dopo una sfumata promozione in B nel 2005, si rende protagonista, con Edy Reja allenatore, di una serie di successi, coronati dalla promozione in serie A raggiunta nella stagione 2006/07.

Gli sforzi economici del presidente ed un’attenta gestione, portano il Napoli ad essere una delle realtà più solide del panorama calcistico italiano ed europeo. Dal 2007 in poi, acquisita la vecchia denominazione, “Società Sportiva Calcio Napoli”, il percorso della società partenopea è sempre in ascesa.

Il Napoli raggiunge la qualificazione all’Intertoto nella stagione 2007/08. Dopo la breve parentesi con Roberto Donadoni tecnico, la squadra viene affidata a Walter Mazzarri. Nel 2010 si raggiunge l’accesso diretto all’Europa League e nel 2011 l’accesso diretto alla Champions League.

Nella stagione in corso, il Napoli di De Laurentiis, nonostante il ritardo in termini di punti in campionato rispetto alle squadre di testa, ha offerto prestazioni eccellenti nella massima competizione europea, qualificandosi per gli ottavi di finale dove affronterà il Chelsea.

In Coppa Italia, si sono raggiunte le semifinali con avversario il Siena. A meno di una clamorosa disavventura, la squadra di Mazzarri può raggiungere l’ultimo atto della competizione. Considerando che la finale sarebbe contro una tra Milan e Juventus, molto probabilmente impegnate nella prossima Champions League, il Napoli avrebbe accesso garantito in Europa League anche in caso di sconfitta.

La stagione non è da buttare! Forti critiche si sono abbattute sulla squadra e sulla società partenopea negli ultimi periodi. Il patron del Napoli, dopo la vittoria in Coppa Italia contro l’Inter, ha esternato, in modo colorito, fatti che si devono riconoscere. Conosciamo il presidente, è un diretto ed un estemporaneo, ed ha sbagliato solo nella forma. Ricordiamo la sua reazione la scorsa estate quando lesse il calendario della serie A.

La realtà napoletana la viviamo tutti. Purtroppo Napoli non funziona a dovere e lo stesso vale per i risultati: mancano da molto tempo. Non si può pretendere però che il Napoli vinca tutto e subito.

Negli ultimi anni, sono giunti a Napoli giocatori di grande qualità. Lavezzi, Hamsik, Cavani, De Sanctis, Maggio, Inler. I risultati, grazie agli apporti economici del presidente, che ha investito in quattro stagioni una cifra molto vicina ai 200 milioni di euro, arriveranno. Bisogna solo avere pazienza.

Il popolo napoletano dovrebbe essere felice di vedere una società finalmente competitiva, in Italia ed in Europa, con una situazione economica sana, priva di sbavature ed in forte crescita, con il preciso intento di migliorare sempre e di non retrocedere mai più. De Laurentiis ha più volte difeso Napoli ed i Napoletani: le sue esternazioni non erano contro i cittadini ed i tifosi, per i quali si è espresso definendoli “suoi unici committenti”, ma contro le istituzioni che da troppo tempo offrono poco, troppo poco e contro alcuni personaggi del mondo del giornalismo che avevano prima criticato aspramente il team, in occasione del pareggio di Siena e poi esaltato gli undici di Mazzarri dopo la partita contro i nerazzurri in coppa.

Si deve ricordare che, a seguito della rapina subita dalla fidanzata di Lavezzi, Yanina Screpante, derubata del proprio Rolex, fu proprio De Laurentiis a difendere Napoli ed i napoletani, sostenendo di essere nella città più bella.

Bisognerebbe riconoscere a De Laurentiis i tanti meriti. Prima bastava vincere contro Juventus o Milan per ritenere la stagione di grande livello ed ora tutti si aspettano di ambire alla vittoria su tutti i fronti. Le stagioni non sono tutte uguali e ci può stare quella meno brillante.

In alcune interviste raccolte per NapoliTime.it si è raccolto il parere di alcuni tifosi in merito alla vicenda De Laurentiis. Ecco quanto evidenziato.

Ernesto, 26 anni, studente: “Il presidente del Napoli, spesso si lascia andare con commenti forti e coloriti, ma bisogna riconoscere che non dice cose inesatte, purtroppo per chi vive a Napoli, la vita non è per nulla facile”.

