La vendetta, Daniela e Luisa

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Prese la sua sacca con poca voglia, ma non poteva accampare altre scuse. Ormai si era iscritta, aveva pagato tutto il mese e doveva andare. Il corso che aveva scelto era quello di pilates, niente di agitato le avevano spiegato, niente di estremo, era quello che faceva per lei, in fondo, non aveva bisogno di niente, Luisa era alta, bionda con spalle larghe e fianchi stretti, peso perfetto, aveva un solo difetto: si annoiava molto e con facilità. La palestra però era sotto casa quindi di una comodità estrema e l’orario le andava a pennello. Sbuffò ma scese agile le scale e si avviò.

Daniela, invece, veniva dall’altro capo della città e aveva scelto quella palestra perché stava seguendo una dieta con un nutrizionista che le aveva caldamente consigliato il corso di pilates per tenersi in forma senza strafare. Era di forme morbide, molto mediterranea, con una fossetta malandrina che le bucava la guancia quando rideva. Prese la sua cinquecento bianco perla e si diresse nervosa all’appuntamento.

Appena entrò si rassicurò subito, il nutrizionista aveva ragione, l’ambiente era accogliente e alla mano, erano solo una decina di ragazze e nessuna che se la tirava.

Luisa, dopo circa un quarto d’ora si era già pentita, chi  asseriva che il pilates fosse una disciplina soft? Sbuffava, sbandava però se si girava c’era una simpatica moretta con una fossetta nella guancia che le sorrideva, imbranata come lei, e si rassicurava. Negli spogliatoi fecero conoscenza, constatarono che avevano molti punti in comune e decisero di non mollare alla prima lezione, si sarebbero riviste due giorni dopo. Le lezioni di pilates andarono avanti e man mano anche la loro amicizia si rafforzò, insieme ai lori muscoli. Pur essendo molto diverse fisicamente, avevano “affinità elettive” come piaceva loro definirle. Stessi gusti in fatto di cinema e di musica, erano lettrici appassionate e si scambiavano libri da leggere come fossero stati tesori.

Erano già a fine marzo e Daniela e Luisa non solo andavano sempre in palestra insieme, ma avevano anche preso l’abitudine di farsi qualche massaggio, sempre lì, dopo la lezione. Quella mattina erano nello spogliatoio che si cambiavano quando a Luisa cadde il portafoglio. Daniela si chinò pronta a raccoglierlo e nel tirarlo su, una foto svolazzò cadendo a terra. Guardò la foto… guardò Luisa.

La foto immortalava suo marito Giorgio con Luisa che lo abbracciava e lo baciava.

Quel che successe dopo fu un parapiglia tremendo, volarono schiaffi, volarono capelli strappati, volarono brandelli di vesti, volarono parole grosse e irripetibili (ed infatti non ve le ripeterò). Andarono via tutte e due piangendo, col rimmel che colava lungo le loro guance arrossate e graffiate.

Passarono quattro mesi, era una giornata d’agosto bella e sfacciata, specie nel ristorantino sul mare affollato e molto alla moda dove molte coppie stavano pranzando scambiandosi affettuose effusioni. Entrò una giovane donna vestita di rosso, moretta e morbida con una impertinente fossetta sulla guancia e si avviò decisa verso un tavolo. Appena Giorgio vide la moglie, sbiancò, tentò di alzarsi, di andarle incontro, ma lei, Daniela, andò dritta al tavolo costringendolo a mettersi seduto. Tirò fuori una busta piena zeppa di foto che lo ritraevano con Luisa, la bionda dirimpettaia del tavolo e disse a Giorgio che oramai lo considerava il suo ex marito, che lo avrebbe contattato l’avvocato per la separazione, irrevocabile, e per gli alimenti che sarebbero stati altissimi, vista la quantità di prove acquisite e considerato l’ingente patrimonio, poi si girò verso Luisa e prendendola per i capelli la trascinò a male parole fuori dal ristorante, lasciando Giorgio solo e completamente allibito.

Appena svoltato l’angolo, le due donne si misero a ridere forte, abbracciandosi.

La vendetta nei confronti del mellifluo marito amante, studiata nei quattro mesi, era stata perfetta. Si avviarono belle e colorate nei loro vestiti rossi, ognuna alla propria auto. Dovevano avere ancora un po’ di pazienza, poi si sarebbero potute godere insieme i soldi dell’ex, la loro libertà e soprattutto la loro amicizia particolare.

In fondo, Giorgino aveva sempre avuto buon gusto in fatto di donne.

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