Vicenda EavBus, a settembre lavoratori dell’indotto a rischio licenziamento

eavbus sedeNapoli, 31 luglio – Ancora nessuna svolta per le sorti di Eavbus, l’azienda di mobilità su gomma fallita a novembre 2012.

La gara per il fitto di un anno del ramo di azienda di Eavbus aveva ricevuto offerte da parte di TLP, TAM (società romana che gestisce il trasporto veloce tra Fiumicino e le stazioni Termini e Ostiense), Rtp (composto da Eav Holding, Air e Ctp) e la casertana Clp ritenuta l’offerta migliore tra quelle presentate, con 1 milione e 80 mila euro.

L’informativa ostativa antimafia della Prefettura di Napoli ha causato il respingimento dell’offerta di Clp che fa capo all’imprenditore Claudio Esposito. Al temine della riunione con la curatela fallimentare composta da Sergio Sciarelli, Astolfo Di Amato e Maurizio Siciliani, il giudice del Tribunale fallimentare di Napoli, Aldo Cennicola, ha deciso di non procedere all’assegnazione, mentre la curatela sta valutando se indire una nuova gara per il fitto di Eavbus o per la sua vendita.

Secondo la Regione Campania, dopo la lunga seduta tenutasi il 29 luglio fino a tarda sera la gara era stata vinta dalla parte pubblica perché l’unica che avrebbe garantito il TFR (trattamento di fine rapporto) ai lavoratori mentre dai privati non era stata data alcuna menzione sull’argomento. Nella gara per l’assegnazione le tre aziende RTP, TLP e TAM avevano escluso la garanzia di coprire i 40 milioni di euro dei TFR dei 1200 dipendenti Eavbus.

La Regione ha revocato il contratto di servizio a Eavbus per assegnarlo a Eavholding per i prossimi tre mesi, annunciando di coprire il costo del TFR con una partita di giro. Questo perché l’EavBus vanta un credito dalla Eavholding di venti milioni di euro che sarebbero versati per coprire il pagamento delle liquidazioni, almeno in parte, perché resterebbero altri 20 milioni di euro da coprire.

I sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl da sempre contrari alla privatizzazione, in una nota avevano comunicato: “L’eventuale affidamento a Clp, con il conseguente piano industriale presentato, ha già prodotto in queste ore, l’attivazione di licenziamento collettivo di tutto il personale dell’indotto della società Sacom (53 lavoratori), anticipando di fatto gli effetti negativi che si ripercuoterebbero sull’intero mondo del lavoro, Tpl ed indotto. Al governatore Caldoro viene chiesto un intervento urgente e risolutivo affinché il fitto di Eavbus rimanga ad una azienda pubblica, l’unica che peraltro garantirebbe continuità d’esercizio, un piano industriale sostenibile, il pareggio di bilancio nell’arco di un anno e la salvaguardia dei livelli salariali, occupazionali con la garanzia dell TFR di tutti i lavoratori”. Contestando l’operato della Curatela Fallimentare si erano dichiarati pronti a proclamare uno sciopero generale dei trasporti in Campania.

I 53 lavoratori della Sacom sono a rischio licenziamento in quanto da settembre partirà l’attivazione del licenziamento collettivo di tutto il personale dell’indotto della società composto dai dipendenti delle ditte esterne, gli operatori di pulizia e altro che dalla Nitida, società che ha generato il fallimento EAV sono stati trasferiti alla Sacom.

Il 31 luglio è stato l’ultimo giorno nel quale i mezzi dell’EavBus hanno circolato con regolare affidamento da parte della regione.

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