Pillole di calcio. Si ricomincia, Napoli-Bologna 3 a 0

pillole-calcio-napoliNapoli, 25 agosto – Il Napoli batte il Bologna 3 a 0 nella prima di campionato. I gol di Callejon e Hamsik (doppietta) certificano una prestazione splendida del Napoli che ha mandato a memoria il nuovo modulo e che ha comandato la partita dal primo all’ultimo minuto. Sul tabellino anche un palo di Callejon e due gol annullati per fuorigioco a Higuain e Mertens.

FORMAZIONE. Subito due assenze: in panchina ci vanno Cannavaro e Insigne. Il primo per scelta tecnica, il secondo perché reduce da febbre e diarrea. Al loro posto Albiol al centro della difesa e Pandev sull’out destro a piede invertito o anche a destra nelle continue inversioni che vuole Benitez. Ed entrambi hanno giocato un’ottima partita perché Albiol ha piedi da centrocampista e perché Pandev lo conosciamo.

BOLOGNA. E’ apparsa squadra da retrocessione insieme al Genoa. E’ normale che entrambe, sulla carta, non rischiano la Serie B, ma, dati alla mano, Bologna e Genoa hanno offerte le prestazioni più povere della prima giornata giocando un calcio inconsistente e balbettante per i 90 minuti.

DIFESA. Ci vuole un punto interrogativo data la pochezza imbarazzante della proposta offensiva del Bologna ridotto ieri a sparring partner. Albiol, per esempio, ha impostato con cura assumendosi molti compiti che l’anno scorso erano destinati ad Inler con una doppia conseguenza positiva: l’impostazione è migliore e Inler e e Behrami, privati dei compiti di costruzione, fanno quasi solo interdizione creando una barriera molto efficace.

REGISTA. Mazzarri non lo voleva (i rimpianti per il veto su Verratti sono ancora enormi), Benitez ne ha due. L’azione riparte da Albiol (e talvolta da Britos) ed entrambi o allargano sulle fasce o cercano Hamsik, vero cervello offensivo della squadra. Lo slovacco prende palla tra le linee e inventa. Molto bene.

HAMSIK. Che sia un giocatore di livello internazionale è fuori discussione ma la mano di Benitez è evidente. E, se continua come ieri, il paragone con Gerrard non sarà più improponibile. L’idea tattica di Benitez è complicata ma pare cucita su Hamsik per cambiarne qualche caratteristica rendendolo centrocampista universale. E’ appoggio per Albiol (o Britos), riferimento per le palle in uscita dalla difesa, è regista offensivo della squadra, è seconda punta in linea con Higuain.

HAMSIK – MAZZARRI. Nell’unica idea che Mazzarri ha proposto negli ultimi dodici anni, la stessa che ha portato ieri a San Siro, Hamsik catalizzava le ripartenze che partivano dalla difesa a cinque. La squadra aspettava l’errore dell’avversario, chi recuperava palla la passava a Marek che partiva a strappi inserendosi negli spazi. E la “portava” a Cavani. Il suo movimento classico era ripartire in verticale verso la porta avversaria, o dal centro o più spostato a sinistra.

HAMSIK – BENITEZ. Benitez gli conserva gli strappi in verticale, suo marchio di fabbrica, ma li educa. Rafa ha insegnato ad Hamsik qualcosa in più: quando riparte in verticale non lo deve fare dal centrocampo ma dalla trequarti e, quindi, i suoi movimenti in verticale diventano quelli della seconda punta che lo portano a giocare per lunghi tratti accanto ad Higuain moltiplicando i problemi per le difese avversarie. Ma Benitez rende Hamsik anche più pensatore: in attacco ci sono continui movimenti e quindi Hamsik è anche vertice basso di un ipotetico rombo d’attacco in cui c’è Higuain davanti e i due sterni ai lati.

MOVIMENTI. Le soluzioni viste ieri sono molto interessanti. Quando la palla arriva sulla trequarti avversaria dall’esterno, Hamsik si muove in verticale da seconda punta vera affianco a Higuain (pensiamo al primo gol dello slovacco). Quando invece la palla arriva centralmente, Hamsik imposta approfittando dei tagli al centro degli esterni dietro la difesa avversaria. O si abbassa Higuain diventando lui regista offensiva e lasciano lo spazio per Marek o gli esterni d’attacco.

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