Rinviati a settembre i test di ammissione alle università

studentiNapoli, 10 giugno – Mercoledì 12 sarà firmato dal ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza il decreto che farà slittare i test di ingresso a settembre riaprendo i termini per le iscrizioni all’università. Nell’occasione saranno annunciate delle nuove interpretazioni del testo di legge riguardo i test di ammissione alle università italiane. A garantirlo il ministro Carrozza che dopo soli cinquanta giorni dalla sua nomina ha preso una decisione importante riguardo l’annosa questione che vede insieme bonus maturità, iscrizioni e test di ingresso alle università. La decisione scaturisce dal crollo delle iscrizioni alle università lamentato dai rettori di Medicina ed Architettura.

Le parole del ministro Carrozza a riguardo sono state: “ Stiamo cercando di trovare una maggiore equità, il bonus sarà rapportato alle singole commissioni d’esame.”

Il bonus maturità previsto dal 2007 ma finora inattuato era determinato dal voto della maturità superiore ad 80/100 più la valutazione degli ultimi tre anni delle superiori. Ora sarà alleggerito prendendo in esame il solo voto di maturità. Punto che genera perplessità circa la generosità dei voti di maturità che variano a seconda degli istituti influenzando così il bonus. Con il decreto sarà la singola commissione d’esame chiamata a valutare in maniera omogenea gli esaminati a stabilirne l’entità. Questa la procedura secondo l’ultima versione del decreto. Nel nuovo testo ministeriale sarà mantenuta la graduatoria nazionale per le prove d’accesso. Nei prossimi giorni si capirà come verranno applicati i percentili sul voto di maturità il cui massimo è di 10 punti, che si aggiungerà ai 90 su 100 delle risposte ai test.

Dopo la firma del decreto gli atenei italiani avranno tempo fino al 25 giugno per riscrivere i bandi per le date dei test di ingresso. Si prevede di fissare per il 3 settembre le selezioni di architettura, il 4 quelli delle professioni sanitarie, il 9 medicina ed il 10 veterinaria. Per le iscrizioni ai test di ingresso il termine previsto è quello del 18 luglio, tramite il portale Universitaly ed entro il 25 il pagamento.

Accolto con sollievo il rinvio da parte degli studenti di tutte le organizzazioni ma il sindacato Udu (Unione degli Universitari) richiede il termine del numero chiuso all’università. L’Unione degli studenti chiede procedure chiare per la re-iscrizione ai test.

Con lo slittamento a settembre dei test d’ingresso il Cineca (Consorzio interuniversitario) che si occupa dei sistemi informatici dovrà accelerare sulla costruzione delle graduatorie nazionali. La graduatoria nazionale rimedia ad una particolarità dei test che tendevano a favorire i candidati negli atenei meno affollati. Con le nuove regole i risultati di ogni sede confluiranno nella maxi-classifica realizzata dal Cineca, che gestirà anche il traffico delle iscrizioni in base alla preferenza espressa dai candidati. Non si esclude un eventuale allungamento dei tempi di avvio delle lezioni.

Nel procedimento precedente quello varato dal ministro Profumo, la data dei test di ingresso partiva dal 23 luglio come avviene in altri paesi europei, obbligando ad una doppia preparazione da parte degli studenti sia per l’esame di maturità che per i test di ammissione. Nel corso di questi anni spesso il profitto sulla prova d’esame di maturità risentiva di questa applicazione obbligata per la scelta di quelle facoltà a numero chiuso.

Il numero chiuso all’università statale è stato oggetto di una sentenza della Corte europea dei diritti umani nei confronti dell’Italia in seguito al ricorso presentato da 8 cittadini italiani, studenti che avevano fallito più volte l’esame per accedere alle facoltà scelte. Il 2 aprile 2013 la sentenza della Corte europea ha stabilito che il numero chiuso all’università non viola il diritto allo studio. La replica del  Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori) è stata: “la Corte di Strasburgo ha preso, per una volta, una cantonata ad essere violato non è solo il diritto allo studio sancito dall’art. 3, 33 e 34 della Costituzione, ma anche il libero accesso alle professioni. Insomma questa sentenza, per quanto sia un’occasione perduta, lascia impregiudicate tutte le possibili azioni legali italiane. Per questo il Codacons, che ha già provveduto a diffidare il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca chiedendo l’eliminazione dei test di ammissione e che, in attesa delle sentenza della Corte Costituzionale, ha già pronta una mega class action per risarcire gli studenti esclusi dalle facoltà, invita il Governo a seguire le indicazioni dell’Antitrust”.

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