“Siamo tutti rivoluzionari”. Da Napoli solidarietà per il popolo brasiliano

proteste brasileNapoli, 28 giugno –  Gli studenti partenopei si attivano per dimostrare solidarietà al popolo brasiliano che fin dal 17 giugno ha dato il via alla protesta dell’aceto, così denominata perché i manifestanti adoperano tale sostanza per mitigare gli effetti dei gas lacrimogeni adoperati contro la folla dalle forze dell’ordine. Gli studenti, insieme ad attivisti dei centri sociali,  hanno occupato per pochi minuti la sede del Consolato onorario del Brasile, per esprimere un sentimento di fratellanza nei confronti dei cittadini brasiliani.

In particolare, i centri sociali “Mezzocannone occupato” e “Laboratorio occupato Insurgencia” hanno esposto uno striscione sul quale è scritto in portoghese “Siamo tutti rivoluzionari”.

Le contestazioni prendono spunto sia dal rincaro dei trasporti pubblici che dalle spese sostenute per la Confederations Cup, in vista dei Mondiali di calcio del 2014, giudicate eccessive per un paese che non sta vivendo una facile congiuntura economica. L’aumento previsto, che è appena  del 7%, interessa sia i biglietti dell’autobus che quelli del trasporto ferroviario propriamente detto (treni e metropolitana).

Il movimento Passe livre (paese libero) ha invitato i cittadini ad esprimere il loro dissenso anche sui social network, ponendo l’accento sul dato preoccupante che i lavori per accogliere la massa di turisti, richiamati dagli eventi sportivi, non saranno consegnati in tempi utili per lo svolgimento degli stessi.

San Paolo, Brasilia, Rio de Janeiro le città coinvolte nella protesta, con cortei che hanno raggiunto anche il tetto delle 30.000 persone. Praticamente inevitabili gli scontri con le forze dell’ordine, soprattutto quando, per rendere più visibile il dissenso di un popolo già provato, si tenta di occupare le sedi istituzionali, come è avvenuto a Brasilia, dove circa duecento dimostranti sono saliti sul tetto del Parlamento e hanno annunciato che rimarranno lì ad oltranza, al grido di  “Il parlamento è nostro”. Incidenti sono avvenuti anche nella zona attigua allo stadio Maracanà (Rio de Janeiro) prima dell’inizio della partita Italia-Messico.

A San Paulo, pochi giorni dopo, 50.000 persone hanno marciato pacificamente nella centrale avenida Paulista; gli scontri sono cominciati solo molte ore dopo, quando il corteo ha sfilato sotto l’ufficio del sindaco. Nel complesso, 50 manifestanti feriti, poiché la polizia si è vista costretta a sedare le sassaiole in un primo momento con  proiettili di gomma, successivamente con colpi di fucile e di pistola per poi procedere a circa 160 arresti. Anche la stella del Barcellona Neymar ha voluto esprimersi a favore della protesta dichiarando: “Anche io voglio un Brasile più giusto, sicuro, salubre e onesto”.

Il risultato di tanta opposizione popolare nel paese ha fatto sì che in alcune città del Brasile, i governi locali recedessero dalle loro decisioni e quindi gli aumenti previsti  sono stati momentaneamente “congelati”.

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