Pillole di calcio. Come funziona la clausola

pillole-calcio-napoliParlare di mercato in questo momento è abbastanza difficile. O meglio, parlarne è la cosa più facile del mondo perché un parere, un’idea su uno scambio o un’analisi tattica non si nega a nessuno. La considerazione da fare è però un’altra, vale a dire che il rebus Cavani, perché sempre lì si finisce, è abbastanza complicato e la risoluzione non appare vicina. Da tre giorni è cominciato ufficialmente il calciomercato ed è entrata in vigore la clausola rescissoria firmata l’anno scorso da Cavani e dal presidente De Laurentiis.

CLAUSOLA. Tutti sanno che si tratta di 63 milioni, ma vogliamo ribadire un paio di concetti annessi. Le regole con cui la Uefa disciplina il funzionamento delle clausole rescissorie sono poche e semplici. E riguardano innanzitutto le modalità di pagamento: quando c’è una clausola rescissoria il pagamento deve essere effettuato in un’unica soluzione, senza la possibilità di chiedere una rateizzazione pluriennale. E questo significa mettere in conto un’uscita monstre sul bilancio di un solo anno senza poterla spalmare. Per quanto riguarda invece la cifra fissata è tassativa solo se non vi è accordo tra le parti. Significa che, volendo, con l’accordo dei firmatari – vedi Cavani e i suoi procuratori da un lato e De Laurentiis dall’altro – nulla vieta che il trasferimento avvenga ad una cifra inferiore. L’esempio più recente è quello di Falcao acquistato dal Monaco per 60 milioni a fronte di una clausola rescissoria di 71,5 milioni di euro. Ciò significa che se De Laurentiis si dovesse accordare per una cifra inferiore sarebbe assolutamente lecito.

DE LAURENTIIS. A quanto pare ad oggi non c’è nessuna squadra pronta a pagare interamente la clausola per acquistare Cavani. Significa che dovranno essere i suoi agenti a chiedere uno sconto a De Laurentiis e, per la nostra esperienza di calciomercato il Napoli sembra avere ancora il coltello dalla parte del manico. Di solito, lo schema tipico in questi casi prevede che il giocatore di turno inizi a manifestare il suo mal di pancia, rilasci qualche intervista – di solito a giornali stranieri – e punti i piedi col proprio presidente chiedendo di andar via. E in tal caso il presidente di turno si accontenta di chi offre di più, anche molto meno della clausola. Adesso, ci chiediamo se anche Cavani avrà il mal di pancia: noi, in questo momento, ne dubitiamo. Vogliamo essere ingenui o solo troppo tifosi ma, francamente, un Cavani che punta i piedi, minaccia di restare col broncio e chiede in tutti i modi il trasferimento costringendo De Laurentiis ad accontentarsi di un’offerta inferiore ai 63 milioni non lo immaginiamo.

SOLEDAD. Su quello che stiamo per scrivere mettiamo le mani avanti perché si tratta di una notizia ripresa da qualche giornale ma su cui non abbiamo potuto effettuare le verifiche necessarie. Usiamola piuttosto come spunto di riflessione. Pare che Soledad, ex moglie di Cavani, voglia tornare a vivere a Napoli: ritorno di fiamma? Amore per la città? Amante partenopeo? Nulla di tutto ciò: sembrerebbe infatti che qualora Soledad ottenesse la cittadinanza italiana (lo farebbe vivendo stabilmente a Napoli per pochi mesi) in sede di divorzio le spetterebbero 2,5 milioni di euro in più all’anno. Tutto ciò se Cavani rimanesse in Italia, perché se andasse in Spagna, in Francia o in Inghilterra, addio extragettito per Soledad.

CLAUSOLE BYPASSATE. Un’ultima provocazione. La clausola da 63 milioni sarà veramente effettiva? Ci spieghiamo con un esempio: quando Balotelli lasciò l’Inter per il City, Moratti inserì nel contratto la clausola anti Milan. Il problema è che fu il noto Raiola – procuratore di Balotelli – a firmarla al posto di Balotelli rendendola nulla all’insaputa di Moratti nel momento stesso della sua firma. Speriamo che De Laurentiis sia stato più sveglio.

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