Guida Blu di Legambiente. Pollica, la perla del Cilento guadagna Cinque Vele

pollicaIn Campania, le Cinque Vele della Guida Blu di Legambiente, il massimo riconoscimento per le località balneari, arrivano nel Cilento, a Pollica. La lista, pubblicata ogni anno dal Touring Club italiano, presentata lo scorso 7 giugno a Roma, indica i luoghi che sono stati capaci di rispettare il territorio con interventi mirati e sostenibili garantendo la qualità delle acque e mantenendo la bellezza del paesaggio circostante.

È in queste destinazioni che l’ecoturismo trova la sua massima espressione coniugando la vacanza in mete da sogno, da esplorare e tutelare e la scoperta dell’ambiente e delle sue eccellenze, passando anche per l’enogastronomia.

I comuni campani premiati sono ventiquattro e collocano la regione sesta su scala nazionale. Ottime le performance del Cilento, con sei località tra le top ten e della Costiera Amalfitana, con due tra le prime cinque. Sul podio, con quattro vele, salgono: Anacapri, Castellabate, Positano, Praiano; con tre vele seguono Capri, Camerota, Centola-Palinuro, Pisciotta, Ascea, Capaccio-Paestum, Cetara, Vibonati, Massa Lubrense, S.Giovanni Piro-Scario, Casal Velino e Sapri; con due vele, Vico Equense, Amalfi, Agropoli, Procida, Ischia e Sorrento; con una vela, Vietri Sul Mare.

Ma cosa ha reso Pollica regina delle acque che bagnano la Campania, modello a cui ispirarsi? Come indicato sul sito di Legambiente, Pollica, con le frazioni costiere di Acciaroli e Pioppi, “È impegnata per la riduzione del consumo idrico mediante l’implementazione di un sistema di trattamento delle acque di depurazione che ne consente il riuso per consumi non potabili, in particolare per il porto di Acciaroli”. La località opera in prima linea per la costituzione di un network internazionale finalizzato alla “diffusione della Dieta Mediterranea quale modello economico di sviluppo sostenibile che veda la tutela e la valorizzazione della biodiversità, della cultura e della tradizione quale principale punto di forza.” La cittadina si occupa della cura e della pulizia dei fondali e dei litorali recuperando e riciclando al tempo stesso i rifiuti dei pescatori. Tra gli obiettivi, lo sviluppo delle “azioni sistematiche attraverso l’adozione del PAES di buone pratiche per la sostenibilità energetica del territorio.”

Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania conferma che “Le località campane inserite nella Guida Blu sono la conferma che saper integrare natura, arte, tradizione ed enogastronomia, con forme di accoglienza sostenibili e a basso impatto sul territorio, è la ricetta concreta per battere la crisi economica”. La Guida Blu descrive nel dettaglio le spiagge italiane più belle, tra queste, diciassette sono in Campania di cui nove sulle isole. Parliamo di luoghi talvolta poco noti, raggiungibili dai residenti o dagli avventurosi amanti del trekking, realtà, nella maggior parte dei casi, lontane dai circuiti convenzionali e proprio per questo vale la raccomandazione “da maneggiare con cura evitando quei comportamenti dannosi per l’ambiente così frequenti purtroppo sulle spiagge più affollate.”

Da sottolineare, la mancanza di accessibilità per i diversamente abili: su ventiquattro località campane, ben diciotto, pari al 78%, non hanno strutture e servizi a misura. È fondamentale qualificare l’offerta turistica ed attrarre flussi di visitatori attraverso le risorse di cui la regione è ricca. E proprio in relazione a questo piano strategico, informa il presidente Buonomo, “Sarà lanciata l’iniziativa Campania Sostenibile ampio ed articolato sito di servizi, proposte, idee ed informazioni per promuovere l’eccellenza campana che mira a creare e consolidare un network tra soggetti istituzionali, imprenditoriali, associativi, del mondo del lavoro, della scuola, della ricerca e della formazione, scommessa strategica della nostra associazione per tutelare maggiormente la qualità dei nostri territori e promuovere occupazione durevole e green economy”.

È questa la Campania che deve emergere, quella che non ha bisogno di altro cemento, ma di rispetto per il patrimonio naturale e culturale di cui è dotata.

FOTO: tratta da legambiente.it

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