Napoli. Ancora un’aggressione ad un suo cittadino invisibile, un clochard

clochardNapoli – Ennesimo caso di violenza verso un senzatetto per il capoluogo campano. Un uomo non identificato, in quanto privo di documenti è stato ricoverato domenica 9 giugno all’ospedale Loreto Mare con ferite da taglio. A chiamare il 118 un automobilista che ha scoperto il corpo dell’uomo ferito, abbandonato in strada. Sebbene in prognosi riservata per le sue condizioni, non è in pericolo di vita.

L’ultimo caso di aggressione ad un indifeso emarginato, picchiato senza ragione da una baby gang,  risale al 24 febbraio scorso. La situazione è allarmante ed in crescita costante.

Nella Galleria Umberto in particolare, sta aumentando il numero di vagabondi che vi stanziano di la notte, così come lamentano i commercianti della zona. Proprio sotto il colonnato di fronte al teatro San Carlo, lo scorso 22 gennaio, è stato ritrovato il corpo privo di vita di un senzatetto ancora avvolto nelle coperte e per il quale sono state pagate le spese funerarie da alcuni cittadini che lo conoscevano.

L’allarme indigenti è stato lanciato dal presidente di Confcommercio Pietro Russo ponendo l’attenzione sullo stato di totale abbandono dei mendicanti rifugiati lungo i marciapiedi della Galleria, sia dal lato Via Pessina che Piazza Museo. Russo aveva inviato nei mesi scorsi una lettera al sindaco Luigi De Magistris e agli assessori Carmine Piscopo e Roberta Gaeta, usando parole forti come vergogna sociale per la città, sottolineando l’urgenza di un intervento delle Istituzioni.

Ma il pensiero per coloro che vivono ai margini delle strade arriva di solito in occasione del freddo invernale o in prossimità delle festività natalizie, dove la bontà sembrerebbe distendersi come la candida neve, ma dove in realtà le condizioni climatiche impongono il rifugio presso le stazioni ferroviarie come disposizione da parte delle Istituzioni nazionali.

Ci sono tante associazioni tra le quali la Comunità di Sant’Egidio che si occupa dei poveri e senzatetto da vent’anni, per i quali ogni anno pubblica DOVE, una guida nella quale ci sono tutte le indicazioni per poter trovare assistenza per disagiati e senzatetto presentata sabato 13 aprile presso chiostro di santa Maria La Nova a Napoli.

Il termine utilizzato in Italia per etichettare coloro che vivono per strada è barboni data l’impossibilità di ricorrere alla cura personale quotidiana. In Inghilterra homeless cioè senza tetto, mentre in Francia clochard che significa romantico. Il destino voluto o solo subito di ritrovarsi a vivere la durissima vita della strada è in crescita per quelle molteplici ragioni che sono pari solo ai molteplici casi della vita.

Se il compito delle Istituzioni è prendersi cura dei propri cittadini si dovrebbe pensare anche a politiche mirate per la migliore gestione di queste persone che vivono per strada, senza relegarle nell’ombra, come cittadini di serie B. L’attivazione di un ufficio predisposto per la gestione degli emarginati e dei barboni, in ogni municipalità di Napoli, con patrocinio del Comune di Napoli in collaborazione con movimenti cittadini o parrocchiali potrebbe essere il segnale di un ritrovato senso civico degno del terzo millennio.

L’estate si avvicina forse si dovrà attendere il prossimo inverno per riportare l’attenzione su questo problema, nel frattempo molte persone in strada attendono una risposta o che qualcuno si accorga di loro.

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