“Aprite Cento Camerelle!”, a Bacoli un corteo chiede spazio alla cultura, il turismo e l’occupazione

bacoliBacoli, Villa Comunale, da qui, lo scorso 25 agosto, è partito un corteo di circa trenta attivisti dell’associazione Freebacoli riuniti dal consigliere comunale, Gerardo Della Ragione, per chiedere, a gran voce, “Aprite Cento Camerelle!“.

È questo lo slogan che vuole attrarre l’attenzione su un sito archeologico che sembra dimenticato dietro cancellate sempre chiuse. Un imponente struttura composta da cisterne, conosciute anche come le Prigioni di Nerone, a servizio di una delle maestose ville della costa di Baia, realizzata tra l’età tardo-repubblicana ed il I secolo d.C..

Tutta l’area di Bacoli è ricca di un importante patrimonio storico e potrebbe ritrovare lo splendore di un tempo quando, in epoca romana, era tra le più note mete turistiche dell’Impero. Ma questo non accade, ed i giovani si ritrovano a dover lasciare le terre natie in cerca di occupazione, oggi negata e che, in queste aree tanto ricche, sarebbe possibile trovare.

È proprio dalla pagina web di Freebacoli che ritroviamo la cronaca di questa domenica speciale, un giorno in cui si è cercato di gridare con forza che di cultura si può anche vivere: “Anzi in una città come la nostra, è così che dev’essere”, affermano i ragazzi.

“Accompagnati dai suggestivi ed evocanti racconti dell’amico Ciro Amoroso, abbiamo svolto una passeggiata culturale tra i miti, le leggende ed i saperi popolari tipici di questa nostra bella terra.

Dalla Villa Comunale di Bacoli – prosegue il racconto – abbiamo percorso le scalette delle suore sino a Piscina Mirabilis. Dopo ci siamo diretti verso la Chiesa di Sant’Anna per arrivare al borgo antico, sede del Caffè Letterario. Da lì, poi, abbiamo proseguito per Cento Camerelle, sito all’esterno del quale ci siamo salutati prima di affiggere lo striscione al balcone di un palazzo lì vicino”.

Durante il corteo, non solo slogan, ma tanti racconti dei giovani che hanno rappresentato tutto il loro malcontento per la mancanza di lavoro e la stanchezza di sentirsi ripetere “A’ Vacule nun ce stà niente, a parte quatt’ pret vecchie”. Non è vero, dicono i manifestanti, “A Bacoli c’è molto, noi lo vediamo. E lo vediamo non soltanto per com’è adesso, ma soprattutto per come potrebbe essere in futuro”.

E per questo hanno deciso di restare e lottare dicendo basta ai politici logorroici e alla propaganda elettorale.

Nell’occasione si è parlato anche dell’inceneritore di prossima realizzazione a Giugliano, neanche così lontano dall’area flegrea, “Sì al lavoro, all’occupazione, al turismo. No alla distruzione, alla morte e alla diossina”, si alzano le voci dal corteo.

FOTO: tratta da freebacoli.net

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