Il MIBAC accelera sul Grande Progetto Pompei

pompei repubblicaNapoli, 5 luglio – È ormai deciso, il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Massimo Bray, e il ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, in seguito al loro incontro, assicurano l’accelerazione del Grande Progetto Pompei approvato nel marzo 2012 e finanziato con 105 milioni di fondi europei.

È quanto si apprende dal comunicato del MIBAC, Ministero per i beni e le attività culturali, emesso il 2 luglio scorso. “La situazione attuale presenta elementi di indubbia criticità, tuttavia occorre ricordare che il Grande Progetto Pompei, approvato nel marzo 2012 e finanziato con fondi europei, ha già avviato una serie di cambiamenti che devono essere fortemente accelerati per realizzare, entro il 2015, gli obiettivi richiesti dall’Unione Europea: mettere in sicurezza il patrimonio, arrestandone le situazioni di degrado; garantire per il futuro la migliore conservazione; contribuire allo sviluppo territoriale; assicurare il rispetto assoluto di condizioni di legalità e sicurezza, senza ricorrere a interventi straordinari”.

Governance, potenziamento della capacità gestionale della Soprintendenza e garanzia che i fondi europei saranno utilizzati entro il 2015 sono gli obiettivi dei ministri. Sarà inoltre aumentato il personale di custodia, condizione necessaria alla fruibilità di Pompei.

I lavori ed i progressi saranno monitorati e periodicamente condivisi anche attraverso un sito web dedicato.

“Personale e trasparenza”, parole già anticipate dal ministro Bray durante la presentazione del rapporto annuale di Federculture  del 1 luglio quando ha precisato che “Il ministero da molti anni fa presente che ha bisogno di duemila unità nella custodia e nella vigilanza, ma serve anche trasparenza sulle gare”. Come ricordato dal ministro, l’ultimo concorso risale al 2008 e per un bando di 400 persone, se ne sono presentate 139 mila, di cui più dell’80% laureate. Di fronte a numeri tanto eloquenti, “Uno dei compiti che mi sono dato è mettere il mio dicastero nelle condizioni di maggior trasparenza possibile, per cui si potranno riconoscere i passi che faremo in avanti e anche criticare quelli indietro”. Per il sito di Pompei, indicato tra le priorità fin dalle prime ore di insediamento del ministro Bray, “Sarà necessario mettere in atto i cantieri secondo il piano strategico stabilito. Per quanto riguarda il lotto dei primi cinque cantieri, da oggi il terzo è in funzione. Gli altri due sono fermi perché c’è bisogno di un’indagine di maggior trasparenza su chi si è aggiudicato le gare. Al più presto verrà varato il bando per la messa in sicurezza del 50% del territorio di Pompei, grazie a un sistema di videosorveglianza che è un altro dei punti che l’UNESCO sottolineava come necessario e urgente. Adotteremo poi misure capaci di rispettare la sfida di aprire 39 cantieri entro il 2015”.

Il ministro Bray ha affermato di “Prendere in attenta considerazione” quanto emerso dal Rapporto dell’UNESCO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, sullo stato di Pompei. (vai all’articolo) Il quadro evidenziato dallo studio degli ispettori è realistico e fortemente desolante tanto che l’Organizzazione, entro dicembre 2013, chiede di conoscere il Piano di gestione programmato per Pompei. L’Italia, entro il 2015 dovrà spendere i fondi del Grande Progetto cofinanziato da Bruxelles, pari a 105 milioni di euro, pena l’inserimento del sito archeologico, patrimonio dell’umanità dal 1997, nella lista dei beni in danger. 

E intanto il mondo continua ad osservare Pompei che resta al centro dell’attenzione anche per i disagi e i disservizi ultimo quello del 28 giugno scorso quando 500 persone sono rimaste fuori in fila sotto il sole a causa di un’assemblea sindacale per la quale gli scavi sono stati chiusi.

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