Fondi Ue alla Regione Campania per anziani non autosufficienti e servizi all’infanzia

anziani-casa-di-riposoRoma – Lo scorso 9 luglio, nella sala stampa del Viminale è stato presentato il Pac (Programma di azione e coesione) un sostegno rivolto alle fasce più deboli come anziani non autosufficienti e servizi per l’infanzia di Campania, Puglia, Calabria, Sicilia.

Presenti i governatori delle regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, il Garante dell’Infanzia e Adolescenza Vincenzo Spadafora e numerosi Dirigenti Ministeriali.

I fondi dell’ Unione Europea, che ammontano a 730 milioni e rientrano nell’obiettivo Europeo di Convergenza, saranno smistati alle varie regioni e così suddivisi: 330 milioni  agli anziani non autosufficienti di età superiore ai 65 anni, 400 milioni destinati ai bambini di età compresa tra zero e tre anni.

L’attuazione è stata affidata al Ministero dell’Interno che gestirà il progetto triennale (2013-2015) e su richiesta del Viminale sarà messa a disposizione una Task Force di funzionari che supporteranno i progetti nelle singole regioni al fine di evitare infiltrazioni criminali o collaborazioni esterne e di privati con relativi aggravi di spesa.

Gli enti locali avranno sei mesi di tempo per presentare i progetti destinati all’infanzia ed agli anziani, quindi la scadenza sarà il 14 dicembre 2013, questo in modo da dare due mesi al Viminale per convalidarli.

Il Vice Ministro dell’Interno, Filippo Bubbico, ha sottolineato l’importanza del piano inteso come: “Contributo alle comunità regionali in ritardo per servizi e capitale sociale a tutela e garanzia dei minori e degli anziani. Un investimento importante per il nostro Paese e per le fasce deboli della società. Un progetto che terrà conto delle esigenze dei comuni e del contributo di soggetti privati specializzati operativi in quelle aree di intervento”.

Obiettivo del progetto, secondo le parole del prefetto Silvana Riccio, responsabile dell’Autorità di gestione del Pac, “Asili nido, ampliamento, miglioramento riequilibrio sul territorio dei servizi per i più piccoli; assistenza domiciliare per gli anziani non autosufficienti, ma non solo servizi di badanti, aumento di e qualificazione dell’offerta dei servizi residenziali e semiresidenziali, formazione di operatori e assistenti familiari, sperimentazione dei protocolli di presa in carico personalizzata dell’anziano.”

In pratica i fondi riguardano un intervento aggiuntivo alle risorse già disponibili che andranno ad incrementare i servizi sul territorio a beneficio dei Comuni.

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