Accendiamo i riflettori su Scampia. Abbiamo bisogno di servizi, cultura ed investimenti. “Occupyscampia” non basta.

Caro Direttore,

Scampia è una piazza di spaccio e di camorra molto più attiva di tanti altri quartieri popolari d’Europa. Affermare ciò mi costa molto. Ma solo Pisani che, evidentemente, comincia solo adesso a vivere la realtà del territorio, può asserire il contrario e che nel quartiere non c’è coprifuoco.

Scampia, però, è anche cultura, associazionismo, parrocchie, sindacati e partiti che, da anni si battono per il cambiamento, non abbandonano la “speranza” evocata da Papa Wojtyla quando venne in vista nel nostro quartiere.

Scampia è anche il quartiere più giovane di tutta Napoli e con un tasso di disoccupazione che raggiunge quasi il 40%. Senza fare della facile sociologia, molti di questi ragazzi, figli di ex operai in pensione e di cassintegrati, sono la manovalanza dello spaccio di droga e della criminalità.

Rappresentano il frutto delle grandi contraddizioni delle periferie europee ferite e abbandonate.

E’ da tempo che ci portiamo addosso il marchio di Gomorra. Ma la cosa triste è che solo ogni qualvolta si inizia a sparare nelle nostre strade le istituzioni si accorgono che Scampia esiste.

In seguito all’ennesima mattanza, qualche anno fa, si scomodarono CGIL – CISL e UIL con la festa del 1 Maggio a Scampia. Il messaggio rivolto alle istituzioni fu Legalità, Lavoro e Sviluppo. Bene: spenti i riflettori, il risultato fu che dopo qualche mese, le piazze di droga aumentarono e lo sviluppo restò una chimera.

Quei pochi investimenti programmatii a Scampia in questi ultimi anni sono quasi tutti fermi al palo. Parlo dell’Università, della stazione della metropolitana con il nodo di interscambio, di piazza della Socialità.

Le istituzioni ci dicono che la colpa è del Patto di Stabilità che però, nei prossimi mesi, guarda caso, non dovrebbe valere per Bagnoli e il Centro Storico in quanto Caldoro e De Magistris chiederanno al governo di considerarle in deroga a quell’accordo.

Si continua a parlare tanto anche di abbattere le ultime 4 Vele. Ma la discussione si rivela subito stantia in quanto non ci sarebbero fondi a disposizione.

Qualcuno pensa di attivare un “progetto di finanza“ per abbatterle per assicurare un ritorno economico ai privati. Ma il rischio non è quello di una nuova speculazione edilizia nel nostro quartiere?

In realtà, noi, per toglierci il marchio di Gomorra da dosso, abbiamo bisogno di più cultura. Il Forum del 2013, quindi, potrebbe tornarco molto ultile. Abbiamo bisogno di servizi su scala urbana, di produzioni ecocompatibili e di funzioni di eccellenza.

Abbiamo bisogno della delocalizzazione degli uffici del Comune e, perché no, anche della Prefettura: insieme all’Università, potrebbero creare un grande indotto economico oltre che una rivitalizzazione sociale significativa.

Tutto questo potrebbe cambiare il destino del nostro quartiere.

Va bene, in conclusiione, l’occupazione del territorio, l’iniziativa che fa proseliti sui social network “Occupyscampia”, ma non vorrei che finita l’iniziativa si lascino sole, come in passato, le tante realtà che quotidianamente, silenziosamente e laboriosamente già occupano Scampia, senza la fanfara dei media.

Caro direttore,

oggi, Scampia ha bisogno di fatti.

Per questo, chiameremo nei prossimi giorni tutti i rappresentanti delle istituzioni (parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e comunali, oltre che i sindacati) per verificare concretamente cosa intendono fare per riqualificare davvero Scampia, il nostro quartiere.

Lettera al Direttore di

Mario Maffei, coordinatore Pd Scampia

 

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