Ancora crolli a Pompei, in attesa che gli stanziamenti delle nuove risorse fermino il declino

PompeiNapoli, 15 luglio – Allarmato dal crollo di pietre da un muro lungo la via Stabiana, scoperto da parte del personale addetto alla sicurezza, Massimo Bray, ministro dei Beni culturali, lo scorso 13 luglio, si è tempestivamente recato in visita agli scavi.

“Sono stato a #Pompei per controllare i frammenti caduti. Il sito è patrimonio mondiale e sarà priorità del governo”. Informa via Twitter Massimo Bray in diretta dagli scavi.
“A spiegarmi il problema – prosegue il ministro – è stata Laura D’Esposito, giovane archeologa competente e appassionata, come tutto il personale incontrato a #Pompei“.

Il danno, abbastanza contenuto, non ha imposto la chiusura al pubblico che, pur evitando la zona del crollo, transennata per sicurezza, ha potuto accedere all’Odeion o teatro Piccolo. Ma, come precisa Antonio Irlando, dell’Osservatorio Patrimonio Culturale, “Solo per ragioni fortunose le pietre crollate non hanno recato seri danni ai turisti che ogni giorno, a migliaia, transitano sotto il muro esterno dell’Odeion“. Il cedimento di queste pietre ha destato scalpore solo perché  “Appartengono ad un edificio famoso, ma quotidianamente, non si dà notizia, nemmeno ufficiosa, di decine di crolli di centinaia di pietre anonime e nemmeno di pezzi d’intonaco colorato e decorato che si schiantano al suolo polverizzandosi inesorabilmente”. Afferma l’architetto Irlando.

Attualmente, lungo la via Stabiana, stanno operando i tecnici della soprintendenza seguiti da Ernesto De Carolis, archeologo responsabile del Centro ricerca applicata, che sostituisce Grete Stefani, direttore degli scavi, assente per ferie. La via Stabiana rientra già tra le aree oggetto di restauro nell’ambito del Grande Progetto Pompei, finanziato dall’Unione Europea, per cui sono già stati aperti i bandi.

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