Da piazza del Carmine a piazza Carlo III, un tuffo nella storia di Napoli

napoli-sant eligio maggioreNapoli – Area orientale del Centro Storico, patrimonio dell’Umanità. Dopo aver assaporato i profumi e i colori da Porta San Gennaro al Cimitero delle Fontanelle passando per i Borghi Vergini e Sanità (vai all’ articolo) il nostro cammino continuerà con l’esplorazione dell’area tra le meno conosciute dai napoletani e dal grande pubblico, densa di storia e cultura, spesso martoriata dall’incuria e dal degrado, ma che rappresenta una delle più importanti testimonianze della storia della città partenopea.

La passeggiata inizia da Piazza del Carmine.

Qui possiamo ammirare, spalle rivolte al mare, le splendidi Torri aragonesi che costituivano l’antica cinta muraria che correva lungo la linea di costa su Via Marina sul lato meridionale della città vecchia e che oggi attraverseremo sul suo lato orientale. Accanto alle enormi Torri in piperno, s’innalza il Vado del Carmine che rappresentava l’antica porta d’ingresso nella zona sud-orientale del centro Storico e che permette di entrare nella piazza del Carmine caratterizzata dalla splendida Basilica del Carmine,  magnifico esempio  gotico costruito in epoca angioina con rifacimenti  barocchi, l’elegante campanile, unico per la sua tipologia, riconoscibile da molti angoli della città.

Se sul lato meridionale si erge questo meraviglioso complesso barocco, sul lato occidentale si apre ad emiciclo voluto in epoca borbonica per riqualificare l’antico Largo del Mercato, piazza Mercato, una delle storiche piazze di Napoli, teatro di vicende fondamentali della storia di Napoli. La piazza, oltre ad essere nell’antichità una delle tre piazze più grandi di Napoli, ha visto importanti avvenimenti come l’uccisione di Corradino di Svevia, alla rivoluzione della plebe partenopea contro le tasse imposte dal governo dei viceré spagnoli, in cui  Tommaso d’Aniello detto Masaniello fu il vero protagonista.

Piazza Mercato si apre ad emiciclo chiuso, a est da piazza del Carmine, al centro dalla splendida Chiesa di Santa Croce al mercato con cupola maiolicata e ad occidente da uno dei più begli esempi di gotico francese presenti a Napoli: Sant’ Eligio Maggiore, dove gli archi acuti e lo splendido orologio con la collina del Vomero sullo sfondo, fanno da cornice a quest’area meravigliosa del Centro Storico di Napoli.

Lasciamo piazza Mercato per addentrarci tra i vicoli del Quartiere Mercato dove si mescola il folklore del mercato del pesce napoletano, tra bancarelle sgocciolanti d’acqua, panni stesi e urla della più celebre vendita partenopea.

Percorriamo le antiche Via Lavinaio e Via Sopramuro percorrendo l’antica cinta muraria costruita per volere degli Aragonesi sotto il disegno di Francesco Giorgio Martino nel 1484. Ed ecco che arriviamo a Porta Nolana, uno degli accessi orientali al centro cittadino, eseguita da Giuliano da Maiano nel periodo rinascimentale in cui gli artisti fiorentini sbarcavano nella più grande capitale d’Italia. Porta Nolana è caratterizzata da due splendidi torri in piperno in cui al centro vi è incastonato uno splendido arco in marmo. Sul portale c’è un bassorilievo di Ferrante d’Aragona a cavallo con armatura.

Giriando in via Nolana, lasciando l’antica porta chiamata così perché conduceva alla città di Nola, proseguiamo sul lato orientale del Centro Storico, percorrendo Via Pietro Colletta, famosa per ospitare tra le migliori pizzerie di Napoli: Michele e Trianon.

Proprio davanti al Teatro Trianon, possiamo ammirare i resti della Porta Furcillensis costituita da blocchi di tufo giallo di epoca greca. Proseguendo lungo il tracciato che corrispondeva alla storiaca cinta greca, giungiamo dinanzi a Castel Capuano, il più antico castello della città fondato dai Normanni e riedificato in palazzo in epoca successiva in un’area dalla grande importanza storico-culturale. Sul lato opposto al Castello ecco che si apre la più grande ed importante porta di Napoli: Porta Capuana.

Porta Capuana è uno splendido esempio rinascimentale dominato dalle torri Onore e Virtù con il suo splendido arco realizzato da Giuliano da Maiano. A fianco svetta celebre la Chiesa cinquecentesca di Santa Caterina a Formello. Dalla monumentale Porta il nostro viaggio continua verso il Borgo Sant’Antonio Abate.

Via Sant’Antonio Abate rappresenta una delle poche strade che ha mantenuto il suo assetto fin dal 1400Il Borgo, caratterizzato da uno dei più chiassosi e caotici mercati napoletani tra il folklore di bancarelle vivaci e pizzaioli tra i tavoli improvvisati nel borgo, svetta il bel complesso di S. Anna a Capuana del XVI sec. e quello di Sant’ Antonio Abate costruito in epoca Angioina sul lato settentrionale del quartiere dove termina con la scenografica e immensa Piazza Carlo III dominata dagli splendidi alberi e i giardini del centro della piazza, i suoi palazzi ottocenteschi. Il protagonista della piazza è senz’altro il maestoso edificio del Real Albergo dei Poveri, realizzato da Ferdinando Fuga in epoca illuminista per ospitare gli 8000 poveri del regno nel 1752 della vecchia capitale borbonica.

Napoli, un percorso tra palazzi e vicoli, slarghi ricchi di storia, spruzzi d’acqua dei panni  nei vicoli illuminati dal sole, scenografiche porte ed edifici immensi di una capitale senza ombra di dubbio, unica e introvabile, ma che necessita, specialmente in quest’area di una seria politica di recupero in quanto rappresenta uno dei punti chiave del Patrimonio dell’Unesco.

Lascia un commento

cinque × uno =