FNAC riapre i battenti al Vomero, dal 15 luglio con nuovi marchi e nuovi proprietari

fnacNapoli – Prevista per il 15 luglio la riapertura della FNAC al Vomero. Dopo che intoppi burocratici avevano determinato il rinvio dell’apertura, prevista in un primo momento il 1 giugno scorso, ora sembra tutto pronto per l’evento.

La nuova gestione è targata Dps Group il gruppo milanese controllato dalla famiglia Piccinno che opera nel settore degli elettrodomestici ed elettronica di consumo all’ingrosso con il marchio Sinergy ed al dettaglio con il marchio Trony, che possiede insieme al socio Gruppo Gre.

Dalla Fnac alla Trony questo il passaggio finale dopo che il 23 novembre la multinazionale francese Ppr (Pinault-Printemps-Redoute) fondatori del marchio FNAC annuncia il passaggio della catena italiana a Orlando Italy Management formalizzato il 10 gennaio scorso. Passaggio di mano che ne stabilì la chiusura il 23 gennaio per le sedi di Firenze, Grugliasco e Roma, e la riduzione del personale a Genova, Torino, Milano, Napoli e Verona. Il 22 aprile le sedi rimaste ancora in vita vengono cedute alla Dps Group che passeranno al marchio Trony da giugno.

La parola definitiva è stata pronunciata il 28 giugno scorso quando il Tribunale di Milano ha autorizzato il fitto triennale del ramo d’azienda per i cinque negozi italiani, tra cui il punto vendita partenopeo di via Luca Giordano.

Nel frattempo si è passati dalla vendita straordinaria dei cinque punti vendita italiani con sconti dal 40% fino al 70% riattivando le card sospese il 2 aprile (vai all’ articolo) con una grandissima affluenza, alla chiusura per inventario dal 27 al 31 maggio.

Il punto vendita aprirà con una diversa politica aziendale incentrata maggiormente sul comparto tecnologico che su quello dell’editoria e con spazi monomarca gestiti da altre aziende all’interno del negozio chiamato modello shop in shop. Nei mesi scorsi emissari di case editrici come Mondadori e Feltrinelli hanno visionato gli spazi ma la trattativa con la Feltrinelli è sfumata.

Nell’incontro svoltosi ad aprile peraltro decisivo per l’acquisto da parte della Dps Group, l’amministratore delegato Yves Di Benedetto aveva assicurato che il gruppo si sarebbe fatto carico inizialmente di tutti i dipendenti, impiegando per due anni la cassa integrazione, ma probabili esuberi sono stimati pari al 30% della forza lavoro presente prima della chiusura.

La partita è tutta da giocare ed inizierà il 15 luglio con nuovo dirigente, nuovi marchi e dove i lavoratori avranno sempre meno potere contrattuale, se non far bene il loro mestiere.

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