Il Sindaco De Magistris “taglia” ma non “ri-taglia” per abbracciare la lotta agli sprechi.

La pagina che sostiene Luigi De Magistris  ha pubblicato una nota in merito alla strategia che il Sindaco sta adottando per evitare la bancarotta del Comune di Napoli. I punti discussi sono di notevole interesse. Fondamentale risulterà la guerra agli sprechi, attuando una drastica riduzione delle spese superflue. Inoltre nel comunicato si legge che saranno previsti i pre-pensionamenti per 800 dipendenti comunali entro il 2012. Riduzioni delle auto blu per tutti gli amministratori comunali. Ancora si discute sulla partenza di Raphael Rossi che appare un grosso risparmio per le casse comunali. Infine, vorrei soffermarmi sulle partecipate. Il risparmio, dovuto alla riduzione ed all’accorpamento di molte fra le costosissime aziende, risulta un notevole successo di De Magistris. Fra queste società, vorrei far notare che ce n’è una, che appare intoccabile.

E’ la Bagnolifutura. Una fra le società partecipate più inutili alla città. Nata nell’aprile 2002 e’ stata voluta dalla giunta Bassolino – Iervorino – Di Palma. Il vertice della società è stato sostituito ben tre volte in sette anni. Il presidente Santagelo fu sostituito dal vicesindaco Papa e questi con l’avvocato Marone già dalla sindaco Iervolino. Lo scandalo di questa partecipata è l’eterno ritardo per i lavori di ristrutturazione e l’enorme spreco di denaro: “ i costi della bonifica dei suoli sono eccessivi” ha denunciato la Corte dei Conti. Molti fra i personaggi illustri napoletani hanno denunciato che questa società deve essere chiusa, senza se e senza ma. Fra questi cito: Marcello Taglialatela, Gerardo Marotta, Benedetto De Vivo, Gerardo Mazziotti e Raffaele Raimondi. Inoltre Vincenzo Spagnuolo Vigorita che ha scritto: “La Bagnolifutura alleva tartarughe, esibisce quadriglie tra presidente e vicensindaco, ingoia i contributi europei, fallisce il disinquinamento, dibatte sulla colmata, bandisce appalti settoriali per imprese asfittiche, litiga sulle volumetrie, ma non compie alcun passo nella unica direzione utile, di riconvertire l’intera area in una maestosa “marina” di portata europea, idonea ad attirare risorse, industrie e turismo dell’intero Mediterraneo”.

Ancora, dopo quindici anni di fallimento, il Comune punta su questa partecipata inconcludente. La trasformazione urbana di Bagnoli deve passare innanzitutto per il recupero di tutta la costa di Coroglio. Occorre realizzare una grande area a verde approvando un nuovo PUA per ripristinare l’assetto dei luoghi. Inoltre è quì, a Bagnoli, che si può, si deve, creare sviluppo. Alberghi, bar, negozi di classe e strutture adatte per il turismo, rotonde e stabilimenti balneari, così come il polo tecnologico nella filiera delle energie rinnovabili. Necessita ripristinare immediatamente la spiaggia libera e riconsegnarla ai napoletani. Ecco cosa farebbe di un quartiere come Bagnoli la “perla” di Napoli che si affaccia sul palcoscenico mondiale.

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