Firmato il Patto per la Terra dei Fuochi, si accende ora la speranza di tanti cittadini

GNA 10/07/2013 CAIVANO Il Corpo Forestale dello Stato scavando in un terreno coltivato a cavoli ha rinvenuto alcuni fusti tossici (NEWFOTOSUD RENATO ESPOSITO)Napoli, 12 luglio – “Inquinare è un peccato che grida vendetta davanti a Dio e chi inquina non può ricevere la comunione, se non ammette le proprie colpe”. È questo il commento a caldo carico di emozione del cardinale Crescenzo Sepe, arcivescovo di Napoli, al termine dell’incontro di ieri in Prefettura al centro direzionale di Napoli in cui è stato siglato il Patto per la Terra dei Fuochi, sottoscritto dalla Regione Campania, le province di Napoli e Caserta, dal Ministero dell’ambiente, dalle Prefetture di Napoli e Caserta, da oltre cinquanta Comuni sottoscrittori, dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dalla CEI, Conferenza Episcopale Italiana.

All’incontro sono intervenuti il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, il Sottosegretario di Stato all’Interno on. Gianpiero Bocci e l’Arcivescovo di Napoli Cardinale Crescenzio Sepe.

“L’obiettivo di sradicare il fenomeno dell’abbandono incontrollato e dello smaltimento dei rifiuti mediante l’accensione di roghi costituisce una priorità e viene per questo motivo perseguito dai firmatari, nell’ambito delle competenze e delle responsabilità assegnate dall’ordinamento vigente e assunte con il Patto, con misure dedicate di carattere straordinario”. Si legge nel documento firmato dalle istituzioni e associazioni all’articolo 1 – vai al testo integrale: Patto per la terra dei Fuochi.

Combattere per difendere la propria terra e la salute dei propri cari e dei propri concittadini dai roghi dei rifiuti tossici di Terra dei Fuochi, in una lotta che non ha eguali nella storia del nostro paese, portata avanti dai comitati cittadini che da anni denunciano e chiedono il sostegno delle istituzioni, ha finalmente portato il risultato atteso che apre le porte alla speranza di riappropriarsi di tutta la bellezza del territorio campano tra Napoli e Caserta. La speranza è che un giorno i roghi tossici esistano solo nei ricordi e che quell’appellativo sparisca per sempre dal modo comune di indicare quell’area del territorio campano nel quadrilatero compreso tra il litorale domitio, l’agro aversano-atellano, l’agro acerrano-nolano e vesuviano e la città di Napoli, noto come “Terra dei Fuochi”.

Sepe non fa sconti per chi si macchia del crimine dello sversamento dei rifiuti ”Chi commette questi delitti fa un peccato grave. Attentare alla salute delle persone, delle mamme, dei bambini che stanno per nascere, alla salute di chi mangia, perché questi prodotti sono frutto di veleni nascosti, è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio”.

Tommaso Sodano, vicesindaco e assessore all’Ambiente del Comune di Napoli, ha espresso grande soddisfazione per la sottoscrizione del Patto, che soddisfa le aspettative dei comitati locali sostenuti anche dal Comune: “Il protocollo contro i roghi tossici, sottoscritto oggi, rappresenta il frutto dell’impegno che comitati e cittadini dell’area compresa fra Napoli e Caserta hanno portato avanti, per anni, con coraggio e determinazione”. Sodano al contempo pone la riflessione sul punto debole del Patto e che attende di trovare presto un riscontro positivo da parte del ministro all’Ambiente, Andrea Orlando: “deve anche essere realizzato, sul piano legislativo nazionale, l’inasprimento delle pene per reati ambientali”.

Cinque milioni di euro è la somma messa in preventivo dalla Regione Campania per mettere in atto le misure in difesa di Terra dei Fuochi e che attinge dai fondi Fas e che sono resi immediatamente disponibile per tale scopo. Giovanni Romano, assessore all’Ambiente della Regione Campania, ha spiegato che i cinque milioni ”per i primi interventi sono sufficienti, è una cifra realizzata sulla base delle prime indicazioni che ci venivano”. Romano non si tira indietro comunque dai possibili interventi aggiuntivi da apporre al progetto e sottolinea che questo “è ovvio che per noi è un primo passo, se ci saranno altre esigenze, legate agli interventi infrastrutturali, la Regione non si tirerà indietro”.

Secondo il Patto inoltre, i Comuni dovranno dotarsi di un regolamento che equipari i rifiuti urbani a quelli speciali non pericolosi. Viene inoltre reso operativo il portale Prometeo, sul quale saranno segnalate le irregolarità, e tutte le informazioni inerenti al problema della Terra dei Fuochi, con la collaborazione attiva delle associazioni e dei cittadini.

”Andremo a rilevare quelle che sono le esigenze dei Comuni e delle Comunità locali, sono fondi a disposizione dei sindaci per le attività di controllo, monitoraggio e prevenzione e perché no anche repressione. Sulla base delle loro esigenze faremo i bandi e i fondi andranno direttamente ai Comuni per dare compiuta attuazione al protocollo siglato oggi”. Lo ha sottolineato al termine del suo intervento l’assessore Romano.

Presente alla sottoscrizione del Patto anche don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, che in questi anni ha lottato in prima linea per la difese del territorio, facendosi portavoce dei cittadini che denunciano la connessione tra inquinamento e l’aumento dei tumori nell’area di Caivano: “Bisogna impedire a questi rifiuti di entrare in Campania, bisogna tracciarli. I rifiuti tossici industriali delle mille fabrichette di pellami, di tessuti, di scarpe e borse, che operano sul territorio in regime di evasione fiscale, se una fabbrica lavora in nero, deve per forza di cose smaltire in nero”.

L’arcivescovo di Napoli Sepe, in merito al Patto e al coinvolgimento della chiesa che ha avuto un ruolo decisivo per il raggiungimento di questo risultato di intesa tra tutte le istituzioni e gli stessi cittadini, ha aggiunto: ”la Chiesa ha più volte fatto sentire la sua voce. Laddove l’uomo è offeso, umiliato, danneggiato in una maniera così grave, la Chiesa non può stare zitta perché è in gioco la dignità dell’uomo, e quindi di quel Dio che ha creato l’uomo non per essere avvelenato, ma per vivere una vita di dignità”.

In serata, in un’intervista a RaiNews24, è intervenuta in merito alla sottoscrizione del Patto anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha spiegato di aver “chiesto all’Istituto superiore di sanità di fare un’indagine più accurata e approfondita sulla relazione tra alcune patologie e l’inquinamento prodotto dai roghi dei rifiuti in Campania per dare certezza a chi vi abita, sui protocolli da rispettare e sui rischi che possono correre”.

Don Patriciello ha sottolineato come il Patto sia stato siglato il giorno dopo l’ennesimo sequesto di un campo coltivato a Caivano. Il Corpo Forestale ha posto i sigilli in un area usata per la coltivazione di ortaggi e che sotto una manciata di terra nascondeva rifiuti tossici, come solventi chimici tossici altamente aggressivi, scarti industriali, scorie di fusioni di vetro e materiali contenente fibre di amianto. La scorsa settimana erano già stati apposti i sigilli a cinque pozzi le cui acque sono risultate inquinate nella stessa area.

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