Rosaria, 34 anni, impiegata: “Lo sfogo di De Laurentiis, non è gradevole nella forma. Napoli versa in condizioni poco piacevoli, lo sappiamo tutti e le vittorie nel calcio mancano da molto tempo. Mi auguro che il Napoli ci regali presto delle vittorie importanti”.

Emanuele, 54 anni, operaio: “De Laurentiis, sta facendo bene, molto bene, deve però capire che noi vogliamo vincere. A volte perde il controllo e dice parolacce, però non ha tutti i torti. Ci vorrebbero persone decise a vincere come lui anche in atri ambiti”.

Per riportare un commento di un nostro lettore: “Bisognerebbe zittire certi personaggi quali il De Laurenttis con fatti concreti ed inequivocabili….” Patrick Large, da Brugge, Belgio.

Insomma, caro presidente, la sfuriata può essere anche perdonata, ancora una volta. Per Napoli sei ancora il presidentissimo. Avanti con gli sforzi per fare grande il Napoli e badiamo un po’ più alle parole adoperate nelle interviste.

12 thoughts on “C’era una volta un Napoli piccolo piccolo

  1. 85 anni di storia in poche righe digeribilissime; complimenti.
    Sorpreso di veder menzionato un mio commento nel suo articolo.
    Gesto apprezzato.

    P.Large

    1. Grazie per il commento. Le opinioni dei nostri lettori arricchiscono il contenuto delle nostre sezioni, in particolar modo quando sono costruttivi ed intelligenti.

      Cordiali saluti.

  2. 85 anni di storia in poche righe digeribilissime; complimenti.
    Sorpreso di veder menzionato un mio commento nel suo articolo.
    Gesto apprezzato.

    P.Large

    1. Grazie per il commento. Le opinioni dei nostri lettori arricchiscono il contenuto delle nostre sezioni, in particolar modo quando sono costruttivi ed intelligenti.

      Cordiali saluti.

  3. Angelo è Grande davvero! “Diego Armando Maradona, con la sua inarrivabile classe, guida il Napoli alla riscossa”, e qui è proprio il caso di dire, perchè vero, IO C’ERO!!! ed i brividi di emozione alla lettura del tuo articolo mi hanno avvolto e riportato alla mente quegli anni di un Napoli splendente e travolgente. Forza Napoli! Riprendiamoci il Successo.

    1. Caro direttore,all’epoca di Maradona anche i defunti c’erano…la domenica pur di vederlo si riunivano nella sala tv del cimitero..;-) ! Penso tuttavia che non sia giusto parlare solo del Napoli di Maradona eh…quello di vinicio o’lion dove lo mettiamo?..quella fu la squadra più forte di sempre in quanto a spettacolarità di gioco.Perché allora non abbiamo vinto niente mi chiederà?Semplice,non abbiamo vinto niente perchè undici leoni in campo non bastavano contro un palazzo…ci è voluto un santo leone (Diego Armando)per abbattere l’edificio… 😉 . Grazie,saluti.

      1. Gentile Giovanni, apprezzo la sua presenza tra i commentatori più assidui del nostro giornale, ma posso esprimere le mie emozioni e raccontare i miei ricordi che sono vissuti da me in prima persona e non appartengono all’archivio Rai? Cordialità.

        1. Assolutamente si direttore.Anche io ho vissuto dal vivo quei tempi,quanta sofferenza esplosa spesso fortunatamente in gioia.Personalmente io ho fatto una bella raccolta di archivio Rai per non farli mai sbiadire,ha visto mai che il mio hard disk cerebrale si dovesse inceppare? Non sia mai,i ricordi ci aiutano a costruire il futuro… 😉 . Grazie,saluti.

    2. Grazie mille Direttore, sono orgoglioso di scrivere per NAPOLITIME! Il Napoli ritornerà grande….presto. Cari saluti.

  4. Angelo è Grande davvero! “Diego Armando Maradona, con la sua inarrivabile classe, guida il Napoli alla riscossa”, e qui è proprio il caso di dire, perchè vero, IO C’ERO!!! ed i brividi di emozione alla lettura del tuo articolo mi hanno avvolto e riportato alla mente quegli anni di un Napoli splendente e travolgente. Forza Napoli! Riprendiamoci il Successo.

