Notte d’inizio estate. La sorpresa

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Gloria era molto soddisfatta del suo lavoro. La ristrutturazione della casa nuova era stata lunga e non priva di imprevisti ma ora stava scartocciando le sue cose nella nuova dimora, un vecchio casello ferroviario rimesso a nuovo. La casa in sé non era niente di speciale era piccola e si arrampicava per due piani, ma le camere di sopra offrivano un panorama straordinario. Affacciandosi, lo sguardo si perdeva, prima nel verde brillante della pineta, poi là in fondo placida immobile, eppure viva, riverberava d’azzurro della laguna.

La casa era vicino alla ferrovia e ogni tanto sferragliavano i treni ma erano sempre meno numerosi eppoi la magia del posto ripagava lei e suo marito del trambusto che ogni tanto li faceva sobbalzare.

Ora era sera e le luci calde della casa si spandevano dorate rendendo l’ambiente gradevole e ovattato. Si affacciò alla finestra e una luna sfacciata che solo le notti di giugno sanno regalare la salutò. Decise di portare gli ultimi scatoloni nella grande autorimessa adiacente alla casa, che una volta ristrutturata, sarebbe stata una bella risorsa. Proprio lì davanti in mezzo all’esplosione di oleandri rosa, avrebbe sistemato tavolo e sedie per cene all’aperto che già si pregustava. Uscì e davvero non si aspettava lo spettacolo della danza delle lucciole che volteggiavano luminose e placide seguendo una musica tutta loro. Sorrise e per la prima volta fu soddisfatta di sé. Finalmente aveva fatto una scelta giusta. Aprì piano la porta in legno dell’autorimessa in un precario equilibrio di scatoloni e cianfrusaglie e grazie o a causa della luna lo spettacolo che gli si presentò davanti fu nitido e senza ombra di dubbio. Nel vecchio divano, una ragazza cingeva con le gambe i lombi di Andrea, con una mano gli arruffava i capelli e con la bocca gli sussurrava chissà cosa all’orecchio. Richiuse piano la porta, lasciò gli scatoloni lì e si avviò stordita e sconvolta verso casa.

II tragitto ora le parve del tutto diverso; una lucciola, forse intuendo il suo turbamento, si avvitò su se stessa e cadde a terra, ormai spenta. Si accasciò su una sedia, si accese una sigaretta, anche se aveva deciso di smettere non era quello il momento adatto, e si mise a pensare, per quello che poteva. Certo i segnali c’erano stati, tanti ed evidenti, la sciocca era stata lei a non coglierli: camicie con aloni sospetti, cellulare che suonava a tutte le ore, messaggini pateticamente ignorati davanti a lei. Decise di andare a letto, si affacciò alla finestra per respirare forte e ora la pineta le appariva inquietante, la laguna misteriosa e la luna traditrice. Aveva bisogno di studiare una strategia, la notte le avrebbe portato consiglio. Quando lo sentì rientrare fece finta di dormire, soffocò qualsiasi impulso. Lo sentì fare la doccia, fischiettare, lavarsi i denti sbirciando sicuramente la laguna di cui anche lui era innamorato.

La mattina si alzò presto, di nuovo serena e consapevole sul da farsi. Era una mattinata luminosa, inforcò la bici e si avviò al più vicino supermercato, Il sole le stava carezzando le spalle, il vento dispettoso le alzava le vesti e lame di luce le facevano brillare i lunghi capelli. Gloria entrò, comprò quello che doveva, tornò in casa e mise il pacchetto in bell’evidenza sul comodino di Andrea: voleva che lo vedesse subito: certo era rimasta sconcertata, non immaginava che già a 15 anni il suo cucciolo, il suo bambino potesse fare sesso. Vederlo era stato quasi uno choc, ma adesso che suo malgrado lo aveva scoperto, gli aveva comprato qualcosa che lo proteggesse, che potesse rendere il sesso sicuro. D’altronde era sempre una mamma! Si avviò verso la laguna, al babbo lo avrebbe detto appena possibile, era lontano migliaia di chilometri su una piattaforma in mezzo al mare. Evidentemente il mare era nel loro destino.

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