Ferragosto, amore mio non ti conosco. Sono sempre di più le donne che viaggiano da sole

donna in viaggio 215 agosto 2013 – Le donne che in Italia viaggiano da sole sono un milione e quattrocentomila ed il numero è destinato a crescere, questo è il dato che ci consegna l’Istituto di Statistiche italiano (Istat).

Libere, indipendenti, non necessariamente single, le donne di oggi si spostano senza uomini al fianco. Talvolta si muovono in compagnia dei figli, oppure di un gruppo di selezionate ed affezionate amiche. Il fenomeno di massa si chiama “The woman’s travel“, per definirlo come gli anglosassoni, negli ultimi dieci anni ha registrato un incremento pari al 75% e trova il picco durante l’estate quando il flusso è al 64%.

Il viaggio in solitaria avviene per necessità o per per scelta, dato che alcune, senza rimpianti, lasciano il compagno a casa. Quello che unisce queste turiste è la voglia di scoprire il mondo, ricevere stimoli e vivere scambi culturali. Rilassarsi, riflettere e ritrovare se stesse cercando la solitudine, intesa come libertà. I luoghi tranquilli, immersi nella natura, i centri benessere, ma solo per brevi periodi e non in estate, sono tra le mete preferite. La durata del viaggio è superiore a sette giorni per il 25% delle viaggiatrici che investono mediamente 1.200 euro. La turista tipo è una donna che lavora, economicamente indipendente, laureata o comunque di cultura medio-alta.

L’emancipazione femminile e la crescita esponenziale di questa, nel mondo del turismo, ha visto nascere Tour Operator specializzati, tra questi Eliotropica, fondata da Rosanna Capitani, per anni collaboratrice con la Regione Toscana, oggi consulente di viaggi, che abbiamo avuto il piacere di intervistare:

Come e quando nasce il tuo progetto?

“Ho avviato la mia azienda nel 2000 e da allora ho creato un tessuto sempre più specializzato dedicato ai viaggi e l’accoglienza per signore”.

Chi sono le tue clienti tipo? Il target e fascia d’età?

“La mia clientela si è auto selezionata dato che nei primi anni affidarsi al web per informarsi e gettare le basi per organizzare un viaggio non era poi così frequente. Nel tempo le cose sono molto migliorate, anche se ancora oggi le richieste arrivano maggiormente da donne provenienti dal Nord o dal centro Italia che hanno un età compresa tra i 35 ed i 60 anni”.

Cosa desidera chi ti contatta?

“Informazioni chiare, sicurezza ed un alto livello di organizzazione”.

Quindi è vero che le donne prediligono le vacanze organizzate e raramente vanno all’avventura?

“Assolutamente sì e comunque io sono la prima che consiglia il viaggio studiato sulle esigenze della persona, si tratta di vacanze taylor made dove il supporto a tutto campo può fare veramente la differenza e togliere tutte le incognite rendendo il viaggio un’esperienza unica”.

Quali sono le mete più gettonate?

“Dipende dal periodo, durante l’estate il turismo balneare è il più attivo e le destinazioni più richieste sono le coste Toscane e quelle del Sud Italia. C’è molto interesse per la Grecia, ma anche per le capitali europee. Le donne apprezzano lidi tranquilli ed il buen retiro, non sono solo interessate ai pacchetti che includono la tappa pro shopping oppure quelli benessere”.

Woman friendly? Le donne, per sentirsi accolte, hanno davvero bisogno di cortesie extra?

“Se per cortesie intendiamo la limetta per le unghie o la crema profumata in camera, sono gradite ma non necessarie. Le donne in viaggio non cercano amenities, ma facilities, servizi a loro favore come ad esempio il transfer dall’aeroporto all’albergo, un servizio navetta gratuito per le uscite serali, oppure l’abbattimento del supplemento che talvolta pagano per le camere singole”.

Cosa ne pensi degli “Alberghi per Donne” o quelle realtà unicamente dedicate? Non ti sembrano un po’ troppo restrittive? Le signore amano isolarsi fino a questo punto?

“In effetti sono restrittive, ma per molte strutture si tratta di una scelta di marketing, c’è la voglia di cavalcare l’onda del turismo tutto al femminile. In realtà le donne non desiderano l’isolamento, non tutte almeno, la maggior parte cerca delle precise modalità di accoglienza, la giusta opportunità che gli permetta di partire tranquille, altrimenti neanche fanno le valigie”.

FOTO: di nanopress

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