Il primo bacio, Valentina

coffeebreak

Cooffe break, i racconti di NapoliTime

Nonostante il mestiere che faccio, o proprio a causa del mestiere che faccio, io non bacio mai. Sono una prostituta da quando avevo 16 anni.

Prima battevo i marciapiedi, ero bellina, assolutamente inconsapevole e anche fortunata. Ho sempre trovato persone buone, tutto al più restava qualche livido che andava via in pochi giorni, ma d’altronde lavoravo in famiglia, mio zio mi portava in strada quindi era lui a vigilare su di me e a proteggermi. Ringraziando Dio, gli affari negli anni sono andati bene e ho potuto comprare un bel bilocale al centro della città: basta che pago la percentuale alla famiglia, è importante la famiglia sono religiosa io, e sono totalmente indipendente.

Da quando sono proprietaria mi è cambiata la vita; ho un piccolo angolo cottura ma con tutte le comodità, ho un salotto accogliente con tv 42 pollici, tutto mio, una bella terrazza che si affaccia sulla piazza dove potrei anche cenare coi miei clienti, se solo volessero e una bella camera con bagno. Posso farmi il bidet, la doccia, posso pettinarmi il caschetto nero alla francese che fa tanto chic e sono sempre profumata. I miei clienti ora che ho la casa sono cambiati; prima erano operai, bottegai, meccanici  ora, invece, lavoro con professionisti: bancari, commercialisti, avvocati, dottori. Sono ancora relativamente giovane, ho 25 anni appena compiuti, vado di moda ma non bacio mai. E’ una questione di sentimenti, il bacio è molto più intimo e personale del sesso. Del resto chi viene da me è piuttosto sbrigativo. Non ho bisogno di preliminari e godo sempre, almeno è quello che loro vogliono credere. È il dopo che richiede pazienza è anche per questo che sono costosa: ascolto, con me non ci sono problemi di orario, Ho un’agenda che tiene conto del “confessionale”, come lo chiamo io.

Quella mattina avevo appuntamento con un nuovo cliente. I nuovi mi mettono apprensione, perché di questi tempi non sai mai chi ti può capitare, anche se, ringraziando Dio, ho ancora mio zio che filtra i contatti e non ho mai brutte sorprese. Suona il campanello, apro in veste da lavoro con biancheria nera di pizzo e seta e mi trovo davanti un signore di mezza età ben curato accompagnato però da un amico. Gli offro il caffè che faccio bello forte d’abitudine e poi andiamo in camera, parlando del più e del meno. L’accompagnatore si siede in poltrona, tranquillo. La situazione è anomala, non mi fido completamente, ma il cliente mi tranquillizza quindi do il via con successo al mio vasto repertorio. Lui, l’ospite, mi guarda anzi, mi fissa dalla poltrona coi suoi bellissimi occhi azzurri, anche io di sfuggita lo guardo e stranamente sento che ci piacciamo, che potremmo essere fatti l’uno per l’altra e questa nuova sensazione, ad essere sincera, mi turba un po’. Alla fine dell’incontro, che il signore ha ampiamente gradito, fissiamo un altro appuntamento per la prossima settimana. Io annoto silenziosa e spero dentro di me che porti di nuovo il discreto accompagnatore.

Passa la settimana, che sembra non passare mai, ed eccoli di nuovo presentarsi entrambi, menomale. Stesse posizioni per tutti e due. Uno nel letto e l’altro in poltrona. Scopro che il mio cliente è vedovo, che si sente solo (chi non lo è?) quindi lo consolo, parliamo e alla fine dell’incontro faccio la sfacciata: gli chiedo se posso restare una mezz’oretta sola col suo amico. Lui è sorpreso, non si aspettava una richiesta simile, ma mi accontenta e scende a fare la spesa. Ecco che siamo soli, finalmente! Vado a sedere nella poltrona dove lui si è addormentato e lo prendo fra le mie braccia. Comincio ad accarezzarlo, lui si sveglia e mi fissa coi suoi bellissimi occhi azzurri. Non avevo mai visto degli occhi così trasparenti ed intensi in un cagnolino! Lui mi lecca il viso e io lo bacio sul muso di cucciolo e mi commuovo: è il mio primo bacio dato con amore, senza nulla pretendere e senza altro dare. Il cucciolo comincia a darmi piccoli morsi, a giocare con me e io sono una persona felice. È amore, è entusiasmo, è una ragione di vita! Quando torna il gentile vedovo, ci trova abbracciati e felici. Di getto, senza pensarci su, gli propongo di regalarmi il cane, che scopro essere una cagnolina. All’inizio lui è restio, lo capisco, anche io lo sarei stata, ma alla fine lo convinco con 10 prestazioni gratis e con la promessa che l’avrebbe sempre trovata qui da me tutte le volte che la voleva salutare.
Ora, agenda permettendo, esco spesso con Valentina, così ho chiamato la mia bellissima husky e tutti si girano a guardarci per la strada sia i cani che… i porci.

Mi regala un tocco di umanità, ringraziando Dio. 

 

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