Attenti al sole, rischio melanoma

esposizione al soleTempo d’estate, di mare e di sole, con l’esposizione della pelle ai raggi solari divenuti sempre più pericolosi. Il melanoma è la forma più diffusa di tumore della pelle nella fascia di età compresa tra i 15 ed i 39 anni, con 7-8000 casi ogni anno in Italia.

Questo tipo di cancro della pelle nello stadio avanzato risulta essere aggressivo e mortale con il 75% di decessi . Con il periodico controllo , preferibilmente annuale, spesso si riesce ad individuarlo nella fase iniziale e con il dovuto trattamento attraverso l’asportazione chirurgica, la guarigione si attesta oltre nel 90% dei casi.

Il melanoma può insorgere su cute sana o su un neo melanocitico acquisito o congenito preesistente. Esiste un metodo di riferimento delle caratteristiche dei nevi con l’ acronimo ABCDE dove in caso di sospetti bisognerebbe fissare subito un controllo.

A come Asimmetria.

B come Bordi irregolari ed indistinti.

C come Colore  variabile, che può comprendere sfumature bianche  diverse all’interno del neo stesso.

D come Dimensioni in diametro sia in lunghezza che in spessore (diametro maggiore di 6 mm).

E come Evoluzione vale a dire cambiamento del neo nel tempo.

I fattori di rischio del melanoma includono: storia familiare, numerosi nei benigni, nei atipici, precedente melanoma, esposizione ai raggi Uv artificiali, sensibilità al sole (capelli biondi, occhi e pelle chiari), immunosoppressione.

Nel 2011 sono stati approvati nuovi farmaci per i trattamenti chemioterapici: l’ipilimumab ed il vemurafenib come descritto dal professor Paolo A. Ascierto responsabile Uoc Melanoma presso l’Istituto Nazionale Tumori G. Pascale di Napoli.

L’ipilimumab è un anticorpo che permette la proliferazione di cellule che agiscono indirettamente contro le cellule cancerogene stimolando il sistema immunitario del paziente. Il vemurafenib è un inibitore specifico di una proteina Braf che risulta mutata nel 40-50% dei casi di melanoma, ha permesso di migliorare la sopravvivenza in pazienti da melanoma metastatico positivo alla mutazione del gene BRAF V600.

Sebbene i due farmaci hanno segnato un passo importante nei confronti del melanoma, la possbilità di combinarli insieme è scarsa a causa della loro tossicità epatica recentemente riscontrata, ma utilizzati in modo sequenziale apportano  benefici senza aumento di tossicità.

La ricerca e la sperimentazione non si ferma specie riguardo l’elusione del meccanismo immunitario riconosciuta ora come una nuova caratteristica del cancro dove  i trattamenti disponibili sembrerebbero notevolmente efficaci nella cura dei pazienti.

Per proteggersi dal rischio melanoma occorre in primo luogo evitare una prolungata esposizione al sole evitando scottature che, con il tempo, danneggiano la nostra pelle e il nostro DNA. Le ustioni da sole ripetute – soprattutto in età adolescenziale – aumentano notevolmente il rischio di sviluppare questa forma di cancro in età adulta.

E sì ad una diagnosi veloce: la malattia diagnosticata in fase iniziale guarisce nel 95% dei casi.

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