La noia è una malattia di cui il lavoro è un rimedio (cit.)

“I giovani non si devono abbandonare alla noia del posto fisso”.

O qualcosa del genere. O di simile. Non lo so, perché quando senti una frase del genere, il sangue inizia a ribollire nelle vene e il cervello si spegne. Black out. Il nulla. Questa per me, è la frase che segnerà questo 2012. E siamo solo a febbraio.

Sono passata sopra ai “bamboccioni” e alla “parte peggiore dell’Italia” perché credo che certe parole, lascino il tempo che trovano.  Perché non volevo cedere a provocazioni infondate. Ma questa frase non può essere lasciata lì, senza diritto di replica. Il silenzio sarebbe come un assenso.

Non amo parlare di cronaca, non sono capace, mi piace di più scrivere della mia vita. Ma questa volta, la mia vita e la cronaca si sono scontrate e la questione non si può non mettere nero su bianco.

Effettivamente sarebbe davvero noioso un contratto a tempo indeterminato. Sai che noia avere la quasi certezza che lo stipendio mi arriverà tutti i mesi e che magari un giorno, prenderò anche la pensione. Che barba avere un legame di rispetto reciproco con i colleghi e con i capi, che solo con il tempo si può creare. E vuoi mettere il brio di cambiare sempre luogo di lavoro, contro la possibilità di scegliere dove comprare casa perché so quale sarà il mio tragitto per i prossimi trent’anni? E poi che schifo poter pianificare le ferie, chiedere permessi senza sentirti un ladro o anche solo essere per una volta, alla pari degli altri.

Nessuno vorrebbe tutto questo. Meglio la “flessibilità” del posto di lavoro. Poi non importa se questo vuol dire non poter fare un mutuo perché per la Banca non sono un buon pagatore, se non mi fanno nemmeno il prestito per un televisore perché il mio contratto è troppo breve, se non posso pianificare le ferie, le vacanze perché sono sempre l’ultima arrivata e quindi con poca voce in capitolo. Chi se ne frega se mi stanno versando meno contributi per una pensione che magari nemmeno vedrò; pazienza se tra un lavoro e l’altro non dormo la notte perché devo pagare le bollette e l’affitto. Cosa è tutto questo, contro la noia del posto fisso?

E sapete cosa mi fa davvero arrabbiare? Che queste parole le abbia dette un Senatore a vita. A vita, vi rendete conto? Ah sì, però si è congelato il compenso da  parlamentare. Mmm, vorrei solo farvi notare, che una cosa messa in congelatore, si può togliere al momento opportuno. Come il pane quando ci si dimentica di comprarlo.

Io dire così: perché invece non viene fatto un bel contratto a progetto a tutti i politici? Sarebbe più equo e anche loro combatterebbero la noia.

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