Dalla fiaba alla cronaca, ennesima violenza su una donna

massacrata-di-botte-ANSANapoli, 18 giugno – Confermato stamani lo stato di fermo per Emerson D’ Esposito, il 28enne che lo scorso 13 giugno ha massacrato di botte e poi abbandonato in un sacchetto dell’immondizia, una ragazza albanese di 27 anni. Questa volta però, dietro l’ennesimo atto di violenza a danno di una donna, si nasconde una realtà ancor più raccapricciante.

Ma partiamo dal principio. L’aggressore è un ragazzo di buona famiglia, tifoso del Napoli, di professione buttafuori che come tanti sogna di metter su famiglia con la donna amata. Nulla di particolare, tranne per il fatto che Emerson si era innamorato di una prostituta albanese. La donna viveva assieme al connazionale Toska Xhuli, vittima dell’aggressione, in una casa nella zona di via Tribunali a Napoli.

Le  ragazze erano costrette a prostituirsi da due fratelli anche loro albanesi, che dopo averle messe incinte avevano preso in ostaggio i figli usandoli come strumento di ricatto. Alloggiavano tutti  in un appartamento apparentemente pulito in zona Decumani. I due aguzzini ne avevano poi preso in fitto un secondo, che serviva alle ragazze a cambiarsi di abito prima di prostituirsi.

Tariffe ed orari stabiliti: dalle quattro a mezzanotte. Trenta euro per una prestazione in strada e centotrenta  in albergo. Le  due malcapitate fruttavano ai loro “protettori” fino a mille euro a notte. Il piano di Emerson era salvare l’amata da quella vita fatta di sfruttamento e sofferenze. L’uomo infatti ha dichiarato agli inquirenti di essersi recato a casa delle due donne per portare via il figlioletto della sua fidanzata di soli tre anni.

D’Esposito avrebbe poi perso la testa dopo che Toska lo avrebbe minacciato, dicendogli che i due sfruttatori  presto si sarebbero messi sulle loro  tracce, vendicandosi  non solo sulla coppia di fuggitivi ma anche sulla famiglia di lui. A questo punto la donna sarebbe stata picchiata violentemente davanti alla sua bambina di quattro anni. Emerson, in preda al panico avrebbe chiuso Toska in un sacchetto della spazzatura per poi abbandonarla in fin di vita.

Nonostante le nobili intenzioni, di certo neanche l’amore può giustificare  un gesto tanto vile. La fidanzata di Emerson, ora in un luogo sicuro assieme al proprio bambino, conferma la versione del ragazzo, “Io ed Emerson sognavamo una vita normale, lui era disposto ad accogliermi assieme a mio figlio, volevo dimenticare marciapiede e violenze”. Peccato che a subirne le conseguenze sia stata una sfortunata ragazza ora in  fin di vita nel reparto di rianimazione all’ ospedale Loreto Mare di Napoli. Continua intanto l’inchiesta delle forze dell’ordine. I due fratelli sono ora indagati per sfruttamento della prostituzione.

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