I figli degli immigrati saranno cittadini napoletani: il Sindaco De Magistris ha deciso.

La situazione degli immigrati in Italia deve trovare un corretto collocamento ed in merito ai minori già nel governo ci sono state polemiche. “Stiamo studiando una delibera che consenta, non in modo simbolico e politico, di dare la cittadinanza ai figli di immigrati nati nel territorio napoletano”. Ecco cosa ha dichiarato il Sindaco Luigi De Magistris in un convegno sulla cooperazione internazionale. Inoltre, aggiunge, che il Governo nazionale potrà intervenire nel merito della questione. Tira in ballo nuovamente i Comuni che possono supportarlo in questa direzione. Che dire, il gesto è sicuramente nobile ed umanitario, ma l’idea sta facendo già discutere. Questo è un anticipo dei provvedimenti che il Comune di Napoli intende adottare per integrare gli immigrati. Infatti De Magistris intende far votare una delibera che consenta la cittadinanza ai figli degli immigrati.

La richiesta al Governo riguarda una normativa che consenta ai minori di essere accreditati cittadini italiani e quindi anche in sede locale. Non è nuova la polemica. Infatti già da parte del centro-destra, con Gianfranco Fini, era stata formulata questa proposta ma era stata criticata dalla Lega che ha manifestato duramente la propria intolleranza nei confronti dei migranti. La Lega Nord non accetta nessuna modifica riguardo la Legge che sancisce i criteri con i quali viene assegnata la ctttadinanza italiana. Il Sindaco De Magistris, ora vuole riproporre le modifica al Governo. Sicuramente ne conveniamo che i “numeri” in merito alla demografia aumenteranno di molto.

Riguardo alle polemiche – dove son volate davvero parole grosse –  accese nei giorni scorsi dagli assessori Giuseppe Narducci, da un lato e Tommaso Sodano-Marco Esposito dall’altro sulla questione dei mercatini etnici per gli immigrati, il Sindaco rende noto che entro marzo sarà pronta una ordinanza che organizza tutti i mercatini in ogni zona di Napoli sia per gli immigrati che per i room e facenti parte di ogni etnia. In nome della legalità, il Sindaco annuncia che porrà la massima attenzione affinchè non avvenga nessuna prevaricazione ne si possa attingere a scorciatoie che anche i “poveri” cercano di frequente. Insomma, ancora un proclama a favore della legalità. A nessuno sarà sfuggita la frase che il sindaco proclamò durante le elezioni:  “Io sono la legalità”, disse.

2 thoughts on “I figli degli immigrati saranno cittadini napoletani: il Sindaco De Magistris ha deciso.

  1. Sull’ultima cosa che hai scritto, vorrei fare una precisazione.
    Mi ricordo l’incontro al Metropolitan dopo il ballottaggio, l’unico incontro pubblico in cui sono andato a sentire De Magistris.
    Lì, l’allora candidato Sindaco disse una cosa solo parzialmente diversa, che mi inquietò non poco.
    Disse “noi NON siamo per la legalità, siamo per la Giustizia”.
    E poi argomentò: “non siamo per la legalità, perché essere per la legalità vuol dire rispettare le Leggi anche quando sono sbagliate, perciò siamo per la Giustizia che può voler dire anche non applicare le Leggi, se sono sbagliate”. Poi proseguì il ragionamento e disse “Mentre, quando le Leggi le faremo noi, e perciò saranno Leggi giuste, saremo anche per la legalità, perché legalità e Giustizia coincideranno”.
    Secondo me, in questo senso il nostro intende “Io sono la legalità”.
    Roba da Ancienne Regime tipo “L’Etat c’est moi”.
    O da regime sovietico.
    Ricordo ancora la faccia che fece Umberto Ranieri, che gli stava accanto, fu meglio di un qualsiasi commento…

    1. C’ero anch’io quel giorno al Metropolitan ed ascoltai con attenzione questo messaggio che lei sottolinea. Fa riflettere molto. Pareva ascoltare un paladino di Verità e Giustizia. Ma non credo che abbia ricevuto questa delega dai cittadini napoletani, bensì quello di governare una città martoriata e far funzionare servizi utili nella vita di tutti i giorni. Quando e se governerà il Paese ci darà conto di Leggi giuste.

  2. Sull’ultima cosa che hai scritto, vorrei fare una precisazione.
    Mi ricordo l’incontro al Metropolitan dopo il ballottaggio, l’unico incontro pubblico in cui sono andato a sentire De Magistris.
    Lì, l’allora candidato Sindaco disse una cosa solo parzialmente diversa, che mi inquietò non poco.
    Disse “noi NON siamo per la legalità, siamo per la Giustizia”.
    E poi argomentò: “non siamo per la legalità, perché essere per la legalità vuol dire rispettare le Leggi anche quando sono sbagliate, perciò siamo per la Giustizia che può voler dire anche non applicare le Leggi, se sono sbagliate”. Poi proseguì il ragionamento e disse “Mentre, quando le Leggi le faremo noi, e perciò saranno Leggi giuste, saremo anche per la legalità, perché legalità e Giustizia coincideranno”.
    Secondo me, in questo senso il nostro intende “Io sono la legalità”.
    Roba da Ancienne Regime tipo “L’Etat c’est moi”.
    O da regime sovietico.
    Ricordo ancora la faccia che fece Umberto Ranieri, che gli stava accanto, fu meglio di un qualsiasi commento…

    1. C’ero anch’io quel giorno al Metropolitan ed ascoltai con attenzione questo messaggio che lei sottolinea. Fa riflettere molto. Pareva ascoltare un paladino di Verità e Giustizia. Ma non credo che abbia ricevuto questa delega dai cittadini napoletani, bensì quello di governare una città martoriata e far funzionare servizi utili nella vita di tutti i giorni. Quando e se governerà il Paese ci darà conto di Leggi giuste.

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