Pompei sotto la lente degli ispettori Unesco: abbandono e mancanza di personale specializzato mandano in rovina il sito archeologico

pompei repubblicaNapoli 26 giugno – Diffuso il rapporto dei tre ispettori dell‘Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura) che da dicembre 2012 a febbraio 2013 hanno studiato dettagliatamente Pompei, patrimonio dell’umanità dal 1997, rilevando che lo stato del sito archeologico tra i più famosi al mondo è disastroso.

Tante le criticità sottolineate come la mancanza di guardiani e personale specializzato, nonostante l’enorme flusso di turisti, l’incuria, lo scempio di cantieri allestiti e abbandonati nelle stesse aree da proteggere, la crescita spontanea di piante che invade peristili e atri. Consistenti, ed altamente lesive, infiltrazioni d’acqua a danno non solo di affreschi e mosaici, ma anche delle stesse strutture portanti. Il dossier si compone di 51 pagine ed attraverso descrizioni, supportate da ricco materiale fotografico, illustra le settantatré Domus di cui solo venti sono fruibili, tre parzialmente aperte e cinquanta, per motivi vari, sono chiuse come: la Casa di Efebo: “Chiusa al pubblico per l’installazione di un cantiere. Degrado molto importante degli affreschi, dei rivestimenti del suolo e delle mura. Numerose infiltrazioni d’acqua”.

In merito alla famosa Casa di Venere in conchiglia chiusa al pubblico, si legge: “Anche qui spiccano infiltrazioni d’acqua nel cubiculum bleu. Sarebbe opportuno il taglio degli arbusti del giardino che occultano la gran parte del pavimento del peristilio”. La Casa del poeta tragico, “Una delle domus più antiche e conosciute al mondo grazie al mosaico del Cave canem e più ancora per la decorazione degli ultimi giorni di Pompei”, precisano gli ispettori, “è chiusa come nella gran parte dei casi a causa alla mancanza di guardiani”. La Casa di Siricus è attualmente chiusa al pubblico nonostante il restauro del 2010. “Da quell’epoca le condizioni della Domus si sono aggravate: degrado dei mosaici d’ingresso, delle strutture, delle colonne del peristilio e abbandono totale della copertura vegetale”. Casa del Labirinto, “Mediocre restauro del mosaico e di degrado dopo i lavori. Inoltre colonne instabili nell’atrium”.

Per la Casa dei Vettii, il dossier si fa ancora più approfondito e caustico dato che vengono riportati lo stato attuale ed il pregresso relativo ai restauri definendo la Domus il simbolo dell’andamento e della gestione di tutto il sito archeologico. “L’allarmante deterioramento delle strutture derivante dall’invecchiamento dei restauri moderni costrinse il sovrintendente a chiudere questo importante edificio. Un lungo studio dell’Istituto Centrale del Restauro è stato intrapreso per condurre un attento restauro degli affreschi.

Il progetto, avviato nella zona dell’atrio è stato interrotto per mancanza di restauratori e il lavoro svolto dall’architetto Sammarco si è limitato alla sostituzione di alcuni tetti. Anche qui i lavori sono stati congelati a causa delle differenze nel disegno del progetto di ristrutturazione. Durante questo periodo la manutenzione non c’è stata e il deterioramento si è protratto nel tempo. Il sito avrebbe bisogno della sostituzione di strutture in cemento armato del peristilio e sui tetti di tutta l’area occidentale. Puntelli supportano completamente questo settore” (Fonte Corriere del Mezzogiorno).

Non sono mancate le critiche verso l’entertainment archaeology, la valorizzazione di luoghi storici che passa attraverso strumenti multimediali. E sarà fondamentale, esortano gli ispettori, vigilare anche intorno, all’esterno della superficie per contenere il rischio di cementificazione dato che la visuale del paesaggio interno ed esterno alle mura devono essere mantenute integre.

C’è molto da preoccuparsi, anche perché molte zone rischiano di essere irrimediabilmente compromesse, ma nonostante il rigore con cui l’Unesco ha severamente osservato e giudicato la gestione di Pompei e lo stato del luogo, per il momento, non inserirà il sito archeologico nella lista nera dei patrimoni uscenti concedendo ancora 48 mesi  anche alla luce del Grande progetto Pompei e dei 105 milioni di euro stanziati. I controlli, in questo lasso di tempo resteranno costanti e “Se, per qualsiasi motivo, le iniziative in corso non riescono a fornire sostanziali progressi nei prossimi due anni, il Centro del Patrimonio Mondiale e gli Organi consultivi chiederanno al comitato di esaminare l’iscrizione di Pompei nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo già nel 2015”.

Secondo il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray, “Pompei deve rinascere”, sarà una priorità, “i cantieri inizieranno ad essere operativi già da dicembre prossimo”.

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