Rifiuti urbani: Campania tallone d’Achille d’Italia, l’Europa chiede soluzioni per evitare la multa

rifiuti_napoliI rifiuti campani costano davvero tanto, in termini economici, per il trasporto fuori regione e per le multe che l’Italia sarà costretta a pagare se non si cambia immediatamente rotta; in termini di immagine del paese da parte dell’opinione internazionale ed in termini di salute pubblica, con l’aumento di tante patologie riconducibili ad essi.

Per non finire, come se non fosse già troppo, la regione sale sul podio degli sprechi per la cattiva gestione della raccolta differenziata. Sono la Campania il Lazio e la Sicilia le pecore nere della raccolta differenziata in Italia.

Secondo lo studio reso noto il 21 giugno da Althesys (società professionale indipendente, specializzata nella consulenza e nella ricerca nei settori ambiente, energia, infrastrutture e utilities. ndr), nel 2012 si sono sprecati 422 milioni di euro a causa dell’inefficienza della raccolta differenziata. La diffusione dei dati giunge in contemporanea alla notizia del deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per la gestione dei rifiuti, con la richiesta di sanzioni da infliggere all’Italia per l’importo di 28.090 euro da pagare ogni giorno fino alla sentenza definitiva del 2014, con il rischio di una ulteriore maxi multa da 256.819 euro per ogni giorno di ritardo che il nostro paese accumulerà nel mettersi in regola.

“Siamo impegnati in prima linea sulla bonifica delle discariche abusive. Per il monitoraggio aereo ci sono risorse disponibili per individuare i roghi tossici. Occorre sistematizzare i dati raccolti”. Sono queste le parole usate dal ministro all’Ambiente Andrea Orlando che il 20 giugno scorso è intervenuto in un incontro a Caserta, per discutere delle soluzioni che il Governo intende promuovere per l’area denominata “la Terra dei Fuochi”, tra Napoli e Caserta, flagellata dai roghi tossici provocati da criminali senza scrupoli, che prima sversano illegalmente rifiuti di ogni genere e poi appiccano gli incendi per far sparire ogni traccia che possa condurre ad individuarne la provenienza e per sgomberare l’area e ripristinare gli spazi necessari per la continuità di tale crimine.

Gli interventi previsti illustrati dal ministro sono essenzialmente tre: il primo punto prevede la collaborazione con Ecopneus che impegna 1,5 milioni di euro per il ritiro e riciclo dei pneumatici fuori uso grazie a un protocollo di intesa con gli enti locali e che interesserà le città di Napoli e Caserta. La costituzione del ciclo virtuoso dei rifiuti è la seconda delle priorità sottolineate dal ministro, da attivare in quei comuni in cui si sono riscontrati infiltrazioni camorristiche e a tal scopo saranno destinati sette milioni di euro. Il terzo punto, forse il più importante in termini di soluzioni a lungo termine per fronteggiare le ecomafie, consiste nella modifica del reato ambientale e che sarà coordinato da una commissione composta da un pool di magistrati.

“Abbiamo avviato un percorso con un primo passo nel Consiglio dei ministri con una revisione e l’inasprimento delle pene per i reati ambientali – ha spiegato Orlando, con la promessa di ritornare a Caserta – Appena saremo pronti su altri temi, come quello della vigilanza, del supporto alla difesa delle produzioni agricole, della redazione del registro delle patologie, torneremo sul territorio. Io vorrei parlare avendo fatto degli atti amministrativi prima, perché mi sembra che di chiacchiere in questi anni se ne siano fatte molte”. Orlando sembra essere partito davvero con il piede giusto, e lo vuole dimostrare anche assumendosi responsabilità del passato e quindi non sue. “Sono ministro da 45 giorni – ha commentato il ministro in visita a Caivano, in provincia di Napoli, nella parrocchia di don Maurizio Patriciello – ma chiedo scusa per quanto è accaduto finora”.

“Abbiamo condiviso un metodo – hanno dichiarato Il ministro dell’Ambiente Orlando e il sindaco di Napoli De Magistris incontratisi a Napoli per discutere della differenziata – Il nostro comune obiettivo è proseguire il percorso per far crescere la differenziata e determinare un salto di qualità per l’impiantistica intermedia. Stiamo valutando le possibili soluzioni per la chiusura del ciclo dei rifiuti”. Alla notizia del deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione Europea per la gestione dei rifiuti in Campania, appresa durante il corso dell’incontro con il sindaco di Napoli, Orlando ha evidenziato che “l’Unione Europea, nonostante la sanzione, ha riconosciuto gli impegni a fare passi in avanti, che adesso bisogna compiere”. Il ministro ha però spiegato che ciò è stato possibile grazie agli impegni che l’Italia sta dimostrando di assumere, ma resta fermo sull’obiettivo da perseguire, affermando che “A Bruxelles dobbiamo dire come chiudiamo il ciclo. Non ci possiamo consentire di pagare una multa di 200 mila euro al giorno”.

Sulla questione ha commentato anche il Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che ha messo il freno alle preoccupazioni, affermando che: “Non dobbiamo ritenere scontata la procedura di infrazione. Abbiamo avuto un passaggio ma la multa deve essere ancora formalizzata e abbiamo il tempo per evitare che accada”. Caldoro ha inoltre aggiunto che “L’Europa ha riconosciuto i risultati raggiunti e non sono pochi. Non quanti l’Europa si aspettava, ma ne abbiamo compiuti molti”.

Il presidente Caldoro, riferendosi alle divergenze di opinioni tra il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, il suo collega e Viceministro, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e la stessa Regione, in merito alla realizzazione dei termovalorizzatori per evitare le salatissime multe dell’Unione Europea, ha espresso il suo dissenso per le posizioni radicali che non portano risultati, affermando: “Dobbiamo essere tutti d’accordo e non hanno senso posizioni rigide, i no pregiudiziali o i sì che non servono. Il consiglio che rivolgo a tutti è di fare la scelta più giusta senza posizioni ideologiche. Il problema va risolto come si fa in tutto il mondo e, come ci dice l’Europa, il ciclo dei rifiuti è uguale ovunque. Ora ragioniamo sul tipo di impianto che vogliamo fare e dove è più giusto farlo. Per esempio, se la provincia di Napoli ha già un termovalorizzatore ad Acerra, l’altro potrebbe essere fatto in un’altra provincia, che può essere quella di Salerno ma anche un’altra ancora”.

 

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