    1. Caro direttore,all’epoca di Maradona anche i defunti c’erano…la domenica pur di vederlo si riunivano nella sala tv del cimitero..;-) ! Penso tuttavia che non sia giusto parlare solo del Napoli di Maradona eh…quello di vinicio o’lion dove lo mettiamo?..quella fu la squadra più forte di sempre in quanto a spettacolarità di gioco.Perché allora non abbiamo vinto niente mi chiederà?Semplice,non abbiamo vinto niente perchè undici leoni in campo non bastavano contro un palazzo…ci è voluto un santo leone (Diego Armando)per abbattere l’edificio… 😉 . Grazie,saluti.

      1. Gentile Giovanni, apprezzo la sua presenza tra i commentatori più assidui del nostro giornale, ma posso esprimere le mie emozioni e raccontare i miei ricordi che sono vissuti da me in prima persona e non appartengono all’archivio Rai? Cordialità.

        1. Assolutamente si direttore.Anche io ho vissuto dal vivo quei tempi,quanta sofferenza esplosa spesso fortunatamente in gioia.Personalmente io ho fatto una bella raccolta di archivio Rai per non farli mai sbiadire,ha visto mai che il mio hard disk cerebrale si dovesse inceppare? Non sia mai,i ricordi ci aiutano a costruire il futuro… 😉 . Grazie,saluti.

    2. Grazie mille Direttore, sono orgoglioso di scrivere per NAPOLITIME! Il Napoli ritornerà grande….presto. Cari saluti.

  5. Avanti sempre con il presidentissimo De laurentis,il quale sono certo ci aiuterà a indirizzare i nostri soldi spesi in passione per il nostro Napoli,verso nuovi trofei.Tuttavia non penso che a Napoli siano arrivati mai grossi campioni sotto l’era dell’imperatore romano Aurelio…i vari Lavezzi hamsik e cavani si sono rivelati ottimi giocatori una volta arrivati a Napoli,ossia attraverso anche un processo di crescita graduale…Penso che per vincere occorre che arrivi anche gente con il pedigree ,ossia abituata ad alzare trofei,per aumentare il tasso di esperienza e di sangue freddo della squadra.Questo fino ad oggi De laurentis non l’ha fatto..ha badato solo a grandi giovani promesse,ultimo Vargas,speriamo bene…un chivu in difesa ad esempio,non sarebbe stato male in questa sessione invernale del calcio mercato.Bisogna dare atto Cmq al nostro presidente che il Napoli ogni hanno ha fatto un passo avanti e sono sicuro che anche quest’anno lo farà,attraverso la conquista della coppa Italia.(anche se in verità il passo avanti l’ha già fatto con l’approdo tra le prime 16 squadre d’Europa).Forza De laurentis,sempre al tuo fianco,le tue gaffe…a me piacciono! Grazie.Saluti.

  6. Avanti sempre con il presidentissimo De laurentis,il quale sono certo ci aiuterà a indirizzare i nostri soldi spesi in passione per il nostro Napoli,verso nuovi trofei.Tuttavia non penso che a Napoli siano arrivati mai grossi campioni sotto l’era dell’imperatore romano Aurelio…i vari Lavezzi hamsik e cavani si sono rivelati ottimi giocatori una volta arrivati a Napoli,ossia attraverso anche un processo di crescita graduale…Penso che per vincere occorre che arrivi anche gente con il pedigree ,ossia abituata ad alzare trofei,per aumentare il tasso di esperienza e di sangue freddo della squadra.Questo fino ad oggi De laurentis non l’ha fatto..ha badato solo a grandi giovani promesse,ultimo Vargas,speriamo bene…un chivu in difesa ad esempio,non sarebbe stato male in questa sessione invernale del calcio mercato.Bisogna dare atto Cmq al nostro presidente che il Napoli ogni hanno ha fatto un passo avanti e sono sicuro che anche quest’anno lo farà,attraverso la conquista della coppa Italia.(anche se in verità il passo avanti l’ha già fatto con l’approdo tra le prime 16 squadre d’Europa).Forza De laurentis,sempre al tuo fianco,le tue gaffe…a me piacciono! Grazie.Saluti.

  7. Ringrazio di cuore per i piacevoli commenti. Sono riuscito a trasmettere emozioni e questo era il mio intento. Sono felice che l’articolo sia stato letto da molti. Cari saluti.

  8. Ringrazio di cuore per i piacevoli commenti. Sono riuscito a trasmettere emozioni e questo era il mio intento. Sono felice che l’articolo sia stato letto da molti. Cari saluti.

Lascia un commento

diciassette − 7 =

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.