I partiti ci disattendono: Umberto Ranieri propone ma non dispone.

Umberto Ranieri, responsabile mezzogiorno del Pd, ha partecipato – Sabato 4 febbraio all’ Istituto per gli Studi Filosofici Palazzo Serra di Cassano con il commissario PD Andrea Orlando – ad un incontro pubblico dal titolo “Proposte e progetti per lo sviluppo economico e civile di Napoli, per una politica orientata all’interesse pubblico, per un nuovo Pd a Napoli e nel Mezzogiorno”.  Il tema è interessante, le idee di rinnovamento non sono mancate.
Ma analizziamo il fatto nel dettaglio. Perchè, solo ora, Ranieri si accorge che c’è necessità di un cambiamento? Tutti sanno che, dopo il fallimento delle primarie a causa di “imbrogli” elettorali, Umberto Ranieri ha subito il commissariamento del PD da parte di Andera Orlando al posto del segretario provinciale del PD napoletano Nicola Tremante. Successivamente è  intervenuto all’assemblea nazionale di Roma stigmatizzando l’accaduto senza ricevere alcuna risposta dai vertici. Ancora oggi il commissario è Andrea Orlando ma per parlare di chiarimenti su quei “fatidici brogli” ancora nulla è chiaro.
Il partito pone il veto sulla vicenda perchè è in corso un’istruttoria giudiziaria. Unica verità, se così si può dire, è che l’ex tesoriere della margherita, attualmente seduto sugli scranni del senato del PD detiene milioni di contributi elettorali: 12 milioni di euro, si dice. Per il resto siamo completamente all’oscuro di tutto. Orlando già ha dichiarato – durante un incontro per la ricostruzione del PD per la IV Municipalità – che è inutile fare autocritica sul recente passato perchè già l’ha fatta l’elettorato sconfiggendo platealmente Morcone del PD.
Umberto Ranieri, in questa fase così delicata per il nostro paese, senza risposte concrete avrebbe dovuto lasciare la responsabilità del PD per il Meridione ad altri ed appoggiare De Magistris con lista propria.  Orlando avrebbe dovuto ammettere di non essere in grado di verificare i “brogli” politici che furono commessi durante le Primarie. Invece Ranieri avrebbe dovuto chiedere risposte chiare e concrete a chi commissaria la provincia dove lui stesso si è presentato candidato alle primarie.
Ecco cosa penso:  a Ranieri manca quel pizzico di coraggio in più per essere l’uomo giusto, candidato al cambiamento. I cittadini lo avrebbero seguito con forza e con convinzione senza regalare i loro voti oppure essere dispersi. Ranieri avrebbe appoggiato, con una lista “nuova”, De Magistris, ecco come si doveva comportare ed avrebbe guadagnato consensi. Ora è un po’ tardi, l’occasione sicuramente se l’ è lasciata sfuggire. Necessita rispettare la scelta dei tempi in politica altrimenti si rischia di rimanere intrappolati in un rimpasto di “vecchio” e “nuovo” inconcludente e doppiamente deludente.
Oggi stiamo vivendo una fase nuova nella politica. Stiamo “arrancando” in una realtà dove vede la politica dei partiti completamente assente. Si tenta mediaticamente di diffondere la partecipazione e difendere i beni pubblici, si cerca di supplire alle carenze della politica tramite ideali inconcludenti. Anche Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, cerca un legame con il magma incandescente della crisi, cerca il “nuovo” che avanza con tutti gli elementi scollegati della società politica.
Intanto Stefano Caldoro, venerdì scorso, ha incontrato Ranieri ed Orlando in occasione della presentazione di un programma della rete tv, Julie. Al centro del piccolo vertice ci sono i fondi europei e le riforme. Ora non ci resta che dare un consiglio ad Umberto: tagliare radicalmente con il “vecchio”, il “nuovo” PD ci attende e forse anche il Sindaco De Magistris, – chissà – potrebbe sorprendersi.

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