Dipendenti EavBus lamentano assenza delle Istituzioni, l’azienda condannata al pagamento di 372mila euro per illegittimo licenziamento

eavbus protesteNapoli, 27 luglio – Ancora tensioni per i dipendenti Eavbus, la società regionale di trasporti su gomma, riuniti oggi in piazza Matilde Serao per richiedere un incontro con la curatela fallimentare sul rischio di privatizzazione dell’azienda.

Le proteste dei dipendenti che non riescono a ricevere ascolto e risposte dalle istituzioni si sono intensificate in questa ultima settimana.

Il 24 luglio scorso alcuni dipendenti si sono sporti dal cornicione del palazzo degli uffici di via Nuova Agnano per richiedere ascolto da parte della Regione. L’accordo stipulato a febbraio tra Regione e lavoratori stabiliva da una parte che l’azienda sarebbe rimasta di proprietà pubblica mentre i lavoratori dovevano aderire al contratto di solidarietà rinunciando a 300 euro mensili sulla busta paga.

A distanza di mesi la curatela fallimentare rischia di mettere sulla strada 1300 famiglie. I lavoratori rivolti all’assessore Vetrella ed al presidente Caldoro in quell’occasione hanno confermato la politica volta al risparmio delle risorse pubbliche dell’azienda, ribadendo che la proprietà sarebbe dovuta rimanere della Regione ma anche in caso di passaggio al privato i dipendenti hanno richiesto la conferma della regolarità degli stipendi.

L’ultima protesta è del 26 luglio quando alcuni dipendenti hanno bloccato per circa 40 minuti, l’autostrada A3 in entrata e in uscita a Napoli con i pullman della società sistemati all’entrata dell’ autostrada in via Galileo Ferraris e all’uscita della stessa autostrada nella zona porto. Si sono spostati poi verso via Marina, sollecitati dalla polizia, con l’obiettivo di essere ricevuti in Prefettura. Motivo della protesta, gli stipendi arretrati ed il futuro lavorativo dopo che il giudice fallimentare ha deciso di riaprire i termini della gara per l’affidamento dei servizi. L’azienda è stata condannata al pagamento di 372mila euro per l’illegittimo licenziamento dell’ex direttore generale Ciro Accetta, come stabilito dai giudici della sezione lavoro del tribunale di Napoli.

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