Truffa ai danni dell’INPS. 32 falsi invalidi arrestati a Napoli.

Danni per circa un milione di euro a scapito dell’Inps causati da 32 falsi invalidi arrestati dai carabinieri di Napoli. Un’inchiesta partita a giugno e che fino ad oggi ha smascherato 201 falsi invalidi,  tra ciechi e malati di mente, per un recupero di denaro pari a 5 milioni di euro. La notte tra martedi e mercoledi, i carabinieri in un vero e proprio bliz, hanno messo fine a questa truffa.  Queste persone, grazie a certificati falsi, percepivano accompagnamento e pensioni per false invalidità.

Gli arrestati sono stati accusati di truffa aggravata ai danni delo Stato, contraffazione di pubblici sigilli e falso. Dietro a tutto ciò,  esponenti di clan di Napoli tra cui i Mazzarella. Pratiche di invalidità avviate tra il 2008 e il 2009 con falsi numeri di protocolo, certificati medici e timbri falsi. Indennità erogate nel 2010. Le certificazioni false passavano dalle Municipalità all’Inps. Dopo aver analizzato le varie attestazioni, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale liquidava gli invalidi. Tale somma finiva nelle tasche del clan sottoforma di arretrati o di una quota direttamente prelevata dall’assegno recapitato ai presunti invalidi. Il meccanismo prevedeva un pagamento di 150 euro per ogni finta pensione che comprendeva 20.000 euro di arretrati. Stesso meccanismo di truffa scoperto in indagini passate.

L’Inps ha segnalato i nomi dei truffatori dopo l’avvio di controlli interni. Ora resta da accertare chi redigesse i falsi attestati. Pare che nella truffa siano implicati impiegati pubblici. Questa inchiesta, che si estende dal rione Santa Lucia al quartiere di Poggioreale, cerca di mettere fine a truffe da parte di cittadini disonesti. Resta da chiarire se i gruppi di falsari dei diversi quartieri fossero in contatto tra loro. A favore dell operazione il deputato della Lega Marco Reguzzoni che ha chiesto al governo «se intenda proseguire nella lotta contro le false pensioni di invalidità, che rappresentano uno degli sprechi più indegni per uno Stato civile».

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