Il termovalorizzatore a Giugliano si farà. Le associazioni dei cittadini: “promessa non rispettata”

ecoballeNapoli, 17 agosto – La paura si è trasformata in realtà, il termovalorizzatore a Giugliano si farà sul serio e sarà realizzato a breve. A nulla sono servite le proteste dei cittadini che hanno espresso dal primo momento il loro dissenso per la realizzazione dell’impianto in un territorio già saturo di discariche regolari e abusive, aree che attendono ancora di essere bonificate.

Sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il bando per la realizzazione del termovalorizzatore a Giugliano, un impianto destinato a bruciare le ecoballe campane che, come sottolineato dalle associazioni in protesta, “di eco non hanno nulla”. A Giugliano dovranno essere bruciate anche le ecoballe provenienti dal sito Taverna del Re, che si trova a confine con la provincia di Napoli e Caserta. La conferma arriva dal Commissario ad acta, Alberto Carotenuto, che ha fatto sapere che l’impianto dovrebbe sorgere nell’area dell’ex centrale elettrica e sarà realizzato con un progetto di finanza. La scadenza per la gara è fissata per il prossimo 11 ottobre.

Le associazioni, che sono scese in piazza per l’ennesima volta per far sentire la loro voce e la loro protesta contro “l’inceneritore”, sottolineano che in passato fu assicurato che a Giugliano “non sarebbe stata realizzata nessun altra struttura per il trattamento dei rifiuti”. Una promessa non rispettata che alimenta la sfiducia per chi sostiene che gli impianti di questo genere sono assolutamente sicuri e non sono causa di preoccupazione per la salute. Secondo quanto affermato dal commissario Carotenuto, il termovalorizzatore sarà realizzato secondo “le soluzioni più avanzate e sicure”. Al momento non è stato ancora deciso la quantità dei rifiuti che saranno bruciati per la conversione in energia elettrica.

Nel territorio circostate la città di Giugliano sono presenti oltre 46 discariche, ma ciò non ha distolto l’attenzione dall’obiettivo di realizzare un impianto che sia da supporto a quello di Acerra per smaltire i rifiuti della Regione Campania. A Giugliano sono presenti già un impianto di tritovagliature dei rifiuti e un sito di stoccaggio di ecoballe che contengono oltre sei milioni di tonnellate di rifiuti. Il commissario Carotenuto, ha voluto precisare, scrollandosi ogni responsabilità che gli venisse attribuita, che “l’area di Giugliano per il nuovo termovalorizzatore, non è stata scelta né dal commissariato né dalla Regione Campania ma da una legge dello Stato”, stoppando così ogni polemica. La realizzazione di questo nuovo impianto consentirà all’Italia di alleviare il peso delle sanzioni che la Comunità Europea ha imposto al nostro Paese per non aver rispettato le direttive comunitaria sui rifiuti.

Il 6 agosto scorso è stato pubblicato il dossier sui primi 100 giorni del Governo Letta, e nel capitolo dedicato all’Ambiente sottoscritto dal ministro Orlando, si evidenzia anche la questione sullo stato della procedura d’infrazione e le rassicurazioni che il ministro ha fornito nel suo incontro con il Commissario Europeo all’ambiente, Janez Potocnik.

Nel dossier, alla voce Campania si legge: “Con l’entrata in funzione di nuovi impianti, l’aumento della raccolta differenziata e l’intervento normativo che consentirebbe di smaltire i rifiuti nei termo-valorizzatori per il recupero energetico delle Regioni che dispongono di capacità adeguate (l’autosufficienza sarebbe quindi misurata su scala nazionale anziché regionale) consentiranno a breve di riequilibrare la produzione e lo smaltimento di rifiuti ed un miglior controllo dei relativi flussi”. In quell’incontro fu decretato un baratto: la realizzazione di un termovalorizzatore a fronte di uno sgravio sugli interessi per l’infrazione che l’Italia deve pagare alla Comunità Europea”. (Vai al Dossier)

Le associazioni hanno fatto inoltre notare una grave incongruenza che la Regione Campania ha posto in essere con la conferma della costruzione dell’impianto a Giugliano che si scontra con una delibera emessa appena un mese fa. La giunta ha infatti deliberato che nelle aree vaste individuate dal Piano Regionale di Bonifica dei Siti Inquinati della Regione Campania “è vietato, dalla data di entrata in vigore della presente legge, l’insediamento di nuove industrie insalubri”. Non si capisce perché il termovalorizzatore dovrebbe fare eccezione.

In una lunga intervista rilasciata ad Il Mattino, il sindaco di Napoli conferma il suo no per i termovalorizzatori e mostra il suo ottimismo per la questione rifiuti a Napoli e il crescere della raccolta differenziata. De Magistris ha dichiarato: “Resto contrario agli inceneritori, anche quello di Giugliano, e giudico scorretta la decisione dell’assessore Romano sugli Ato. Ho chiesto a Caldoro e Orlando di darci la possibilità di costruire la nostra impiantistica, per diventare autosufficienti: sono convinto che fra due anni avremo un sistema che altri prenderanno a modello.

Per quanto concerne il crescere della raccolta dei rifiuti porta a porta, il sindaco ha commentato che “il trasporto sulle navi ci sta facendo risparmiare un sacco di soldi. Altre città, Reggio Calabria, Roma, Palermo ci stanno chiedendo informazioni. Stiamo varando tre ecodistretti per il compostaggio in altrettante municipalità. Non è che tutti devono essere d’accordo e io non faccio la guerra a nessuno, ma voglio essere messo in condizioni di realizzare il mio progetto. Ecco, in questo rivendico autonomia, la stessa che chiedo sul piano dell’imposizione fiscale”.

FOTO: tratta da noi.caserta.itnoi.caserta.it

 

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