Scandali finanziari e dimissioni ai vertici dello IOR

ior-ansaNapoli, 2 luglio – Dimissioni ai vertici dello IOR (Istituto per le Opere di religione). Paolo Cipriani, direttore generale, ed il suo vice Massimo Tulli si sono dimessi. Il Collegio dei cinque cardinali nominati dal Papa e in carica per un quinquennio con lo scopo di vigilare sulla fedeltà dell’istituto agli obblighi statutari ha accettato le dimissioni. Al momento le funzioni sono state assunte dal presidente Ernst von Freyberg.

Lo IOR è un istituto privato erroneamente considerato come la banca centrale della Santa Sede le cui funzioni sono invece svolte dall’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica). Ai vertici dello IOR c’è il presidente Ernst von Freyberg ed i dimissionari direttore generale e vice direttore. I dipendenti sono 130 e secondo lo statuto si occupa di “[…]provvedere alla custodia e all’amministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti o affidati allo IOR medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità. L’Istituto pertanto accetta beni con la destinazione, almeno parziale e futura, di cui al precedente comma. L’Istituto può accettare depositi di beni da parte di Enti e persone della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.”

L’Istituto è stato più volte coinvolto in scandali finanziari e non, a partire da quello di Sindona fino all’ultimo, quello del 29 giugno, dove sarebbe emerso un giro di soldi di circa 20 milioni di euro transitati attraverso lo IOR che sarebbero serviti ad eludere il fisco italiano da parte di una famiglia di armatori: Cesare e Paolo D’Amico attraverso le abili mani del monsignor Nunzio Scarano contabile dell’APSA, con due presunti complici, Giovanni Zito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri con incarichi speciali, e Giovanni Carenzo, mediatore e pregiudicato. Il monsignore ed i complici sono finiti agli arresti il 29 giugno.

La decisione delle dimissioni di Cipriani e Tulli suonano come unico modo di salvare la faccia, dopo l’arresto di Scarano e le intercettazioni telefoniche tra il monsignore ed i vertici dello IOR. Da ricordare che l’incarico fino ad oggi di Paolo Cipriani permetteva di avere accesso all’archivio segreto che custodisce le identità dei correntisti dello IOR e la cui firme autorizza le operazioni più delicate.

Il presidente dell’APSA, il cardinale Domenico Calcagno, comunica che monsignor Scarano era già stato sospeso circa un mese fa dall’incarico delicato di responsabile della Contabilità analitica appena è emerso il suo coinvolgimento nell’inchiesta avviata dalla magistratura di Salerno su presunti casi di riciclaggio.

Il presidente dello IOR, Ernst von Freyberg, commenta a proposito delle dimissioni: “Dal 2010 lo IOR e la sua Direzione hanno lavorato seriamente per portare le strutture e i procedimenti in linea con gli standard internazionali di lotta al riciclaggio di denaro. Sebbene siamo grati per i risultati conseguiti, oggi è chiaro che abbiamo bisogno di una nuova direzione per accelerare il ritmo di questo processo di trasformazione. I progressi fatti sono in gran parte dovuti al sostegno continuo degli organismi di governo dell’Istituto e del suo personale”.

Dal maggio scorso il presidente von Freyberg ha dato incarico al Promontory Financial Group, guidato da Elizabeth McCaul e Raffaele Cosimo, di potenziare il programma di antiriciclaggio dell’Istituto in sette flussi di lavoro, conducendo una forensic review e il controllo dei rapporti con i clienti, chiedendo anche di fungere da Senior Advisors per la gestione dell’Istituto.

La riforma dello IOR è al vaglio della commissione dei Cardinali per volere del Papa. “Nei prossimi mesi la messa in atto di un quadro esauriente, chiaro e trasparente che metteremo al servizio del Santo Padre al quale spetta ogni decisione” secondo le parole del cardinale Jean Louis Tauran membro della Commissione pontificia, che comprende il cardinale Raffaele Farina, monsignor Arrieta, monsignor Wells, e la professoressa Glendon.

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